mercoledì 26 febbraio 2014

Animali e umani - dov’è l’errore?


Catherine

Nel mondo animale il predatore insegue la preda. A volte riesce a catturarla, e a volte no.

Spesso sceglie una preda indebolita dalla giovane età, dalla malattia o dalla vecchiaia, e catturarla diventa allora decisamente meno faticoso. La preda d’altro canto deve sviluppare tattiche difensive, non solo per assicurarsi la salvezza individuale, ma spesso per salvaguardare la sopravvivenza della propria specie.

Nel mondo umano, quando la Grande Bestia della Finanza posa gli occhi su una nazione da depredare utilizza mezzi più subdoli. Prova le lusinghe, le promesse, le alleanze. Sono tattiche aleatorie quelle, funzionano ma non sempre garantiscono una buona durata nel tempo. Poi qualcuno in quella nazione comincia a pensare, a riflettere, a giudicare, a capire, a organizzarsi, e si corre il rischio di perdere la preda diventata troppo intelligente e troppo furba.

Bisogna creare scompiglio per soggiogare i popoli

E quindi la Bestia prova anche con le guerre aperte, portatrici di disperazione e di morte, escogitate e programmate a tappeto dai suoi poteri esecutivi multiforma, tentacolari e ovunque infiltrati. Ma per dichiarare guerre servono delle scuse. Non che ci sia bisogno di dare prova di grande finezza per trovarle, perché ormai la massa abbocca a quasi tutto, complici le poche false informazioni diffuse tramite i media. In genere funziona piuttosto bene.

Nel passato sono andate bene anche le rivoluzioni, contesto ideale per confondere le menti semplici che pensano di servire il bene mentre invece sono manipolate dal sistema. Come per esempio la rivoluzione francese, organizzata non per una sete di giustizia a favore del popolino, bensì per un unico scopo, quello del riconoscimento ufficiale della classe borghese, porta bandiera dell’egemonia del commercio e dell’affermazione del potere del dio denaro
Idem per l’ascesa di Hitler, un personaggio decisamente comodo, e tatticamente spinto alla ribalta, quando si trattava di mettere un freno a un’ideologia potenzialmente invadente, il socialismo, che sembrava promettere di diventare una seria minaccia per i poteri finanziari di tutto il pianeta .. etc etc ..  La lista è lunga.



Ma la tattica più efficace, ormai consolidata soprattutto nella storia più recente e con l’avvento delle telecomunicazioni, è quella della variante del cavallo di Troia, ancora più sicura e subdola. Si tratta di circondare economicamente lo stato, indebolirne la moneta, circuirne il commercio, affamarlo, e aspettare che s'inneschi una crisi che nasca apparentemente nel seno stesso della nazione/preda. Crisi doverosamente e illegalmente finanziata, con l'occasione, tramite ingenti traffici di armi, un'altra fonte molto redditizia ..

A quel punto, quando il paese è ridotto a fuoco e a sangue, si presenta una nazione "affidabile", cioè precedentemente sottomessa alla Grande Bestia, che offre generosamente alla povera nazione ormai a terra la “salvezza”, tramite prestiti da strozzini nonché tutto l'aiuto necessario per istaurare finalmente una "vera democrazia".

E il gioco è fatto ..

Lo scopo finale, il cui significato sfugge persino a chi ne è il devoto servitore, è di assicurare un’egemonia monetaria mondiale che faciliti il controllo di tutto il pianeta. Non è impresa facile, e quelli che sono i teorici della cospirazione - perché i cospiratori sono loro – non sempre riescono a mettersi d’accordo, nonostante i Bilderberg e altre riunioni segrete di ogni natura, nel predire esattamente e in che modo i meccanismi da loro innescati possano andare a finire. Ed è così che, ad esempio, si prevedeva idealmente la caduta con conseguente sottomissione della Libia e di Gheddafi prima ancora di quella di Sadam Hussein. Ma questi sono dettagli. Chi ha potere e soldi riesce sempre a ricadere prima o poi sulle proprie zampe ..

I servi della Grande Bestia Finanza spesso non si rendono conto che non servono nemmeno più i propri interessi ma una specie di eggregora che li avvolge e alla quale sono loro stessi incatenati. E non riescono a capire (ma come potrebbero, tanto la loro vista è corta quanto il loro respiro affannoso), che a furia di cercare di rimanere a galla stando in equilibrio precario sulla testa del popolo che sta già affogando, finirà che quando i poveracci che li sostengono smetteranno di respirare e andranno sotto, affogheranno anche loro ..

