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mercoledì 14 settembre 2022

Teoria della foresta oscura: perché dovremmo evitare gli alieni

Il termine deriva da una serie intitolata The Three Body Problem dell'autore di fantascienza cinese Liu Cixin

La teoria della foresta oscura spiega perché non riceviamo segnali alieni postulando che questi stiano intenzionalmente tacendo.

Nessuno sa se esistono civiltà extraterrestri e se siano rare o numerose. Da quando Fermi enunciò il suo famoso paradosso (dove sono tutti quanti?) sono state moltissime le persone, scienziati e no, che si sono cimentate nel trovare una risposta al silenzio che ci circonda.

Ci sono concetti come il Grande Filtro che limitano l’esistenza di civiltà extraterrestri. Ma alcuni scienziati ritengono che il numero di civiltà altamente avanzate nel nostro cosmo dovrebbe essere direttamente proporzionale alla loro vita media. La vita media potrebbe essere compresa tra un secolo e un milione di anni. Le civiltà sopravvissute per un milione di anni dovrebbero essersi sviluppate in civiltà super avanzate, quindi, la civiltà più vicina a noi potrebbe essere abbastanza vicina da rilevare i nostri segnali elettromagnetici o trovarsi nel mirino dei nostri telescopi. 
Alcune stime hanno valutato la distanza media reciproca tra civiltà tecnologiche nella nostra galassia in 200 anni luce ...

martedì 24 agosto 2021

Dietro le quinte... delle proteine

Il mondo moderno industrializzato minaccia l’ambiente naturale in più e più modi. 
Di queste minacce, e di come porvi rimedio, si discute con passione da anni in vari ambiti.
Ma troppo spesso viene trascurato un fattore fondamentale: l’allevamento di bovini e di altri animali per l’alimentazione umana.

Per consumo di risorse… carne, latte e uova sono indiscutibilmente i cibi più dispendiosi, inefficienti e inquinanti che si possano concepire: questo ha una ripercussione diretta, immediata e irrimediabilmente negativa sia sui paesi più poveri, sia sull’ambiente. ( ... )

840 milioni di esseri umani, soprattutto bambini (e quasi tutti nel Sud del mondo), soffrono di denutrizione cronica (dati FAO 2004). 

Ma, com’è noto, la fame nel mondo non è un problema causato dalla mancanza di cibo prodotto, ma da una sua distribuzione non omogenea e soprattutto dagli sprechi enormi: 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli USA e l’Europa ...

domenica 18 ottobre 2020

Una crescita infinita in un mondo finito è impossibile

Deve esserci una sorta di tacito accordo in politica che impone l’utilizzo della parola ‘crescita’ ogni due frasi.

Crescita (in gergo economico) è diventato il vocabolo che unisce tutti gli americani – repubblicani, democratici, indipendentisti, liberali – diventando sinonimo di benessere e prosperità. 

Misurata dalla crescita del prodotto interno lordo (PIL), la crescita economica è diventata il Sacro Graal del mondo capitalista. 
La società è così pervasa dalla convinzione generale che più ricchezza materiale viene accumulata, maggiore è il benessere di tutti. 

Questa visione persiste nonostante sia solo l’1% dei nuclei familiari americani ad aver beneficiato del 93% di tutta la crescita economica del 2010, mentre milioni di persone devono fare i conti con la povertà e la perdita delle loro case.

Nonostante l’assurda iniquità che caratterizza la distribuzione della crescita economica, è raro trovare un economista che non la proponga come cura di tutti i mali della società, secondo l’idea che grazie ad una maggiore ricchezza si può comprare un migliore livello di benessere...

sabato 15 giugno 2019

Dare soldi ai poveri conviene

Income, dall'inglese, significa reddito. Tra i suoi sinonimi anche il termine entrata. Che ha sia un significato correlato ai soldi, nell'accezione di guadagno o sussidio, sia quello di ingresso, porta, accesso. Quando ingressi e porte sono aperti, c'è accoglienza, inclusione. 

Ci ho pensato leggendo la storia di Dauphin, cittadina canadese di 13mila abitanti. Si trova nei pressi di Winnipeg, provincia di Manitoba.

