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domenica 19 settembre 2021

Il fenomeno UFO e l’ipotesi extraterrestre dal punto di vista esoterico della magia rituale

di Carlo Barbera 

La personale esperienza nel campo delle manifestazioni UFO e del Contatto con Entità Extraterrestri ci porta a considerare il fenomeno come espressione della coscienza umana e della mente, collocandolo nel campo di quelle forze più intimamente legate al nostro essere e al nostro andare, in altre parole, alla nostra identità cosmica, ed eterna.

Non volendo neppure prendere in considerazione le scientifiche idiozie degli scettici ad oltranza e dei debunkers, l’ipotesi Extraterrestre, che per prima ha tentato di spiegare il fenomeno UFO, è stata affiancata da altre teorie di cospirazione e di controllo mentale che dipingono un’umanità succube di governi ombra e vampiri alieni, e da teorie di squarci nel continuum spazio-tempo che permettono l’ingresso ad apparizioni ultraterrene, che possono indifferentemente assumere la forma di dischi volanti, Uomini-Falena, Chupacabras o, se vogliamo, la vergine Maria. 

Quel che è certo è che il fenomeno UFO è complesso e multiforme e non può essere spiegato esclusivamente in termini di piccoli e poco socievoli scherzi della natura, provenienti da Zeta Reticoli a bordo dei loro caduchi mezzi volanti, con sei dita, la pelle grigia, la passione per la violazione della privacy e per l’umano DNA.
Il termine UFO indica, molto meno emotivamente, un fenomeno aereo di natura non identificata, sia esso una forma di luce plasmatica percepita dagli occhi umani, più o meno soggetti ad una qualsiasi forma di espansione di coscienza, o un ben più materiale veicolo spaziale sperimentale che esegue incomprensibili manovre nei cieli dell’Area 51 ... 

giovedì 9 luglio 2020

Karahunj: La Stonehenge dell'Armenia

Gli armeni antichi usavano diversi attrezzi telescopici per mappare il cielo notturno. In questo articolo parleremo in modo approfondito di un centro astronomico in particolare, quello di karahunj uno dei più antichi osservatori al mondo.

Carahunge o Karahundj, Zorakarer è di 3, 500 anni più vecchio di Stonehenge e 3000 anni più vecchio delle piramidi egiziane. La superficie totale dell'osservatorio è di 7 ettari, il sito si trova su un promontorio roccioso vicino Sisian. Circa 223 tombe di pietra di grandi dimensioni sono state trovate in quella zona.

Molti archeologi che hanno visitato karahunj hanno stabilito che il sito era stato un tempio con un grande osservatorio molto sviluppato. Il tempio era dedicato al Dio armeno Ari Dom l'equivalente Dio del Sole Orus venerato dagli egizi , il sito è stato datato intorno al 7600-4500 anni a.C.

Tutta l'Armenia, e in particolare la regione montagnosa di Zangezur, è ricca di resti preistorici. Nelle varie regioni della provincia di Sisian si trovano molti monumenti megalitici, che sono tra le più antiche strutture in pietra mai erette. Esempi di questa cultura megalitica sono i dolmen e le simili pietre menhiriche a Anghelakotiche che appartengono al secondo millennio a.C.

Non dovrebbe essere una sorpresa per chi conosce qualche aspetto della storia armena, l'astronomia è una parte importante della cultura nazionale. Simboli Sun, segni zodiacali, e antichi calendari predominarono nella regione, mentre il resto del mondo stava nascendo culturalmente parlando compresi Egitto e Cina, i primi simboli cosmici ha cominciato a comparire sul lato della montagna Geghama Range intorno al 7000 aC ...

lunedì 20 giugno 2016

Dogon - Il popolo che viene dalle stelle?

"Nella notte dei tempi le donne staccavano le stelle per darle ai loro bimbi. Essi le bucavano con un bastoncino e facevano poi girare queste trottole di fuoco per mostrarsi tra loro come funziona il mondo. Ma non era che un gioco." 
(Parole di Ogo Temmeli).

