Cosa significa essere vivi? Sorprendentemente, per la scienza non c'è ancora un consenso unanime.
di Alison Koontz
Ad esempio, è corretto dire che il nuovo coronavirus che sta contagiando il mondo è vivo?
La risposta corta è che non esiste alcuna risposta concordata, eppure per una cosa così basilare si potrebbe pensare che la vita sia più semplice da definire.
La prima definizione documentata di Vita nasce nell'antica Grecia. Intorno al 350 a.C. Aristotele postulò che per essere considerata viva, una cosa deve crescere, conservarsi e riprodursi.
D'altra parte, la definizione moderna più conosciuta è probabilmente quella di Carl Sagan, fatta propria dalla NASA, secondo la quale gli esseri viventi devono essere "un sistema chimico autosufficiente capace di evoluzione attraverso la selezione naturale."
Prendiamo ad esempio le grandi scimmie: date le giusto risorse, come cibo e acqua, gli "equipaggiamenti" di una grande scimmia - i suoi organi, il sistema nervoso - si regolano, e consentono alla grande scimmia di operare in quasi tutte le condizioni. Sono anche in grado di evolversi, basta guardarci.
Ma non è l'unica definizione accettata di Vita.
In realtà ci sono oltre100 definizioni pubblicate ...
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venerdì 22 aprile 2022
mercoledì 23 giugno 2021
Le cellule convertono Rna in Dna: la scoperta che potrebbe demolire il dogma della biologia
Lo studio pubblicato l'11 giugno su Science Advance che rischia di dover far riscrivere i libri di biologia perché demolisce un dogma della biologia molecolare, è realizzato dall'equipe guidata da Gurushankar Chandramouly dell'università americana Thomas Jefferson.
E potrà aiutare nella lotta ai tumori.
«Si tratta di una scoperta che se confermata - commenta all'Ansa il genetista Edoardo Boncinelli - ha un grande impatto sia a livello teorico che pratico. Dagli anni '50 sapevamo infatti che le informazioni biologiche nelle cellule umane si trasferissero dal Dna all'Rna per poi arrivare alla produzione di proteine.
«Si tratta di una scoperta che se confermata - commenta all'Ansa il genetista Edoardo Boncinelli - ha un grande impatto sia a livello teorico che pratico. Dagli anni '50 sapevamo infatti che le informazioni biologiche nelle cellule umane si trasferissero dal Dna all'Rna per poi arrivare alla produzione di proteine.
Un meccanismo talmente importante e inconfutabile da essere considerato il "Dogma della biologia".
Negli ultimi anni questa certezza aveva iniziato a vacillare ma ora questo studio - va sottolineato che serviranno altri approfondimenti - sembra demolirlo completamente» ...
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sabato 30 maggio 2020
Vi spiego perchè il Covid-19 si è indebolito
La parola a Pietro Buffa, biologo molecolare di origini trapanesi:
"Come scrivo dal mese di marzo, il beta-coronavirus SARS-Cov-2 esiste sotto forma di popolazioni di mutanti sparsi nel mondo, proprio a causa della sua grande variabilità genetica.
Sarebbero infatti più di 6.800 le mutazioni comparse nel genoma del virus durante la sua corsa intorno al mondo, come rivela uno studio svolto dall'University College London (UCL).
Ciò che emerge con sempre più forza da questi studi è che il virus accumula mutazioni che non giocano alcun ruolo nel suo potenziamento ma anzi, sembrano indebolirlo nel tempo (così come accaduto a tanti altri ceppi virali)".
Allora la domanda nasce spontanea. Perché il virus si indebolisce?
"Cerco di chiarire alcuni aspetti interessanti come biologo molecolare.
Fondamentalmente entrano in gioco due meccanismi ...
"Come scrivo dal mese di marzo, il beta-coronavirus SARS-Cov-2 esiste sotto forma di popolazioni di mutanti sparsi nel mondo, proprio a causa della sua grande variabilità genetica.
