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mercoledì 7 agosto 2024

Le lezioni di futuro di Roberto Poli

 La fantascienza non descrive quasi mai mondi impossibili o impensabili. In genere propone delle variazioni immaginarie di esperienze che generano una qualche forma di identificazione nel lettore o spettatore. 

Il suo successo dipende dalla capacità dell’autore di immaginare realtà credibili e utili a pensare il futuro e il presente.

Le letture di Roberto Maestri, tratte da celebri testi di fantascienza, sono servite da utile spunto per un intervento di Roberto Poli sul tema di come si può pensare efficacemente il futuro.

Questi sono alcuni passaggi della sua “lezione di futuro” (In biblioteca a Trento lezioni di futuro, Trentino, 2 febbraio 2016):

"Cos’è un futurologo? Come si insegna il futuro? È relativamente più facile insegnare il passato. Insegnare il futuro suona strano, sembra una contraddizione in termini. Non ci sono dati verificabili. Tutti i dati vengono dal passato, non certo dal futuro. Per questo, la sociologia si è affermata nella forma di una sorta di “fisica dell’essere sociale”, guidata da un metodo positivista che la sospinge dal passato in avanti e tende a farle trascurare il futuro"...

venerdì 17 maggio 2024

Perché lavoriamo tanto nonostante sia il XXI secolo?

 di Owen  Hatherley

In pratica, se nel passato c’è qualcosa su cui tutti i futurologi concordavano, è che nel XXI secolo ci sarebbe stato molto meno lavoro. 

Che cosa avrebbero pensato, nell’aver saputo che nel 2012 la classica giornata lavorativa dalle 9 alle 17 si sarebbe evoluta in qualcosa di più simile a una giornata dalle 7 del mattino alle 7 di sera? Sicuramente si sarebbero guardati attorno e avrebbero visto come la tecnologia prendeva il controllo in molte professioni nelle quali prima era necessaria una numerosa mano d’opera, avrebbero contemplato lo sviluppo dell’automatizzazione e della produzione intensiva, e si sarebbero chiesti, “perché passano dodici ore al giorno in lavori futili?”.
 
Si tratta di una questione alla quale né la destra né la sinistra ufficiali rispondono adeguatamente. Ai conservatori è sempre piaciuto pontificare riguardo alle virtù morali del lavoro duro e una buona parte della sinistra, concentrata nei terribili effetti della disoccupazione di massa, propone comprensibilmente “più lavoro” come soluzione principale contro la crisi. Le vecchie generazioni avrebbero trovato tutto questo disperatamente deludente.

In quasi tutti i casi, gli utopisti, i socialisti e il resto dei futurologi credevano che il lavoro avrebbe finito con l’essere quasi abolito soprattutto per una ragione: potremmo lasciare che lo facciano le macchine ...