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mercoledì 12 maggio 2021

L'esigenza di una alimentazione ETICA e di QUALITA' nel percorso di realizzazione del Sé

 di Arcangelo Miranda

Più facciamo i furbi, più rimaniamo imprigionati dalla stessa nostra furbizia; tutto ciò che accade, indica come il mondo che stiamo creando ci stia sempre più sfuggendo di mano a causa della nostra irresponsabilità derivante dal fatto che non ci impegniamo a far andar bene le cose.

Buona lettura e scusate se non sarò breve, ma queste informazioni sono di carattere vitale.

Il quarto ostacolo agli studi occulti è rappresentato dal corpo fisico che è stato costituito con un nutrimento a base di carne e di cibi e bevande fermentati ed è cresciuto in ambienti in cui aria fresca e luce solare non erano fattori predominanti.
Da secoli l’alimento base delle razze occidentali è formato da cibi in decomposizione e quindi in condizione di fermentazione; il risultato si può riscontrare nei corpi non adatti a sostenere gli sforzi imposti dall’occultismo che costituiscono quindi una barriera al chiaro risplendere della Vita interiore.
- Alice Bailey -

Con queste parole di Alice Bailey vogliamo introdurre il presente servizio che è una presentazione costituita da alcuni brani prelevati dal libro IO SONO Immortale; questo servizio, che è stato integrato ben oltre i contenuti del libro stesso, ne ricalca le linee guida per le quali è certo che un avvelenamento del corpo fisico è un ostacolo per lo Studente impegnato nella Grande Opera.
Buona lettura!..

venerdì 2 aprile 2021

Ti sembrerà assurdo, ma più bevi latte più le tue ossa si decalcificano

Il latte è stato a lungo raccomandato da medici e nutrizionisti per aumentare l’assunzione di calcio e aiutare a mantenere le ossa forti.

Ma una nuova ricerca (2014) dell’Università di Uppsala, in Svezia, pubblicata sul British Medical Journal, indicherebbe che non è esattamente così che stanno le cose.

Nello studio sono state monitorate 61.000 donne e 45.000 uomini per 20 anni, scoprendo che non vi era alcuna riduzione delle fratture per coloro che hanno consumato latte nella loro vita.

Anzi, nelle donne il consumo dell’alimento è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura. Coloro che hanno bevuto tre bicchieri o più al giorno (680ml) avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne ha consumato meno di uno.

L’autore principale dello studio, il professor Karl Michaelsson, spiega: “I nostri risultati possono mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni su un consumo elevato quantità di latte per prevenire le fratture da fragilità. 

Un maggior consumo di latte nelle donne e uomini non è accompagnato da un minor rischio di frattura. Invece può essere associato ad un più alto tasso di morte“...

domenica 7 marzo 2021

Latte - per sapere che cosa beviamo

Dalle nostre scelte, anche alimentari, dipende il futuro nostro e di tutta l'umanità.
“Solo la pluralità delle informazioni ci permetterà di avvicinarci il più possibile alla verità”.


La pastorizzazione, che prende il nome da Louis Pasteur, è il processo di riscaldamento cui vengono sottoposti il latte o altri prodotti alimentari. Generalmente sono condotti a temperature variabili da 54 a 70 °C e per tempi compresi tra i 20 e i 30 minuti. I nuovi metodi "flash" riscaldano il latte da 65 a 76°C per 15-22 secondi. 

In questo modo si distruggono i batteri patogeni e si ritarda lo sviluppo di altri batteri. Comunque secondo lo scienziato Norman Walker, si richiedono temperature da 87 a 110 °C per uccidere i microrganismi patogeni, come gli agenti del tifo, i colibacilli, i micobatteri e le brucelle.

Il calore della pastorizzazione è sufficiente però per distruggere i batteri lattici come il Lactobacillus acidophilus, che contribuiscono a sintetizzare la vitamina B nel colon. Acidificando il latte che poi coagula, i batteri lattici tengono i batteri della putrefazione sotto controllo. Il latte pastorizzato, non avendo questa protezione, si potrà alterare.

L'ironia della pastorizzazione è che distrugge le proprietà battericide del latte ...

mercoledì 20 febbraio 2019

Latte, la verità che gli allevamenti italiani non mostrano: feci, sofferenza e sfruttamento

Il latte che abbiamo in frigo è il frutto di un lungo percorso caratterizzato da sofferenza, dolore, feci e privazione.

Animal Equality ha pubblicato un reportage che ci accompagna dietro le quinte della maggior parte degli allevamenti di mucche da latte del Nord Italia e ci mostra quali siano le condizioni di ‘vita’ delle vacche e dei vitelli.

Il latte è considerato un alimento fondamentale per la crescita dei bambini, eppure l’essere umano è l’unico che, anche da adulto, si nutre del cibo che serve a far crescere i cuccioli, tra l’altro di un’altra specie. 

