sabato 4 agosto 2018

Guardare il mondo con gli occhi di un bambino ..

Un bambino esplora il mondo con pochi preconcetti, finché non gli viene insegnato a vedere le cose in un modo che corrisponde alle descrizioni su cui tutti sono d’accordo. 

Il mondo è un accordo. 
Le nostre normali aspettative circa la realtà sono create dal consenso sociale. 

Ci hanno insegnato a vedere e capire il mondo in un certo modo. 

Il trucco della socializzazione è convincerci che le descrizioni su cui concordiamo delineano i limiti del mondo reale. Ciò che noi chiamiamo realtà è solo un modo di vedere il mondo, un modo sostenuto da un consenso sociale.

Noi siamo percettori, tuttavia il mondo che percepiamo è un’illusione. È stato creato da una descrizione che ci fu raccontata fin dal momento della nostra nascita. 

Il mondo non si offre a noi direttamente; di mezzo vi è la descrizione del mondo che abbiamo imparato a vedere chiara e a prendere per certa, con le sue regole dogmatiche e inviolabili che la ragione ha imparato ad accettare e a difendere ...


Propriamente, quindi, noi siamo sempre a un passo di distanza e la nostra esperienza del mondo è sempre un ricordo dell’esperienza. 

Voi seguite il riflesso delle vostre idee. Gli specchi deformanti li avete dentro, e il mondo deve adeguarvisi.

Il silenzio interiore è uno stato di coscienza in cui tutti i pensieri della mente si fermano, sono come congelati e inattivi. Nel silenzio è possibile sentire quello che proviene da spazi e tempi che vanno oltre ciò che la mente in condizioni normali può percepire. È possibile accedere a conoscenze che hanno molto poco di “umano” ma che nello stesso tempo appartengono profondamente all’umanità.

La mente si mette d’ostacolo, complica ed offusca la percezione diretta, porta il giudizio, la mancanza di fiducia e svaluta ciò che invece avvertiamo con il cuore. 

La mente che interiormente continua a dire “io.., io.., io..,” con il suo rumore copre tutti gli altri segnali e le altre percezioni che sono disponibili all’uomo.”

Carlos Castaneda


"I bambini si portano dentro una magia naturale, che a poco a poco, crescendo, sono costretti a distruggere ed allora cominciano a pregare: la santissima Trinità, i santi, la Madonna, una grande Madonna azzurra con gli ori e gli incensi. Dobbiamo imparare a respirare e riscoprire gli alberi, le pietre, gli animali e tutta la macchina della Terra: hanno un respiro interno, come noi. Hanno ossa, vene, carne, come noi." 
- Giordano Bruno 

"Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)."
- Antoine de Saint-Exupéry

"Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini."
- Dante Alighieri


"Ogni bambino che nasce è in qualche misura un genio, così come un genio resta in qualche modo un bambino."
- Arthur Schopenhauer


"Se c'è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi."
- Carl Gustav Jung

6 commenti:

  1. Tornare bambini il vero significato. L'ho letto da qualche parte.
    Per capire come vivere basta guardare un bambino piccolo, ride sempre, piange solo se ha una esigenza da soddisfare. Basta un sorriso e ride.

    I bambini piccoli non pensano al passato e al futuro.
    Non hanno sensi di colpa e non fanno progetti per il futuro, vivono nel modo più completo il momento presente.
    Sono liberi, selvaggi, indomabili.
    Concordo totalmente

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  2. Credo che se l essere umano avesse continuato a vivere come un bambino senza pensare al passato ed al futuro sarebbe rimasto allo stato di orango...che poi ci sia stato uno zampino esterno e' un altro discorso,ma se oggi siamo qui a discutere su un blog del significato della vita,su cosa ci sia dopo la morte e magari come comportarsi per una eventuale NON rinascita,sia grazie ad un uso lel cervello diverso da quello di un bambino...a volte nel male ma spesso nel bene...siamo in questa dimensione e dobbiamo comportarci e pensare in relazione alle "leggi fisiche" che la governano

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    1. ORANGHI?? SAREBBE GIA' UN QUALCOSA DI POSITIVO
      E' ben provato che la quasi totalità delle persone non hanno pensieri, emozioni e atteggiamenti propri, sono solo automi programmati. Le scienze della mente hanno provato che quasi tutti passano il 95% e oltre del tempo in trance, per tutto quel tempo sono i programmi inconsci al comando, poi la ragione giustifica decisioni che non ha mai preso.
      Gli oranghi nel loro piccolo hanno pensieri propri e non sono automi.

