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domenica 28 settembre 2025

Lago d'Aral, uno dei più grandi disastri ecologici della Storia


Le acque blu del lago d'Aral sono ormai un ricordo sbiadito. In soli 50 anni il lago è stato quasi completamente prosciugato.

Il lago d’Aral, uno dei quattro laghi più grandi del mondo (quarto più esteso lago del mondo nel 1960 - NdC) è ormai quasi un ricordo.

In soli 50 anni le sue acque sono state quasi completamente prosciugate. Si tratta di un disastro ambientale prodotto dalla mano dell’uomo, con pesanti ripercussioni sul territorio circostante e sulla vita delle persone che vi abitano.

Il lago d’Aral è un lago salato di origine oceanica, situato al confine tra Uzbekistan e Kazakistan. Fino a 50 anni fa, il lago d’Aral era tra i laghi più grandi del mondo, con una superficie di 68.000 Km quadrati totali. Questa superficie si è ridotta del 75% dal 1960 ad oggi. Ogni anno, il satellite Terra della Nasa documenta il ritiro delle acque di questo lago.

La maggior parte del lago quindi è prosciugato. Al suo posto resta solo sabbia, sale e scheletri di navi arenate che un tempo erano usate per le attività di pesca nel lago...

sabato 30 dicembre 2017

Le tenebre di Fukushima

DI ROBERT HUNZIKER

counterpunch.org

Gli effetti delle radiazioni del triplo crollo della centrale nucleare di Fukushima Daiichi si fanno sentire in tutto il mondo. Sia che intacchino la vita marina che gli esseri umani, si accumulano nel tempo. L’impatto si sta lentamente attenuando solo per mostrare i suoi veri colori in una data futura imprevedibile. 

È così che funzionano le radiazioni, lente ma sicuramente distruttive; serve tempo per identificarne i rischi, nel senso che una fusione nucleare ha l’impatto, per decenni, di 1.000 incidenti industriali regolari, forse di più.

Sono passati sei anni da quando il triplo crollo totale si verificò a Fukushima Daichii l’11 marzo 2011, al giorno d’oggi soprannominato “311”. Col passare del tempo, è facile per il mondo in generale perdere la cognizione delle gravi implicazioni del più grande disastro industriale del mondo; fuori dal campo visivo funziona così.

Secondo le stime del governo giapponese e della TEPCO (Tokyo Electric Power Company), lo smantellamento andrà effettuato di decennio in decennio – molto probabilmente quattro decenni – con un costo fino a 21 trilioni di ¥ (189 miliardi di dollari). Tuttavia, questa è la parte più semplice da comprendere sulla storia del disastro nucleare di Fukushima. La parte difficile e dolorosa è in gran parte nascosta alla visione pubblica attraverso una severa restrittiva legge nazionale sulla segretezza (Legge sulla protezione dei segreti appositamente designati, legge n. 108/2013), la pressione politica a bizzeffe e la paura di esporre la verità sui pericoli inerenti le fusioni dei reattori nucleari. I potenti interessi impliciti lo vogliono nascondere ...

sabato 5 dicembre 2015

Brasile, non è un disastro: è un crimine ambientale

(foto: la città di Mariana dopo il disastro)
Il fango tossico fuoriuscito dalla rottura di due dighe della società mineraria Samarco ha ormai ha raggiunto l’Atlantico. I piani di evacuazione non sono scattati, i conflitti di interesse della politica sono molti e la multa che la società dovrà pagare è un’inezia rispetto al fatturato

Janaina Cesar

Lo tsunami velenoso costituito da 62 milioni di metri cubi di fanghi e residui tossici fuoriusciti dal cedimento delle dighe Fundao e Santarem, di proprietà della società mineraria Samarco, ha devastato il bacino del fiume Rio Doce nella regione di Minas Gerais ed è arrivato all'Atlantico, inquinando le spiagge di Espirito Santo. Ora cammina verso il sud della Bahia . Questo senza dubbio è il più grande disastro ambientale della storia del Brasile (la mappa interattiva della zona interessata).

Nessuna sirena è suonata. Nessuno piano di evacuazione è stato messo in atto. I pochi fortunati che hanno saputo quel che stava accadendo hanno avuto la notizia per telefono. Gli altri, sfortunati, sono stati travolti dal fango tossico contaminato da piombo, mercurio, arsenico. Spazzatura proveniente dalla lavorazione delle miniere. Il risultato della catastrofe: 11 persone sono morte, 12 scomparse, una migliaio di sfollati e tutta una biodiversità distrutta. Solo dal fiume Rio Doce, sono stati prelevati duemila tonnellate di pesci morti...