Ciò che non tutti sanno, spesso a causa delle immagini bucoliche e ingannevoli veicolate dagli spot pubblicitari, è quello che si nasconde davvero dietro ai cancelli della maggior parte degli allevamenti delle mucche da latte. Animal Equality, grazie alle immagini raccolte in alcuni allevamenti di mucche da latte del Nord Italia, ci accompagna in un viaggio di consapevolezza che ogni consumatore dovrebbe intraprendere per qualsiasi alimento. 

Ecco cosa si nasconde dietro all’industria del latte ...

sabato 8 dicembre 2018

Le Proteine della Frutta

A cura del Prof. Armando D’Elia

Quando si parla di proteine qualificandole come uno dei cosiddetti principi alimentari, occorre sempre tener presente che tutti codesti principi partecipano assieme, alla sintesi della materia cellulare: deve prevalere, cioè una visione olistica, globale, “sinfonica”, in quanto tutti i nutrienti sono interdipendenti e tutti sono egualmente indispensabili. Si può essere certi che, viceversa una visione settoriale da luogo a valutazioni errate.

Del resto, tale interdipendenza è comprovata dal fatto che le proteine sono mal digerite in assenza di vitamine e che il loro metabolismo dipende da quello dei glucidi e dei lipidi, almeno in parte.

Questo ci fa pensare subito al nostro cibo naturale, la frutta, dove, appunto, la coesistenza ed interdipendenza dei diversi principi alimentari da luogo ad un complesso (fitocomplesso) armonioso che rappresenta, nel contempo, l’optimum anche dal punto di vista nutrizionale.

Abbiamo prima affermato che l’uomo della foresta, dove aveva vissuto per milioni di anni, dovette passare nella savana. Ora, nella foresta era fruttariano, mentre nella savana, difettando la frutta, dovette divenire carnivoro; forse l’organismo umano, adattandosi alla alimentazione carnea, assunse le caratteristiche anatomiche e fisiologiche tipiche dei carnivori? NO, conservò le caratteristiche del fruttariano ...

martedì 27 giugno 2017

Il mito del colesterolo

Marcello Pamio

Nel 1953 Ancel Keys, un ricercatore dell'Università del Minnesota, ha pubblicato un lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. In quello studio Keys ha inserito un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra il consumo di grassi e la mortalità dovuta a cardiopatie coronariche.

La prestigiosa rivista «Lancet» ha immediatamente commentato che:
«la curva tracciata non lascia dubbi sul fatto che esista un rapporto tra la percentuale di grassi negli alimenti consumati e il rischio di morte a causa di una cardiopatia coronarica».

Tale diagramma però si basa su un errore grossolano.

Non è un vero e proprio errore, ma è la classica strategia messa in atto da chi vuole ottenere un certo risultato piuttosto che un altro.

Keys ha infatti preso in considerazione soltanto i dati provenienti da 6 paesi del mondo, pur avendo a disposizione le cifre relative a 22 paesi.
Perché si è limitato a 6 e non ha usato tutti i dati che aveva? La risposta è scontata: se avesse utilizzato i dati completi, il rapporto tra il consumo di grassi e la morte per arresto cardiaco si sarebbe dimostrato inesistente e inconsistente!...

giovedì 30 marzo 2017

Uomini dormienti


Gautama Siddharta Sakyamuni detto il Buddha ottenne il risveglio più di 2500 anni fa e con lui altri suoi adepti lungo i secoli. Molti continuarono a dormire ed anche oggi ci sono uomini dormienti, nelle varie gradazioni che vanno dalla sonnolenza al letargo.

Ma quali sono le caratteristiche di un uomo dormiente di oggi? Di base solo una, nelle sue molteplici varianti; l'uomo dormiente non verifica e non sperimenta, al fine di osservarne il risultato, le informazioni che riceve dall'esterno.

Tutto questo è dovuto ad un continuo condizionamento che ha inizio nella culla e che termina nella tomba.

Quando nasce l'individuo arriva in un mondo di cui non conosce o non ricorda nulla e non sopravvivrebbe senza l'aiuto dei genitori. Ogni volta che viene avvicinato al seno per la poppata si rafforza la consuetudine, costituita dal costante ripetersi nel tempo della stessa invariata azione.

Quando l'individuo vede che un altro individuo, in questo caso la madre, fa una serie di azioni più o meno identiche senza variazione a favore della sua sopravvivenza nasce la fiducia. Da quel momento quello che fa o dice la madre o il padre viene considerato vero e valido senza verificare, a meno che non gli si dica di trovare la sua propria verità. Se il padre e la madre sono esseri dormienti ne erediterà il sonno. Quando gli viene detto che a scuola imparerà le cose che gli serviranno nella vita, per il bambino è tutto vero e non sente la necessità di verificare la validità di ciò che gli viene insegnato.
Così si fa un concetto del mondo che non è verificato e non corrisponde al mondo reale ...

giovedì 6 marzo 2014

E’ ora di sfatare un mito! Il “Latte Sano” fa bene o male?

