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lunedì 10 marzo 2025

Si possono fare molti soldi dicendo alle persone sane che sono malate

Così inizia un articolo scritto per il “Britisch Medical Journal” da un giornalista scientifico, un medico di base e un professore di farmacologia clinica, il cui titolo esplicita l’argomento: "Vendere malattie: l’industria farmaceutica e il mercato della malattia".
Gli autori dimostrano, con numerosi esempi, che c’è una costante azione, da parte dell’industria farmaceutica, di medicalizzazione della società, al fine di allargare il mercato.

Lo studioso della Sanità Gianfranco Domenighetti così descrive le strategie di allargamento del mercato messe in atto dall’industria e dagli altri anelli della rete.
“Anticipazione della diagnosi, screening e altre procedure assimilabili, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano temporale della vita. Abbassamento della soglia tra normalità e patologia, che tende ad estendere il dominio della vita sul piano quantitativo. Attribuzione della qualifica di patologico a condizioni esistenziali comuni, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano qualitativo”. 
La promozione dello screening rappresenta probabilmente “il più grosso business per creare nuovi ammalati”, scrive Domenighetti.

Tipico è lo screening per il PSA (l’antigene prostatico specifico), che è stato proposto a tappeto in Europa e negli USA a maschi cinquantenni, anche in buona salute, con effetti nulli sul controllo della mortalità per tumore alla prostata, con molti effetti negativi derivanti dalla diffusione ingiustificata della chirurgia della prostata e con molti effetti positivi per i produttori dei test e dei farmaci...

mercoledì 9 giugno 2021

L’alba della tecnocrazia

 

di Federico Nicola Pecchini

Per chi ancora non se ne fosse accorto, il mondo è cambiato. 
Per sempre. 

L’emergenza sanitaria in corso da oltre un anno ha segnato la fine delle nostre vecchie democrazie costituzionali e l’inizio di quello che il filosofo Giorgio Agamben definisce “il nuovo paradigma di biosicurezza”.

La normalità come la conoscevamo prima del Covid non tornerà più. È ora di abbandonare le vane illusioni e metterci definitivamente una pietra sopra. 

E se non volete credere a me, credete almeno al Massachussets Institute of Technology Review, che queste cose le diceva già lo scorso marzo: “Non torneremo alla normalità”, titolava la prestigiosa rivista, “Il distanziamento sociale rimarrà in vigore per molto più di qualche settimana. 

Sconvolgerà il nostro modo di vivere, sotto alcuni aspetti per sempre.” Quelle previsioni della prima ora si sono poi rivelate spaventosamente profetiche. 

Guardate ad esempio il grafico sulla curva epidemiologica del virus e ditemi se non è spiaccicato alla realtà ...

giovedì 7 giugno 2018

Madre, riprenditi la dignità che ti spetta di diritto


Luciano Gianazza

E’ chiaro il concetto della medicalizzazione della vita: “Ogni momento della vita deve essere sotto controllo della medicina, dalla culla alla tomba.”

Forse non tutti lo sanno, ci sono gruppetti ristretti di tipi che periodicamente si radunano in piccole salette riservate e discrete in hotel prestigiosi per elaborare strategie di marketing nel campo della salute.

I grandi gruppi economici lo fanno per ogni cosa in ogni settore, per esempio il motto dei grandi della telefonia era: “one person, one cellphone”.

I grandi dell’informatica sognavano “one person, one personal computer”, i grandi delle banche “one person, one credit card”. Facebook in breve tempo ha pensato e sta ottenendo “one person one account”, non devo continuare per dire che che ce l’hanno fatta, oggi molti hanno in fondo ai cassetti della scrivania due o tre cellulari “outdated”, su qualche scaffale due o tre pc con windows 95, 98, win 2000 con una scheda video che non riesce a far girare un’immagine animata…

Così tempo fa dei tipi ben vestiti, ben escortati, si sono radunati in un hotel per formulare una strategia nel loro “settore di competenza” – l’establishment medico-scientifico-farmaceutico-ecc. – che permettesse di guadagnare soldi a palate. E sono arrivati a una conclusione geniale e nello stesso tempo diabolica:

“Ogni comportamento che si allontana dal conformismo sociale va considerato una sindrome e che quindi necessita di cure mediche, neurologiche, psicologiche e psichiatriche.”

Poi sono andati più avanti, anche aspetti normali della vita li hanno fatti diventare condizioni mediche ...