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domenica 9 agosto 2015

Storia dei cerchi nel grano, le origini

 Leonardo Dragoni

Quella dei cerchi nel grano (altrimenti noti come crop circles, agroglifi, pittogrammi, formazioni) è una storia curiosa e a tratti affascinante. Ebbe inizio il giorno di ferragosto del 1980. In quella data il “Wiltshire Times” pubblicava, per la prima volta in assoluto, una fotografia di un cerchio nel grano. Ritraeva una delle tre impronte circolari impresse sull’avena nel podere del signor Scull, presso Bratton Castle.

L’evento si verificava in un momento particolare. Gli anni Settanta si erano contraddistinti per una crescente attenzione verso l’ufologia, e per l’esplosione della cultura hippie, che era nata negli States attorno alla metà degli anni Sessanta e aveva poi rapidamente contagiato varie parti del globo, giungendo naturalmente anche presso i cugini del Regno Unito. Qui assumeva le sembianze del celtismo e del panteismo, favorendo il dilagare di gruppi e movimenti di controcultura, spirituali e misterici endogeni, ispirati a filosofie alternative. Si pensi alla Wicca e al New Age, e alle “carovane di pace” di Stonehenge.

Questo ampio afflato spirituale, e con esso l’ispirazione che aveva generato questa cultura, nel 1980 stava conoscendo un primo importante momento di flessione. Ed ecco che, in un simile contesto, i tre cerchi impressi nell’avena sul podere del signor John Scull assumevano un significato tutto particolare. Erano apparse a pochi chilometri da Warminister, che in quegli anni era divenuta nota come la “città degli UFO”, a pochi chilometri dalla famosa collina di gesso del gigantesco ritratto del White Horse (cavallo bianco), e a pochi chilometri da Stonehenge stessa. 
L’evento divenne una formidabile appendice di quel movimento transculturale che sembrava stesse perdendo smalto. Quei tre cerchi, con la vegetazione allettata in senso rotatorio orario attorno al centro, con le spighe piegate ma non spezzate, e privi di tracce di accesso al campo, erano il vento che soffiava nelle trombe del mistero, e suonava la carica.

Cosa era successo in quel campo? Era forse atterrato un UFO? ...

venerdì 16 novembre 2012

Nexus 2012: la Mega Onda è in arrivo

 Nel profondo centro della Via Lattea c’è un buco nero che la comunità scientifica chiama Sagitarius A. I Maya lo chiamavano l’Albero della Vita o Hunab-Ku, dal quale fluisce la Consapevolezza. C’è un’alta probabilità che il buco nero al centro della Via Lattea rappresenti un portale per un Universo Superiore, verso una realtà completamente diversa da quella che conosciamo attualmente.
 
Coloro che lasciarono la conoscenza ai Maya sostenevano che Hunab-Ku fosse costituito dalla Consapevolezza che organizza tutta la materia e l’antimateria, e hanno insistito affinché comprendessimo questo messaggio: Hunab-Ku controlla tutto quello che succede nella galassia e reagisce attraverso periodiche ed estreme esplosioni di energia/coscienza dal centro galattico.

Gli esseri che trasmisero questa saggezza ai Maya affermavano chiaramente che il tempo è circolare e fluisce in maniera ciclica. Il Calendario Maya di Lungo Computo informa l’umanità circa la data futura del 21 dicembre 2012. Secondo le ultime notizie generate dai nostri amici stellari attraverso i cerchi nel grano, a questa data ci sarà un allineamento cosmico fra la Terra, il Sole ed il centro della Via Lattea, cioè il buco nero Hunab-Ku.


Secondo la scienza tradizionale però, abbiamo già oltrepassato nel 1998 il punto d’intersezione con l’equatore galattico e, alla data 21 /12/2012, saremo distanti dal punto d’allineamento di circa 78 anni luce, per giunta in ulteriore allontanamento. Questo spiega perché la comunità scientifica é in disaccordo in proposito all’idea popolare che quest’allineamento avverrà proprio il 21 dicembre 2012. L’affermazione scientifica appare corretta ma, secondo i nostri fratelli spaziali, è mancante di un dato fondamentale...