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mercoledì 27 novembre 2024

Come le bugie diventano fatti e il mondo finisce

 di Paul Craig Roberts

La ripetizione infinita da parte dei media venduti o disattenti trasforma le bugie in verità.

Qualunque media si legga, si legge che “la Russia ha invaso l’Ucraina”. 

La menzogna non è limitata ai controllori ufficiali della narrazione, come NY Times, Washington Post, Reuters, AP, Bloomberg, CNN, Wikipedia, NPR, ABC, CBS, NBC, BBC, Telegraph, Guardian.  

Appare nei media alternativi, come Epoch Times e Breitbart. 

In effetti, la menzogna viene ripetuta come un dato di fatto quasi ovunque, nelle Camere del Congresso, nel Parlamento del Regno Unito, a Wall Street, nei media e nei governi europei ...

mercoledì 29 marzo 2023

Nel frattempo in Yemen il governo statunitense manda armi e il massacro va avanti


Quello che i devastati mentali non capiscono, o non vogliono capire altrimenti non sarebbero tali, è che bisogna diffidare da chi racconta menzogne. 

Gli stessi che spacciano le miriadi di bugie sul conflitto russo-ucraino sono gli stessi che per due interi anni hanno mentito sulla crisi sanitaria. MENTITO.

Le cosiddette autorità, lo stato, sono inaffidabili. Questo, inutile dirlo, non significa gettarsi tra le braccia dei carcerieri dal lato opposto della barricata. Significa semplicemente non farsi fregare da narrative polarizzanti che hanno il solo scopo dapprima di spennare le persone e poi macellarle. 

Ecco l'ennesimo caso di studio, oltre a quello presentato nell'articolo di oggi sullo Yemen. Zelensky alla fine ha ammesso in un’intervista rilasciata il 9 febbraio 2023 al Der Spiegel il proprio rifiuto di attuare l’accordo di pace di Minsk con la Russia dell'11 febbraio 2015. 
Tale accordo, firmato da Ucraina, Russia e Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e supervisionato da Germania e Francia, ufficialmente puntava a fermare il conflitto scoppiato in Ucraina a seguito del violento colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti nel 2014 che ha innescato la guerra civile tra i fedeli al governo filo-occidentale di Kiev, post-golpe, e i separatisti filo-russi nell'est.
 
Nel corso dell’intervista rilasciata a Der Spiegel, Zelensky, dopo l’ammissione di aver scelto intenzionalmente di sabotare Minsk lamentando il fatto che gli accordi fossero una “concessione” inaccettabile, ha ricordato di aver comunicato sia al presidente francese Emmanuel Macron che alla cancelliera tedesca Angela Merkel di non poterlo attuare, come del resto confermato dalla stessa Merkel, nel dicembre 2022, in un'intervista al quotidiano Die Zeit nel corso della quale ha avuto modo di dire che “l'accordo di Minsk del 2014 era stato un tentativo di guadagnare tempo per l'Ucraina” ...

venerdì 8 aprile 2022

NATO e Russia: due spacconi, un pericolo reale

 
di Tom Luongo

Ci sono così tante angolazioni da cui vedere la guerra in Ucraina. Ho fatto del mio meglio per coprirne alcune in modo da avere un'idea del perché siamo dove siamo... ovvero, diretti verso un conflitto molto più grande.

Nonostante il mio profondo cinismo, sono essenzialmente un ottimista: tendo a vedere opportunità che portano l'umanità ad allontanarsi da qualsiasi tipo di soluzione finale. Ed a volte ciò significa dover guardare oltre le condizioni di confine del conflitto attuale e vederlo nel contesto più ampio di ciò che l'umanità sta cercando di ottenere.

Quindi, ricordate, la lettura degli eventi in corso è attraverso i miei occhi. C'è una soluzione anche se le cose sembrano cupe, perché l'umanità si è sempre tirata indietro dal peggiore dei suoi eccessi quando si è confrontata personalmente con essi.

Nella seconda guerra mondiale i "buoni", gli Alleati, sconfissero i "cattivi", l'Asse, principalmente i nazisti. Non sono uno che sottoscrive tale caricatura degli eventi, so che i problemi sono molto più profondi di così.

Durante la guerra la propaganda di entrambe le parti diventa l'apice del riduzionismo: l'altro lato è cattivo.

Putin, da parte sua, definisce gli ucraini allo stesso tempo fratelli della Russia e nazisti, esagerando il genocidio dei russi nel Donbass. Mentre negli Stati Uniti definiscono i russi solo con nomi che normalmente riserviamo alle formiche che invadono la nostra cucina ...

lunedì 28 marzo 2022

Ripartire dagli accordi di Minsk?

di Volodymyr Ishchenko

Tutto quello che volevate sapere sull’Ucraina ma non avete mai osato chiedere. 

Risponde, da Kiev, il sociologo Volodymyr Ishchenko

Se avete contato sui media dell’establishment per seguire gli eventi in Ucraina negli ultimi otto anni, è probabile che vi siate fatti un’idea errata di quelle vicende. Nonostante il – o, più probabilmente, a causa del – tumulto che l’ha attraversata l’Ucraina ha cominciato a entrare nell’agenda sia interna che estera statunitense e i suoi conflitti sono stati tra quelli più oggetto di propaganda verso il pubblico occidentale.

Volodymyr Ishchenko, sociologo e ricercatore associato all’Institute for East European Studies, ha trascorso anni a scrivere di politica ucraina, della rivoluzione Euromaidan del 2014 e del disordinato incrocio di proteste, movimenti sociali, rivoluzione e nazionalismo. 

Qui discute con Branko Marcetic di Jacobin a proposito di ciò che in Occidente bisogna comprendere sull’Ucraina e sulla situazione di stallo internazionale in corso ...