Il popolino, finché gli resta un po’ d’aria (seppur avvelenata) da respirare, rimane a boccheggiare nei suoi mille “piccoli” falsi problemi (lavoro, denaro, leggi, malasanità, governi, politica), artatamente ma sconsideratamente alimentati dall’alto, senza accorgersi che in realtà dispone di tutto l’occorrente per capire i meccanismi della Bestia e quindi smontarli facilmente. E talvolta, sopraffatto dal falso senso di impotenza si suicida …
Nel regno animale il suicidio è un evento raro. Soltanto in cattività o in casi estremi alcuni animali dimostrano comportamenti auto distruttivi o aggressivi contro la propria specie.

In natura, persino i mansueti erbivori lottano per sopravvivere. Alcuni sfidano l’attaccante in un corpo a corpo, anche se senza grandi speranze, o formano tutti insieme un riparo con i loro corpi per proteggere i piccoli e le femmine. Anche di fronte alla macellazione la loro naturale dignità, quella che l’uomo ha smarrito, rimane integra. Perché sono scevri di malizia e non sono complici della propria sorte.



Dov'è l'errore?
I predatori umani esistono, è un fatto, e nonostante l'evidente controproduttività a lungo andare di tale comportamento (ma questo è un altro discorso), continuano ad esistere. Ma per quale ragione gli altri glielo concedono? Perché gli esseri umani hanno svenduto l'anima al dio denaro (al diavolo!), in cambio di effimeri briciole e di uno statuto di preda?

Quando è accaduto? Da dove è partita quella nefasta idea? E perché ha avuto tanto consenso, in alto come in basso, dal più ricco al più povero?

Possibile che l’ormai degenerato istinto gregario dell’essere umano lo abbia portato a ignorare i principi stessi della sana ed istintiva sopravvivenza e di quella della propria specie?

E ad accettare senza alzare un dito, e ignari della propria potenziale forza, la programmata e tragica sorte?

Temo che la risposta sia: si.

4 commenti:

  1. Mia cara Catherine,non è questione di chi è la preda o il predatore...siamo tutti vittime e carnefici di noi stessi !
    Fondamentalmente io non vedo alcun futuro per la nostra civiltà (se così possiamo chiamarla) non che io sia un pessimista...ma neanche uno stupido ottimista...ma il fatto è che tutto quello che accade nel mondo,non è altro che quello che proviene dalla divisione "interiore"dell'uomo...e tutto ciò ci porterà inevitabilmente alla rovina.

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  2. Ciao Antonio. Non puoi che trovarmi d'accordo e pensavo di averlo espresso abbastanza chiaramente. Anche perché l'ho sviluppato più di una volta nel passato, anche qui nel blog.
    La responsabilità è di tutti. Siamo complici. E facciamo la recita dei buoni e dei cattivi accusando gli altri dei nostri stessi mali ..
    È inutile pretendere di cambiare il mondo e farlo diventare più giusto se non avviene prima la conoscenza interiore. :-)

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  3. Semplice sintetico Ed esaustivo. Anche per me la risposta è un Sì. Sono anch'io dell'idea che se non avviene un cambiamento interiore se non conciliamo la Dualità che è dentro di noi non potremmo mai raggiungere veramente quella qualità di vita che tutti auspichiamo. Per il mondo di oggi vittima e carnefice si confondono l'una nell'altra e non si sa veramente chi sia il vero carnefice e chi siano le vere vittime giacché le vittime spesso non si ribellano apertamente contro il carnefice ma silenziosamente e subdolamente ne diventano loro complici.

    La causa di tutto questo è nel fatto che per ribellarsi a qualcosa di esogeno occorre in prima istanza trasformare quella dualità schizofrenica carnefice/vittima endogena senza la quale non potrà mai avvenire un vero cambiamento. Occorre guardare la realtà con occhio notato ecco una coscienza totalmente differente rispetto a quella che avevo avuto finora.

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  4. Concordo con te Paolo.
    L'unica cosa che può essere tentata è quella di combattere l'ignoranza, a cominciare da quella interiore, e non è cosa facile in mondo di esseri che fanno di tutto per evitare le proprie responsabilità, e un meccanismo di potere al quale questa stato di cose conviene perfettamente. O almeno così crede...

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