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giovedì 7 giugno 2018

Madre, riprenditi la dignità che ti spetta di diritto


Luciano Gianazza

E’ chiaro il concetto della medicalizzazione della vita: “Ogni momento della vita deve essere sotto controllo della medicina, dalla culla alla tomba.”

Forse non tutti lo sanno, ci sono gruppetti ristretti di tipi che periodicamente si radunano in piccole salette riservate e discrete in hotel prestigiosi per elaborare strategie di marketing nel campo della salute.

I grandi gruppi economici lo fanno per ogni cosa in ogni settore, per esempio il motto dei grandi della telefonia era: “one person, one cellphone”.

I grandi dell’informatica sognavano “one person, one personal computer”, i grandi delle banche “one person, one credit card”. Facebook in breve tempo ha pensato e sta ottenendo “one person one account”, non devo continuare per dire che che ce l’hanno fatta, oggi molti hanno in fondo ai cassetti della scrivania due o tre cellulari “outdated”, su qualche scaffale due o tre pc con windows 95, 98, win 2000 con una scheda video che non riesce a far girare un’immagine animata…

Così tempo fa dei tipi ben vestiti, ben escortati, si sono radunati in un hotel per formulare una strategia nel loro “settore di competenza” – l’establishment medico-scientifico-farmaceutico-ecc. – che permettesse di guadagnare soldi a palate. E sono arrivati a una conclusione geniale e nello stesso tempo diabolica:

“Ogni comportamento che si allontana dal conformismo sociale va considerato una sindrome e che quindi necessita di cure mediche, neurologiche, psicologiche e psichiatriche.”

Poi sono andati più avanti, anche aspetti normali della vita li hanno fatti diventare condizioni mediche ...