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martedì 20 settembre 2022

I pagliacci dell'inverno hanno circondato il Regno Unito

di Tom Luongo

Con un margine ristretto, Liz Truss è diventata il Primo Ministro del Regno Unito. Non ha molto tempo per mettere insieme un governo, a meno che il Regno Unito non voglia tornare all'ennesima elezione generale.

Truss, in virtù del suo pieno sostegno all'Ucraina contro la Russia, è stata la scelta di quei conservatori intenti a mantenere aperti i rapporti con gli Stati Uniti, permettendo al Regno Unito di essere più indipendente dall'Unione Europea.

La scelta della cricca di Davos, Rishi Sunak, e beniamino dei Remainer della City di Londra, non è riuscito a superare la Truss alla fine. Quella che era iniziata come una decapitazione politica di Johnson per mano della cricca di Davos, che meritava di essere incarcerato per aver fatto saltare i colloqui di pace tra Russia e Ucraina ad aprile, si è conclusa con la sua versione femminile in carica adesso.

Sebbene sia felice di veder perdere la cricca di Davos, dare potere ai neoconservatori statunitensi non è una vittoria. Alla fine i profondi legami tra i servizi segreti e militari degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno avuto la meglio nella battaglia per la leadership dei Tory.
Ancora una volta, non ci sono vincitori dal nostro punto di vista ...

venerdì 26 agosto 2022

Il Nuovo disordine mondiale

E’ molto diffusa fra i ricercatori indipendenti la dicitura “Nuovo ordine mondiale” a designare il regime totalitario esteso, almeno teoricamente e nei progetti della feccia, a tutto il pianeta.

Ci chiediamo se tale locuzione sia adeguata. Ci pare di no. 
 
La parola “ordine” che, all’interno del sintagma è il termine più forte sotto il profilo semantico, evoca un sistema ben strutturato e basato sulla legge: tale legge sarà pure draconiana ma dovrebbe essere uguale per tutti e destinata a promuovere un’equilibrata convivenza civile. Sub lege libertas? No, l’esatto contrario. Invero codesto Novus ordo non ha neppure un lato positivo, perché l’ordine non consuona con l’eguaglianza ed il rispetto delle regole; invece coincide con una dittatura che, mentre schiaccia la libertà di pensiero e di espressione, promuove la licenza, la sfrenatezza, il caos.

Così la famiglia è disgregata attraverso leggi ad hoc, la società viene corrotta e disarticolata, per mezzo dell’immigrazione incontrollata, a causa dei conflitti interetnici; le nazioni sono snaturate, gli Stati sono esautorati con la creazione di istituzioni sovranazionali. Questo non è ordine: questa è confusione, babele!..

lunedì 12 luglio 2021

Il lavoro? Un male sociale che possiamo curare solo con l'ozio

 di Attila Toukkour

Contrariamente ad una idea diffusa ad arte dai centri di condizionamento dello spettacolo moderno, il lavoro non è una catastrofe naturale.

È un male sociale, il cui falso rimedio, la disoccupazione, fa peggiorare il cattivo stato del paziente e talvolta lo finisce. 

Consideriamo per prima cosa le origini del lavoro. Si sa che in tutte le lingue il termine deriva da strumenti di tortura o che è sinonimo di sofferenza, sforzo estenuante, pena ed afflizione.

La Bibbia ne fa la punizione divina ed i miti universali parlano di una età dell'oro originale indenne dall'obbligo del lavoro. È proprio ciò che hanno confermato le serie ricerche sulla preistoria condotte da Marshall Sahlins.

Il cacciatore-raccoglitore, prima dell'invenzione dell'agricoltura, delle classi e dello Stato, non lavorava; si dedicava alle libere attività dell'essere umano, che consistevano nel cacciare e raccogliere, mangiare, dormire, godere e viaggiare.

Il lavoro inizia storicamente con il dominio di un uomo sul suo simile, di una classe su un'altra. Si tratta sempre di una classe improduttiva (preti e possidenti) che condanna al lavoro una classe produttrice e ne accaparra la produzione...