Tra il 1974 e il 1978 il governatore Pierre Trudeau diede vita a un esperimento sociale con il contributo dello Stato. Con un investimento complessivo di 17milioni dei dollari dell'epoca, vennero individuate 1000 famiglie che vivevano sotto la soglia di povertà. Costituivano all'incirca il 30% della popolazione. La novità del progetto Mincome fu la clausola no question asked, nel senso che dopo l'intervista iniziale e la scelta di includere il nucleo famigliare prescelto, nessuna limitazione sarebbe stata posta a quei cittadini. Liberi di spendere i soldi come volevano, insomma. 

Nel 1978 il Canada fu investito dalla crisi. Il programma fu sospeso. E duemila scatole contenenti documenti e scontrini finirono a prendere polvere negli archivi di Winnipeg. A nessuno venne in mente di studiare gli effetti dell'esperimento. Anche perché ci volevano soldi. Non si impegnarono più di tanto nemmeno i promotori di Mincome. Temevano conseguenze nefaste per eventuali situazioni simili da riproporre in futuro. Poi nel 2009 Evelyn Forget, docente universitaria, prese a studiare le carte e a entrare nella vita di quelle persone ..

domenica 15 maggio 2016

Decrescita: utopia o autentica alternativa?

Intervista a Alain de Benoist - di Manuel Zanarini

La crisi economica e finanziaria sta portando i “padroni della globalizzazione” alla distruzione dello stato sociale e all'impoverimento delle classi lavoratrici; ma, da nessuna parte si sentono voci di un ripensamento del “capitalismo selvaggio”, vero responsabile dello “stato del mondo”. Il crollo della “finanza virtuale”; il colossale indebitamento a cui tutti noi siamo sottoposti dal mercato; il caso dell'inquinamento della BP; la devastazione delle risorse naturali, come l'Amazzonia, ecc. non stanno spingendo i “grandi della Terra”, verso un cambio di rotta. In questa situazione, dobbiamo essere noi a prendere in mano la situazione e reimpostare la nostra vita in modo più sobrio, locale, comunitario e ecologicamente sostenibile. Per fare questo deve cambiare la nostra concezione di vita e del rapporto con la Natura. Le riflessioni di De Benoist sono una “luce” e una guida per condurci su questo arduo, ma necessario, cammino.

D: La decrescita viene presentata come un'utopia, o peggio come un ritorno al passato. Come risponde a questa critica?

R: Sono chiaramente formule polemiche. La teoria della decrescita non solo non promuove un <<ritorno al passato>>, ma neppure ambisce a fermare la storia. La constatazione da cui parte è che le risorse naturali si stanno esaurendo e che non può esservi una crescita materiale infinita in un mondo finito. In altri termini si pone contro la logica del <<sempre di più!>>, contro la dismisura che i Greci chiamavano hybris. In un mondo sempre più impegnato a portare avanti questa deriva, tali proposte possono, ad alcuni, apparire utopiche. Sono tentato di rispondere che l’utopia sta piuttosto nel credere che la fuga in avanti in cui ci siamo imbarcati possa proseguire all'infinito. Gli alberi non possono crescere fino al cielo...

lunedì 26 settembre 2011

Earth overshoot day: deficit ecologico del Pianeta il 27 settembre 2011

Da domani 27 settembre 2011 l’umanità entra in deficit ecologico.

Vuol dire che per quest’anno abbiamo esaurito tutte le risorse naturali disponibili e inizieremo a consumare quelle riservate al prossimo. Insomma, da domani metteremo mano ai risparmi che evidentemente andiamo a sottrarre dal capitale per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. 

Ma come siamo arrivati a questo punto? 

Per una inesorabile legge dell’economia: spendiamo più di quanto abbiamo. Anche in termini di risorse. Spiega Mathis Wackernagel presidente del Global Footprint Network, l’associazione internazionale che calcola ogni anno la spesa ecologica dell’umanità:

Se vogliamo mantenere la società stabili e vivere bene non possiamo più sostenere un deficit di bilancio sempre più ampio tra ciò che la natura è in grado di fornire e quanto le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono...