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mercoledì 6 gennaio 2021

Forse non tutti sanno che anche i nostri geni possono essere brevettati

di Fabristol

Ottenere un diritto monopolistico allo sfruttamento di un’invenzione o di una scoperta è ormai considerato universale e “normale”. 

Lo stato garantisce a un individuo o a un’azienda il monopolio temporaneo su un’invenzione
Questo fa sì che si impedisca ad altri di usufruire dei proventi di quest’ultima. Ormai si brevetta tutto, fino addirittura ai procedimenti di lavorazione di un materiale o perfino “azioni” come lo slide-to-unlock della Apple.

Ma forse pochi sanno che perfino parte del genoma umano è sotto brevetto: si pensa addirittura intorno al 20%. In cosa consiste questa brevettazione genetica? 

Una compagnia isola un gene, va all’ufficio brevetti e richiede il monopolio sullo sfruttamento di questa informazione. Ovviamente non possono vendere i nostri geni né evitare che le nostre cellule li replichino o li usino per sintetizzare proteine. 

Ma esiste un altro metodo per far soldi grazie all’aiuto dello stato: brevettare le tecniche per isolare, mutare o eseguire test diagnostici su alcuni geni ...

giovedì 28 novembre 2019

Contrastare la macchina del marketing dell'industria farmaceutica

di Peter Aldhous

I pazienti, non le industrie del farmaco, dovrebbero fornire risposte sui medicinali per avere un quadro reale della loro efficacia.

"Pharmageddon!" si riferisce ad un cambiamento nella sanità, un pò come i cambiamenti climatici. Quando saltiamo in auto per andare al lavoro, ci sembra una cosa buona, ma non la colleghiamo al fatto che spingiamo sul baratro il clima. Allo stesso modo, il clima dell'assistenza sanitaria viene spinto sul baratro dai dottori che danno ai pazienti farmaci costosi e rischiosi e non riescono a notare quando le cose vanno male. La medicina che abbiamo ora cesserà d'esistere. Diverrà Healthcare Inc.

Perché è accaduto?

I brevetti mondiali sui prodotti danno alle compagnie dei guadagni talmente straordinari, che le spingono ad incentivare enormemente la campagna pubblicitaria sui benefici di quei farmaci e a nasconderne i possibili rischi. Quindi abbiamo reso i farmaci soggetti alla prescrizione e così i veri consumatori di un medicinale non siamo io e te. Il consumatore, dal punto di vista dell'industria, è il dottore che prescrive la medicina. Le compagnie offrono regali ai dottori, viaggi nei Caraibi e riunioni e così via. La maggior parte dei dottori però, probabilmente influenzata da queste cose, resta ancor più influenzata dall'evidenza...

sabato 10 novembre 2018

Il mercato della salute

 di Antar Raja

Il business alla base della ricerca scientifica e dell’eccessivo consumo di farmaci.

Un articolo di Steve Connor pubblicato sull’inglese The Indipendent (1) è subito circolato tra gli addetti ai lavori e gli interessati, ci ha informato di qualcosa che chi si occupa di medicina naturale, o anche più semplicemente chi è un po’ più attento alla propria salute, sapeva già da tempo e cioè che quasi tutti i farmaci sono inefficaci in più della metà dei pazienti. Quando addirittura non sono nocivi.

L’affermazione non è dell’uomo della strada di turno intervistato all’uopo, ma è di un amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese (è una tra le più grandi del mondo), la GlaxoSmithKline.

I dati forniti in questo articolo sono veramente disarmanti, tanto più se consideriamo le autorevoli e interessate fonti di provenienza per cui qualche maligno potrebbe pure supporre che se le cifre rese pubbliche sono queste, quelle reali potrebbero essere anche peggio. Ma partiamo dal presupposto che abbia trionfato la buona fede e la trasparenza e vediamo questi dati ...