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lunedì 13 ottobre 2025

I fattori Yamanaka: grosse novità sulla scoperta del ringiovanimento cellulare

 
Il dottor Shinya Yamanaka è un medico che ha iniziato la sua carriera a Kyoto, in Giappone, come chirurgo. 

Rendendosi conto di non essere molto portato, abbandona le cliniche e si mette a fare ricerca in laboratorio, concentrandosi sulla riparazione delle cellule

Un giorno del 2012, mentre stava pulendo casa, riceve una telefonata, che gli comunica che ha vinto il premio Nobel per la Medicina per le sue scoperte in questo ambito.

Il dott. Yamanaka, insieme al dott. James Gurdon, sono stati premiati per le scoperte in quello che viene chiamato “cell rewind“, ovvero il “riavvolgimento della cellula“, come un nastro che torna indietro.

La formula magica è un un gruppo di geni, chiamati OSK, o Fattori Yamanaka...

domenica 20 marzo 2022

Gli Xenobot, i primi robot organici, hanno imparato a riprodursi

Gli Xenobot ora si riproducono, e in un modo che non si era mai osservato finora nel regno vegetale o animale. 

Gli scienziati hanno presentato l'incredibile scoperta scientifica all'inizio dell'anno scorso: gli xenobot sono sostanzialmente delle macchine biologiche, create a partire dalle cellule staminali di una rana (per la precisione Xenopus Laevis), larghe meno di 1 millimetro, e già nelle fasi iniziali mostravano capacità impressionanti - erano in grado di muoversi autonomamente, collaborare in gruppi verso un obiettivo comune e ripararsi (curarsi?) da soli.

Gli scienziati che li hanno creati, un team di ricercatori divisi tra l'università del Vermont, la Tufts e l'Istituto Wyss di Harvard, dicono che gli Xenobot si sono inventati, in tutta autonomia, un sistema riproduttivo completamente nuovo

In estrema sintesi: le macchine organiche raccolgono le cellule staminali e le organizzano in una palla. Questo gruppo di cellule in un certo senso "matura" e a un certo punto diventa uno Xenobot a sua volta. Il principio di base, la replicazione cinetica, è un fenomeno che è effettivamente noto, ma solo a livello molecolare. 
Non si era mai osservato a livello di un organismo intero, ma nemmeno a quello di una semplice cellula ...

venerdì 23 agosto 2019

Intervista al Dr. Paul Byrne sulla “morte cerebrale”

Decretata per evitare agli espiantatori la galera per omicidio ..

In questa intervista il Dr. Paul Byrne, massima voce nel dibattito internazionale, con eccezionale chiarezza smaschera concetti e parole del sistema sanitario-giuridico istituzionale che ha imposto il dogma della cosiddetta “morte cerebrale” dichiarata sui vivi che hanno perso la coscienza.

Tale simulazione ha equiparato la pseudo morte cerebrale a cuore battente alla Morte vera in arresto cardio-circolatorio e respiratorio protratti, per sviluppare la pratica affaristica degli espianti-trapianti di organi vitali nonché l’eliminazione autoritaria di malati affetti da lesioni encefaliche gravi, come nel caso del piccolo Alfie, così da evitare agli espiantatori la galera per omicidio.
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“VISITAI ALFIE: IL PROBLEMA E’ LA MORTE CEREBRALE”

Intervista a Paul Byrne, di Benedetta Frigerio

Da dove nasce l’approccio medico svelato al mondo in maniera palese dal piccolo Alfie Evans? La risposta per il dottor Paul Byrne, neonatologo di fama internazionale, che nel dicembre del 2017 chiamato dalla famiglia del bambino volò a Liverpool per visitarlo, è chiara da anni: «Tutto nasce dalla definizione di morte, non più clinica ma cerebrale, sancita nel 1968 da una commissione medica di Harvard» ...