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mercoledì 9 settembre 2020

Quel bimbo di 10 anni che scoprì la struttura dei quasicristalli

I cristalli normali hanno una simmetria traslazionale, dove la stessa unità è ripetuta di continuo senza rotazione. 
I Quasicristalli hanno una simmetria rotazionale, dove la stessa unità è ripetuta di continuo, ma con una rotazione angolare.

I quasicristalli sono forme strutturate sia ordinate che non periodiche. Formano schemi che riempono tutto lo spazio ma mancano di simmetria traslazionale. Il termine e il concetto sono stati introdotti in origine per descrivere una disposizione specifica osservata in solidi che possono essere definiti in uno stato intermedio tra il cristallo e il vetro. Producendo la diffrazione di Bragg, condividono una proprietà con i cristalli, ma differiscono da questi perché mancano di una struttura che si ripete. ( I Quasicristalli )

Le loro proprietà ottiche sono rivoluzionarie.
Un innovativo metodo nanotecnologico consente di creare in laboratorio strutture cristalline ordinate che non ripetono mai se stesse .

Alcuni fisici dell'Università di New York hanno utilizzato un innovativo metodo nanotecnologico per creare quasicristalli tridimensionali. Lo studio, diretto da David Frier e Yael Roichman, è stato pubblicato sul numero dell'11 luglio della rivista "Optics Express". Scoperti a metà degli anni ottanta, i quasicristalli differiscono dai cristalli convenzionali perché la loro struttura periodica non si ripete mai pur essendo estremamente ordinata. Sono infatti privi di simmetria traslazionale, anche se presentano un'altra caratteristica tipica dei cristalli, la simmetria rotazionale. I quasicristalli metallici creati a partire da leghe esotiche si sono rivelati promettenti per immagazzinare idrogeno in modo più efficiente rispetto ai normali cristalli. La loro struttura può potenzialmente rinforzare molti prodotti industriali e commerciali. ( Quasicristalli fotonici tridimensionali ) ...

martedì 25 settembre 2018

Il segreto dei quark parla di amore

di Massimo Teodorani

I quark sono i mattoni fondamentali che costituiscono i protoni e i neutroni che si trovano nei nuclei, e sono le particelle di materia più piccole che si conoscano.

Nella materia come la esperimentiamo oggi in un Universo completamente formato dopo il Big Bang, all’interno di ciascun nucleone i quark si combinano in triplette per formare protoni con due quark up e uno down e i neutroni con due quark down e uno up.

E' l’interazione nucleare forte che tiene i quark perennemente uniti a formare i protoni e i neutroni che costituiscono i nuclei atomici.

Ciò avviene grazie a dei fondamentali mediatori rappresentati dai cosiddetti gluoni (da “glue” che in inglese significa “colla”). Ma si tratta di una colla che non irrigidisce la struttura che essa tende a legare. Infatti i gluoni tengono legati i quark in maniera molto elastica.

Quando i quark si spostano verso l’interno del baricentro dei nucleoni, essi si sentono molto liberi di muoversi, ma se essi tentano di uscire verso l’esterno allora l’interazione nucleare forte diventa immensa e i gluoni li ritirano immediatamente verso l’interno come farebbe un elastico attaccato a delle palline ...

venerdì 22 novembre 2013

Pier Luigi Ighina - La legge del Ritmo

Alberto Tavanti

Penso di poter affermare senza ombre di dubbio, che tutto ciò che è vivo e vitale si esprime con funzioni ritmiche. Se non vi è Ritmo, non vi può essere vita. Ma cos’è il Ritmo in se stesso? Vi sono tanti tipi di ritmi in natura: il Ritmo diurno e notturno che alterna il passaggio della notte al giorno e viceversa; il Ritmo mensile della Luna; il Ritmo delle stagioni. Nell’uomo poi, vi è il Ritmo cardiaco, il Ritmo respiratorio, quello digestivo, ecc. ecc. Si può dire che la presenza del Ritmo caratterizza non solo l’esistenza degli esseri viventi, ma altresì di tutto ciò che appare nell’Universo creato.

Se si volesse dare una definizione il più possibile sintetica del Ritmo, dovremmo dire che esso consiste in un moto alterno esteriore, che può avere la forma di un moto ciclico, sia parabolico che spiraliforme, che esprime una Pulsazione interna che si espande e si contrae di continuo. Ora se la Pulsazione è l’aspetto interno e quindi nascosto del Ritmo, lo spostamento ritmico spaziale esteriore di aspetto variabile che lo manifesta in successione più o meno rapida, è tutto ciò che può essere conosciuto in maniera apparente dai sensi di un essere umano.

Ne deriva che i nostri sensi captano solo ciò che è esteriore e quindi superficiale del Ritmo e questo pone un limite notevolissimo fra l’uomo e la vera conoscenza di quanto lo circonda. Ighina ha portato sulla Terra la rivelazione di ciò che è il Ritmo nella sua interiorità, ma come sempre accade in questi casi, nessuno o quasi ha creduto alle sue parole, che implicavano una realtà sconosciuta alle percezioni sensoriali.