di Marcello Pamio
I promotori della SCIENZA, quella con la esse maiuscola o cikappiana per intendersi, stanno ultimamente passando notti assai movimentate e non certo per il caldo africano o le zanzare.
Difficile immaginare anche la situazione di quei poveretti che hanno firmato il ridicolo «Patto trasversale per la Scienza», perdendo tempo e denari per costituire un’associazione il cui scopo è - pensate - la «promozione e la diffusione della scienza e del metodo scientifico sperimentale in Italia al fine di superare ogni ostacolo e/o azione che generi disinformazione su temi scientifici».
Scrivono nello Statuto: «Scienza e Metodo Scientifico», avete letto bene? Quella che va sotto il nome di «Scienza basata sulle evidenze».
Ma cos’è successo in questi giorni? E’ arrivato l’ennesimo scandalo nella ricerca scientifica, proprio quella «Evidence-based Medicine».
La Procura di Milano ha infatti appena concluso un’indagine giudiziaria che fornisce un quadro a dir poco allucinante: mega direttori galattici (con l’abat-jour fantocciana in pelle umana), super professoroni e luminari della scienza, manipolavano i dati e documenti ufficiali per intascare milioni di euro da fondi pubblici, donazioni private e raccolta del 5 per mille.
Anche se le dita erano quasi totalmente immerse nella dolce marmellata vedremo purtroppo, alla fine, che i manigoldi se le sono leccate e ripulite prima dell’arrivo della magistratura…