      E' proprio perchè si ha un cervello diverso dai bambini che quasi tutti sono omogenei e automi, solo reazioni automatiche, i manipolatori conoscono assai bene i meccanismi mentali. Viene detto che nessuno è più schiavo di chi si crede libero senza esserlo. Gli oranghi solo liberi.

      I sensi di colpa, il pensare al passato devastano la vita, anche questo è indotto dall'esterno, le religioni in primis, il passato non lo puoi cambiare, macerarsi serve solo ad accumulare spazatura emozionale e poi diventare un cliente fisso della farmacia.
      Il futuro?? Nessuno ha la certezza di esserci ancora domani. Le persone si credono immortali passano la vita ad accumulare, a fare progetti per il futuro a lavorare come schiavi per pagare cose varie e molti schiantano prima di godersele e poi lasciano tutto qui, è insensato, gli oranghi questo non lo fanno.
      Anche questo è indotto dall'esterno, del futuro va bene preoccuparsene per il proprio benessere e sopravvivenza ma non di più, non nel medio e lungo periodo proprio perchè la morte è sempre in agguato e se ti prende lasci tutto qui, cose, sogni, progetti, ma ti viene inculcato, fai, fai, accumula, datti da fare.

      Il Budda ebbe a dire, che il passato è memoria, il futuro solo fantasia, solo il momento presente conta, esattamente come sono i bambini

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  3. Tre sono le categorie di persone in questo mondo che dicono realmente la Verità e sono le seguenti......i folli,i poeti e bambini,tutto il resto è e resterà soltanto menzogna.Fabrizio De Andre.

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  4. Sono pienamente d'accordo con Magnet.
    Non è il restare allo stadio del bambino il punto, bensì riuscire a vivere la vita e osservarla coltivando il proprio bambino interiore.
    A me ad esempio sono sempre andate strette le cosiddette "responsabilità" che un adulto deve necessariamente prendersi secondo la società per esservi inserito a pieno titolo, ovvero lavoro-matrimonio-figli-mutuo e roba così.
    Per me questo era la morte dell'anima e ho deciso che non mi sarei mai sposata né fatto mai nulla nella vita che non fosse una decisione davvero mia, non dettata da regole altrui.
    Non faccio piani che vanno oltre l'indomani, non nutro alcun attaccamento ai beni materiali, sono catara e gnostica dentro e vedo questa dimensione come una prigione dalla quale voglio solo uscire.
    E il paradosso di tutto questo è che mi diverto e mi godo la vita e i suoi pochi agi più e meglio di quelli che conosco e che sono materialisti stressati coi soldi e col divertimento, mi dicono che sono troppo filosofica, che leggo troppo e che chi è troppo spirituale è un depresso...ah, l'ignoranza crassa!
    La verità è che ricordare continuamente a se stessi che siamo mortali nel corpo rimette le cose in prospettiva e non fa prendere se stessi o la nostra presenza sul pianeta troppo sul serio, perché per me la vita è e resta una farsa mal recitata dai più, e come tale va affrontata.

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    1. Hai perfettamente ragione condivido quello che hai detto, chi vive nelle regole non si diverte per niente, cercano sempre all'esterno qualcosa che li distragga o li tenga occupati e riempia il vuoto interiore, però cercare all'esterno non è la via.

      Viene insegnato che bisogna darsi da fare, spingere, lavorare duro per avere successo, stress, fatica, e spingere sempre in salita.
      C'è un modo migliore di vivere ma ovviamente non diffuso, è molto più conveniente lasciare che sia l'universo a provvedere, si progetta, si agisce e non ci si pensa più,e si lascia che sia l'universo a provvedere al risultato quale che sia, l'universo sa di cosa abbiamo bisogno ed è molto più forte di qualsiasi nostro sforzo.
      Essendo co-creatori, l'universo risponde sempre alla nostra tipologia di energia, se si vedono problemi si hanno in cambio problemi, se si vedono opportunità nei problemi, la vita prende il volo.

      Il vivere alla giornata, pensare solo al proprio benessere e sopravivenza è giusto per motivi conosciuti solo nello sciamanesimo, e non perchè si lascia tutto qui.
      Il darsi da fare ed accumulare,le preoccupazioni del domani richiedono energia e parecchia. La nostra energia è limitata, dall'esterno contrariamente a quel che si dice non la si può acquisire, quella che si ha si ha, qualunque cosa si faccia richiede energia, per cui il vivere in modo
      parco accontentandosi di quel che si ha, fa risparmiare molta energia che poi la si può indirizzare per altri scopi.
      L'universo risponde meglio se la nostra energia è più alta.

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