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giovedì 29 gennaio 2026

Lo strano caso degli alieni di Varginha


20 gennaio 1996. 
Tre ragazze di  Varginha, popolosa cittadina del  Minas Gerais- Stato del Brasile-  raccontano di essersi imbattute in una creatura spaventosa nascosta in mezzo all’erba. 

di Sabrina Pieragostini

Diventa così di pubblico dominio uno dei casi ufologici più complessi ed enigmatici mai riferiti, con tutte le caratteristiche di un romanzo di fantascienza: decine di testimoni oculari, il cover up delle forze armate brasiliane, il coinvolgimento di quelle americane e persino una morte misteriosa.

Quel sabato pomeriggio, Liliane da Silva, all’epoca 16enne, sua sorella Valquíria, 14 anni, e l’amica più grande Kátia Xavier, 22, stanno tornando verso casa, vicino al bosco chiamato “Jardim Andere”, quando Liliana nota qualcosa di incredibile: appoggiato ad un muro, rannicchiato tra l’erba, c’è un essere mai visto prima “né umano né animale”. 

Sembra alto circa un metro e mezzo, con la pelle scura, una testa tonda e sproporzionata, grandi occhi rossi e le vene che pompano violentemente sul collo esile. Sul capo ha come tre protuberanze...

domenica 5 novembre 2023

Itacoatiara - Il mistero del monolito di Ingà

Si tratta di un lungo masso orizzontale ricoperto di misteriosi simboli e notevoli formazioni geometriche.

Gli indigeni Tupi che vivevano in questa zona la chiamavano “Itacoatiara”, che nella loro lingua significava semplicemente “la pietra”.

È lunga 26 metri e alta 4 e si trova nel bel mezzo del fiume Ingá, nei pressi dell’omonima cittadina a circa 96 km da João Pessoa, nello stato di Paraíba, a nordest del Brasile.
Il monolite di Ingá è completamente inciso con simboli e figure in bassorilievo che sembrano rappresentare animali, frutta, esseri umani e costellazioni come Orione e galassie come la Via Lattea. Altri simboli, invece, sono del tutto irriconoscibili.

Chi ha scolpito questo antico monolite ? Cosa voleva descrivere o significare? E’ possibile che i glifi incisi sulla roccia rappresentano un’antica lingua terrestre sconosciuta? Nonostante l’interessamento degli archeologi, ad oggi la Pietra di Ingá rimane ancora un enigma ...

sabato 20 maggio 2023

Acqua controllata dalle grandi multinazionali

 L’acqua nelle mani di pochi: pubblicato uno studio che evidenzia il ruolo delle multinazionali agroalimentari per la tutela della risorsa idrica

Qual è il ruolo, e quindi la responsabilità, delle multinazionali del commercio agroalimentare nella gestione sostenibile della risorsa idrica? 
Sebbene sia crescente la consapevolezza di come i pochi grandi attori di tale commercio internazionale possano svolgere una funzione chiave nella transizione verso un nuovo paradigma produttivo, fino ad ora iniziative di gestione collaborativa e responsabile (stewardship) hanno riguardato l’industria ittica, le politiche di non deforestazione e le emissioni di CO2, mentre ancora mancano analoghe iniziative che guardino alla gestione delle risorse idriche.

Al fine di colmare questa lacuna, il gruppo di ricerca formato da Elena De Petrillo, Marta Tuninetti, Luca Ridolfi e Francesco Laio del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino ha analizzato la risorsa idrica e la sua gestione sostenibile da un nuovo punto di vista, considerando scale spaziali ben più dettagliate di quanto fatto in passato e, soprattutto, volgendo l’attenzione ad attori sinora trascurati. 
Lo studio pone infatti al centro le grandi multinazionali del commercio agroalimentare e propone i flussi di acqua virtuale (l’acqua necessaria per produrre beni agricoli) come metrica per quantificare le interazioni tra i diversi attori ...

sabato 5 dicembre 2015

Brasile, non è un disastro: è un crimine ambientale

(foto: la città di Mariana dopo il disastro)
Il fango tossico fuoriuscito dalla rottura di due dighe della società mineraria Samarco ha ormai ha raggiunto l’Atlantico. I piani di evacuazione non sono scattati, i conflitti di interesse della politica sono molti e la multa che la società dovrà pagare è un’inezia rispetto al fatturato

Janaina Cesar

Lo tsunami velenoso costituito da 62 milioni di metri cubi di fanghi e residui tossici fuoriusciti dal cedimento delle dighe Fundao e Santarem, di proprietà della società mineraria Samarco, ha devastato il bacino del fiume Rio Doce nella regione di Minas Gerais ed è arrivato all'Atlantico, inquinando le spiagge di Espirito Santo. Ora cammina verso il sud della Bahia . Questo senza dubbio è il più grande disastro ambientale della storia del Brasile (la mappa interattiva della zona interessata).

Nessuna sirena è suonata. Nessuno piano di evacuazione è stato messo in atto. I pochi fortunati che hanno saputo quel che stava accadendo hanno avuto la notizia per telefono. Gli altri, sfortunati, sono stati travolti dal fango tossico contaminato da piombo, mercurio, arsenico. Spazzatura proveniente dalla lavorazione delle miniere. Il risultato della catastrofe: 11 persone sono morte, 12 scomparse, una migliaio di sfollati e tutta una biodiversità distrutta. Solo dal fiume Rio Doce, sono stati prelevati duemila tonnellate di pesci morti...

lunedì 4 novembre 2013

Gli insetti transgenici sono già nell’ambiente, ma la gente non lo sa

Alexis Myriel

Gli insetti transgenici sono già nell’ambiente, ma la gente non lo sa. 

In Brasile sono stati rilasciati milioni di zanzare transgeniche per contrastare la zanzara aedes aegypti la cui puntura provoca la febbre dengue, così come alle Cayman e in Malesia. 

In Spagna è stata avanzata la richiesta di liberare nell’ambiente la mosca transgenica dell’olivo. 
Un disastro annunciato.

L’errore più grosso che si può fare è pensare che se gli insetti transgenici vengono rilasciati nell’ambiente lontano da casa nostra, allora siamo salvi. 
Gli insetti si spostano, si diffondono, arrivano dovunque, contaminano anche i loro predatori, cioè gli animali che li mangiano, e contaminano i frutti, depositandovisi sopra, che noi mangeremo.

Nel giugno scorso in Brasile, nello Stato di Bahia, sono state rilasciate nell’ambiente zanzare transgeniche in milioni di esemplari per contrastare l’insetto la cui puntura provoca la febbre dengue ...

giovedì 19 maggio 2011

Formiche "zombie"

Scoperte in Brasile quattro specie di funghi che trasformano le formiche in zombie. Il fungo entra negli insetti e ne "controlla” la mente ai propri fini prima di ucciderli. 

Poi si trasmette dai cadaveri ad altri insetti sani. Oltre alle formiche anche vespe, mosche e grilli possono essere attaccati.

Una "ramificazione" della nuova specie di fungo Ophiocordyceps camponoti-balzani spunta dalla testa di una formica "zombie" nella foresta pluviale brasiliana.
Considerato all'inizio come una singola specie, Ophiocordyceps unilateralis, questo tipo di fungo in realtà ne conta quattro, e tutte sono in grado di "controllare” la mente delle formiche.

Quando la specie infetta una formica, prende il sopravvento sul suo cervello, poi appena l'insetto si sposta in un luogo ideale per il fungo in cui crescere e disperdere le sue spore, lo uccide ...