Sarebbero infatti più di 6.800 le mutazioni comparse nel genoma del virus durante la sua corsa intorno al mondo, come rivela uno studio svolto dall'University College London (UCL).
Ciò che emerge con sempre più forza da questi studi è che il virus accumula mutazioni che non giocano alcun ruolo nel suo potenziamento ma anzi, sembrano indebolirlo nel tempo (così come accaduto a tanti altri ceppi virali)".
Allora la domanda nasce spontanea. Perché il virus si indebolisce?
"Cerco di chiarire alcuni aspetti interessanti come biologo molecolare.
Fondamentalmente entrano in gioco due meccanismi ...
lunedì 2 marzo 2020
Perché in realta la vita non esiste
Forse perché il vero elemento comune delle cose che definiamo vive non è una loro proprietà intrinseca, ma la nostra percezione di esse.
di Ferris Jabr
Sono sempre stato affascinato dalle cose viventi. Da bambino catturavo api per vederne da vicino gli occhi di ossidiana e la bionda peluria, scovavo crostacei e artropodi sulla spiaggia spiando le bolle nella sabbia e ho un ricordo tuttora molto vivido di una gita in un boschetto di eucalipti dove migliaia di farfalle monarca si erano fermate a riposare. Mentre mio fratello era fissato con le costruzioni del meccano, con cui realizzava complicati marchingegni, io volevo capire come funzionava il nostro gatto.
Come vedeva il mondo? Perché faceva le fusa? Di cosa sono fatti pelliccia, artigli e baffi? Non è un caso che mi guadagni da vivere scrivendo di natura e di scienza ...
venerdì 19 aprile 2013
HIV - Le apparenze ingannano
La miriade di scienziati che lavorano quotidianamente sull’Hiv, così come le migliaia di articoli scientifici pubblicati sull’argomento, hanno portato la reale prova dell’esistenza del virus? La risposta è: no!
In effetti, se si dedica il tempo necessario (e ne serve davvero molto) per consultare la letteratura scientifica relativa al virus propriamente detto, si rimane sorpresi dal fatto che nessuna di queste ricerche sia mai riuscita a mettere direttamente in evidenza la presenza anche solo di una minima particella virale, e in particolar modo retrovirale, in un malato di Aids.
Tuttavia le tecniche necessarie a tal fine sono classiche e semplici e sono state messe a punto molto prima delle tecniche di biologia o di genetica molecolare. Queste tecniche comportano l’isolamento diretto a partire dal malato e l’infezione delle cellule coltivate in laboratorio che sono suscettibili di essere infettate da un particolare virus.
La concentrazione dei virus tramite centrifugazione ad alta velocità, l’eliminazione dei batteri e dei detriti cellulari tramite ultrafiltrazione, e l’osservazione diretta delle particelle virali al microscopio elettronico sono alla base della virologia classica e della dimostrazione dell’origine virale di numerose malattie ...
In effetti, se si dedica il tempo necessario (e ne serve davvero molto) per consultare la letteratura scientifica relativa al virus propriamente detto, si rimane sorpresi dal fatto che nessuna di queste ricerche sia mai riuscita a mettere direttamente in evidenza la presenza anche solo di una minima particella virale, e in particolar modo retrovirale, in un malato di Aids.
Tuttavia le tecniche necessarie a tal fine sono classiche e semplici e sono state messe a punto molto prima delle tecniche di biologia o di genetica molecolare. Queste tecniche comportano l’isolamento diretto a partire dal malato e l’infezione delle cellule coltivate in laboratorio che sono suscettibili di essere infettate da un particolare virus.
La concentrazione dei virus tramite centrifugazione ad alta velocità, l’eliminazione dei batteri e dei detriti cellulari tramite ultrafiltrazione, e l’osservazione diretta delle particelle virali al microscopio elettronico sono alla base della virologia classica e della dimostrazione dell’origine virale di numerose malattie ...
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