P. C. e Enrico Baccarini

Il popolo Dogon vive tra i dirupi rocciosi dell’arido altipiano del Bandjagara, 100 Km ad est di Moptì, presso il confine con il Burkina Faso, nell’odierna repubblica del Mali, dove fu costretto a rifugiarsi per sfuggire alle spinte espansionistiche dei grandi e potenti imperi medievali nati sulle sponde del Niger, nella regione del Medio Niger, intorno al 1000 d.C..

I membri della comunità Dogon vivono principalmente di agricoltura e di allevamento ed il loro sistema sociale è strutturato in villaggi autonomi federati retti da un capo elettivo, detto "Hogon", che ha anche funzioni sacerdotali ed il compito di tramandare il sapere e le tradizioni alle generazioni più giovani.

Ogni villaggio è costituito da un certo numero di clan ed ognuno di questi è a sua volta organizzato in famiglie patrilineari, nonostante ancora oggi sia possibile riscontrare nel sistema sociale Dogon residui culturali di antiche istituzioni matriarcali, quali, ad esempio, la libertà sessuale prenuziale, il dualismo simbolico della figura umana, i culti legati all’agricoltura, alla Grande Madre Terra ed agli antenati mitizzati.

I Dogon, il cui ultimo censimento ha stabilito assommare a quasi un milione di individui, credono in un dio supremo, Amma, creatore dell’universo e che il cosmo sia scaturito dai movimenti del cosiddetto "uovo del mondo" ...

martedì 25 dicembre 2012

Natale 2012. Non succederà nulla, se non in voi stessi.

Rocco Bruno

Il "natale" è innanzitutto astrologico, non nasce o è nato nessun umano o figlio di Dio di nome Gesù, men che meno in una stalla o cose simili e mi sto riferendo alla data e al racconto. L'opera o la natura della vita di Gesù Cristo non sono in discussione qui, semmai il tentativo è quello di restituire valore e dignità a qualcosa che si è perso nel tempo. Il mistero di Gesù resta un mistero fintanto che l'uomo non comprenderà la sua relazione con ciò che crea, con le sue leggi e cosa questo significa. Servire Dio al nostro livello di comprensione non può essere inteso ne più ne meno che come l'azione, l'atto del "portare" coscienza, la luce della coscienza nel mondo, sulla superficie di questo pianeta.

Questa umanità manifesta tutto il suo limite a causa della mancanza di coscienza, ogni individuo è un faro, che si è lasciato spegnere, dalla noia, dal logorio quotidiano, e da molto altro, che non è lo scopo di questo post affrontare. Il Sole è la fonte più diretta che abbiamo di questo principio, quello che al nostro livello manifestiamo chiamandolo "coscienza". Il Cristo rappresenta tutto questo, l'uomo Gesù, qualunque fosse il suo nome ed origine, lo ha mostrato, aprendo le porte e realizzando un varco che prima non esisteva, una possibilità di tornare ad essere uomini e donne liberi, ma siccome il carceriere è dentro e per lo più, a livelli diversi, siamo tutti assuefatti a questo sistema, a questo modo di andare le cose, a questo andazzo, si preferisce il Cristo storico che viene raccontato, molto meno scomodo, invece di realizzare la sua opera, le sue istruzioni, il suo esempio in se stessi. I potenti del mondo non possono che esserne lieti di tanta devozioni e fede in questo irriducibile credo. La morte sulla croce è il segno di un profondo cambiamento che solo pochi uomini e donne sono disposti ad accettare, questo perché per realizzarlo bisogna essere realmente nelle condizioni coscienziali ed energetiche di poter abbandonare tutto, rinunciare a tutto, proprio come ci invita il profeta e maestro nella parabola della Cruna dell'ago. Per cui è più comodo anche a certi livelli pensare e credere di essere già la realizzazione stessa di dio, che dio è in noi, di questa unità col creatore, invece che accorgersi di quanto nulla siamo e di quanto questa cosa sia incredibilmente liberatoria e soprattutto "utile". Ma arriviamo al Natale....