L’AATIP - il programma avanzato per investigare sulle minacce aerospaziali ovvero su tutti i velivoli più bizzarri che sfrecciano nei nostri cieli - non è mai finito, nonostante le dichiarazioni a questo proposito rilasciate dal Pentagono.
O meglio: ha cambiato nome e collocazione, ma lo studio di quelli che potremmo chiamare oggetti volanti non identificati non si è mai fermato.
Lo ha certificato il documento sottoscritto il mese scorso dalla Commissione Intelligence del Senato statunitense e lo rimarca - con interessanti, nuovi dettagli - un articolo del New York Times.
Non un giornale a caso. Proprio dal quotidiano newyorkese, nel dicembre 2017, è stata rivelata l’esistenza di quel programma segreto, finanziato con fondi non a bilancio e ufficialmente poi concluso.
Uno scoop che ha scoperchiato il vaso di Pandora e ha portato alla luce i primi filmati incontestabilmente riferibili a UFO in volo: si tratta degli ormai celebri video ripresi dai piloti della US Navy mentre inseguono dei mezzi di provenienza e tecnologia ignota, video che lo scorso aprile il Dipartimento della Difesa americano ha riconosciuto come autentici.
Due degli autori di quell’articolo - Ralph Blumenthal e Leslie Kean - spiegano ora che gli incontri misteriosi tra piloti militari e velivoli non identificati continuano a essere indagati in base a un programma nascosto all’interno della Naval Intelligence - il servizio di spionaggio della Marina ...