Certo, ci vuole coraggio ad affermare che il latte sano dell’adorata mucca (cosi amato sin dall’infanzia, ritenuto un alimento essenziale per la crescita nel corso dei nostri primi anni di vita, importante fonte di nutrimento in età adulta e successivamente indispensabile per il mantenimento d’ossa sane nella terza età) sia in realtà un alimento da evitare se si vuole salvaguardare la propria salute.

Ebbene si! Oramai, sono innumerevoli gli studi clinici, epidemiologici, le pubblicazioni scientifiche di ricercatori di tutto il mondo a fare chiarezza su questo argomento e insieme cercheremo di capire se è arrivato il momento di sfatare un mito, oppure no?!

Analizzando la composizione del latte vaccino nei suoi costituenti principali, vediamo che è costituita da una componente principale l’acqua, da una parte proteica per il 3-3.5%, zuccheri per il 4.8-5%, lipidi dal 3,5-4% oltre che da minerali, vitamine, enzimi ed altre sostanze.

Tutti gli alimenti in forma liquida quindi il latte in primis, per minimizzare i rischi per la salute dovuti a microrganismi patogeni, quali batteri, funghi e lieviti devono essere pastorizzati, conservati in condizioni tali da limitare lo sviluppo di tali microrganismi.

La pastorizzazione è un processo termico, generalmente condotto a temperature variabili fra i 54° C ed i 70° C per tempi fra i 20 ed i 30 minuti. Tale pratica oltre a compromettere parte del contributo nutrizionale di tale alimento, quali vitamine, minerali, distrugge tutte le componenti enzimatiche presenti ed indispensabili per la digestione ed il metabolismo delle caseine, la componente proteica del latte vaccino. Gli enzimi, che vengono distrutti con la pastorizzazione, sono gli elementi preposti a scindere le proteine in amminoacidi, cioè i nutrienti di cui il nostro organismo necessità. Però la mancanza degli enzimi atti a scomporre le suddette proteine fa si che, la nostra mucosa intestinale si lasci attraversare da frammenti di 7 o 8 aminoacidi ancora incatenati assieme ... 

mercoledì 31 luglio 2013

La verità sul latte di mucca: intervista alla dott.ssa Luciana Baroni

Dal punto di vista etico il latte vaccino (quello di mucca) è proprio da evitare: in natura viene prodotto dalla mucca per nutrire il suo vitellino e quindi perché darlo all’uomo? Le condizioni di vita, poi, di una mucca da latte sono drammatiche e profondamente crudeli.

Ma anche dal punto di vista della salute umana il latte deve essere eliminato?

Lo chiediamo alla Dott.ssa Luciana Baroni, Specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Master Universitario Internazionale in Nutrizione e Dietetica, Esperta in alimentazione a base Vegetale.

1- Il latte di mucca è una bevanda adatta all’uomo? Perché?
Che non sia adatta lo dice la biologia. L’essere umano perde la capacita’ di digerire il latte qualche anno dopo lo svezzamento, diventando secondo natura intollerante al lattosio. Solo grazie a una mutazione genetica alcuni individui mantengono la capacita’ di digerirlo e possono continuare ad assumerlo senza conseguenze a breve termine sulla salute, mentre rimangono a rischio di quelle a lungo termine a cui accenneremo poi.

2 - Che differenza c’è tra latte umano e latte vaccino?
E’ differente la composizione, il latte umano ha una quantità di proteine inferiore. La concentrazione delle proteine del latte di una data specie è in funzione della velocità di accrescimento del lattante. Chiaramente l’essere umano ha un ritmo di crescita inferiore rispetto a quello del vitellino...

domenica 29 aprile 2012

Il latte fa male?

Quanto siete disposti ad accettare la possibilità che un alimento che avete assunto per tutta la vita, regolarmente, ogni mattina, convinti fosse una componente fondamentale della dieta umana, sia in realtà potenzialmente dannoso? 

Quanto siete disposti ad accettare che lo zucchero raffinato può fare male?

Quanto siete disposti a tollerare l’idea che un consumo intensivo di latte e prodotti lattiero-caseari possa aumentare il rischio di disturbi alimentari, cancro e addirittura osteoporosi?

Fin dalla prima infanzia ci è stato raccontato che niente è più salutare di un bel bicchierone di latte la mattina, che i latticini sono alimenti totalmente sani, e che il loro alto contenuto in calcio aiuta a rafforzare le ossa e a prevenire problemi come l’osteoporosi.

Basta sfogliare la letteratura scientifica degli ultimi 20 anni, per scoprire che non è così ...