Uno studio sul BMJ apre la polemica ...
La maggior parte dei farmaci anti-tumorali approvati dall’EMA tra il 2009 e il 2013 non allunga la sopravvivenza e non migliora la qualità di vita.
Affermazioni pesanti che vengono da un articolo pubblicato su British Medical Journal a firma di ricercatori del King’s College di Londra e della London School of Economics .
Questo studio – non manca di sottolineare Newsweek, una delle tante testate internazionali che hanno rilanciato la notizia – è solo l’ultimo di una lunga serie sull’argomento: molti farmaci oncologici, al vaglio della pratica clinica, non mostrano i benefici che le autorità regolatorie ritenevano esistessero al momento della loro approvazione.
Ma il lavoro pubblicato su BMJ va anche oltre e dimostra che molti dei farmaci approvati in quegli anni queste evidenze di beneficio non le avevano neppure sulla carta, cioè nei risultati degli studi registrativi ...
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giovedì 20 agosto 2020
giovedì 28 novembre 2019
Contrastare la macchina del marketing dell'industria farmaceutica
di Peter Aldhous
I pazienti, non le industrie del farmaco, dovrebbero fornire risposte sui medicinali per avere un quadro reale della loro efficacia.
"Pharmageddon!" si riferisce ad un cambiamento nella sanità, un pò come i cambiamenti climatici. Quando saltiamo in auto per andare al lavoro, ci sembra una cosa buona, ma non la colleghiamo al fatto che spingiamo sul baratro il clima. Allo stesso modo, il clima dell'assistenza sanitaria viene spinto sul baratro dai dottori che danno ai pazienti farmaci costosi e rischiosi e non riescono a notare quando le cose vanno male. La medicina che abbiamo ora cesserà d'esistere. Diverrà Healthcare Inc.
Perché è accaduto?
I brevetti mondiali sui prodotti danno alle compagnie dei guadagni talmente straordinari, che le spingono ad incentivare enormemente la campagna pubblicitaria sui benefici di quei farmaci e a nasconderne i possibili rischi. Quindi abbiamo reso i farmaci soggetti alla prescrizione e così i veri consumatori di un medicinale non siamo io e te. Il consumatore, dal punto di vista dell'industria, è il dottore che prescrive la medicina. Le compagnie offrono regali ai dottori, viaggi nei Caraibi e riunioni e così via. La maggior parte dei dottori però, probabilmente influenzata da queste cose, resta ancor più influenzata dall'evidenza...
I pazienti, non le industrie del farmaco, dovrebbero fornire risposte sui medicinali per avere un quadro reale della loro efficacia.
"Pharmageddon!" si riferisce ad un cambiamento nella sanità, un pò come i cambiamenti climatici. Quando saltiamo in auto per andare al lavoro, ci sembra una cosa buona, ma non la colleghiamo al fatto che spingiamo sul baratro il clima. Allo stesso modo, il clima dell'assistenza sanitaria viene spinto sul baratro dai dottori che danno ai pazienti farmaci costosi e rischiosi e non riescono a notare quando le cose vanno male. La medicina che abbiamo ora cesserà d'esistere. Diverrà Healthcare Inc.
Perché è accaduto?
I brevetti mondiali sui prodotti danno alle compagnie dei guadagni talmente straordinari, che le spingono ad incentivare enormemente la campagna pubblicitaria sui benefici di quei farmaci e a nasconderne i possibili rischi. Quindi abbiamo reso i farmaci soggetti alla prescrizione e così i veri consumatori di un medicinale non siamo io e te. Il consumatore, dal punto di vista dell'industria, è il dottore che prescrive la medicina. Le compagnie offrono regali ai dottori, viaggi nei Caraibi e riunioni e così via. La maggior parte dei dottori però, probabilmente influenzata da queste cose, resta ancor più influenzata dall'evidenza...
sabato 10 novembre 2018
Il mercato della salute
di Antar Raja
Il business alla base della ricerca scientifica e dell’eccessivo consumo di farmaci.
Il business alla base della ricerca scientifica e dell’eccessivo consumo di farmaci.
Un articolo di Steve Connor pubblicato sull’inglese The Indipendent (1) è subito circolato tra gli addetti ai lavori e gli interessati, ci ha informato di qualcosa che chi si occupa di medicina naturale, o anche più semplicemente chi è un po’ più attento alla propria salute, sapeva già da tempo e cioè che quasi tutti i farmaci sono inefficaci in più della metà dei pazienti. Quando addirittura non sono nocivi.
L’affermazione non è dell’uomo della strada di turno intervistato all’uopo, ma è di un amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese (è una tra le più grandi del mondo), la GlaxoSmithKline.
I dati forniti in questo articolo sono veramente disarmanti, tanto più se consideriamo le autorevoli e interessate fonti di provenienza per cui qualche maligno potrebbe pure supporre che se le cifre rese pubbliche sono queste, quelle reali potrebbero essere anche peggio. Ma partiamo dal presupposto che abbia trionfato la buona fede e la trasparenza e vediamo questi dati ...
L’affermazione non è dell’uomo della strada di turno intervistato all’uopo, ma è di un amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese (è una tra le più grandi del mondo), la GlaxoSmithKline.
I dati forniti in questo articolo sono veramente disarmanti, tanto più se consideriamo le autorevoli e interessate fonti di provenienza per cui qualche maligno potrebbe pure supporre che se le cifre rese pubbliche sono queste, quelle reali potrebbero essere anche peggio. Ma partiamo dal presupposto che abbia trionfato la buona fede e la trasparenza e vediamo questi dati ...
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