Visualizzazione post con etichetta guerra fredda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guerra fredda. Mostra tutti i post

mercoledì 11 febbraio 2026

La russofobia e il rifiuto della pace da parte dell'Europa: un fallimento lungo due secoli

 di Jeffrey Sachs

L'Europa ha ripetutamente rifiutato la pace con la Russia nei momenti in cui era possibile raggiungere un accordo negoziato, e tali rifiuti si sono rivelati profondamente controproducenti. 

Dal diciannovesimo secolo a oggi, le preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza sono state trattate non come interessi legittimi da negoziare all'interno di un più ampio ordine europeo, ma come trasgressioni morali da contrastare, contenere o superare. Questo schema si è mantenuto in regimi russi radicalmente diversi – zarista, sovietico e post-sovietico – suggerendo che il problema non risiede principalmente nell'ideologia russa, ma nel persistente rifiuto dell'Europa di riconoscere la Russia come un attore legittimo e paritario in materia di sicurezza.

La mia tesi non è che la Russia si sia comportata in modo del tutto benigno o affidabile. Piuttosto, che l'Europa abbia costantemente applicato doppi standard nell'interpretazione della sicurezza. L'Europa considera normale e legittimo il proprio uso della forza, la costruzione di alleanze e l'influenza imperiale o post-imperiale, mentre interpreta un comportamento russo analogo – soprattutto in prossimità dei propri confini – come intrinsecamente destabilizzante e invalido. Questa asimmetria ha ristretto lo spazio diplomatico, delegittimato il compromesso e reso più probabile la guerra. 

Allo stesso modo, questo ciclo autolesionista rimane la caratteristica distintiva delle relazioni Europa-Russia nel XXI secolo...

domenica 11 gennaio 2026

Operazione Unthinkable, la guerra "impensabile" con cui l’Occidente nel 1945 voleva battere l’URSS

La Gran Bretagna non tollerava la crescente influenza dei russi dopo la sconfitta di Hitler ed era pronta a iniziare la Terza Guerra Mondiale già nel 1945. Solo una sobria valutazione delle dimensioni e della potenza dell'Armata Rossa fermò l’impensabile…

All'inizio di maggio del 1945, l'URSS e gli Alleati occidentali schiacciarono definitivamente la Germania nazista sferrando potenti colpi da est e da ovest. La tanto attesa pace in Europa, devastata da anni di guerra, era finalmente arrivata. La sola idea che nel Vecchio Continente potesse scoppiare un nuovo conflitto armato sembrava semplicemente assurda. Ma non per tutti.

Prima ancora che i festeggiamenti per la sconfitta del nazismo fossero terminati, il primo ministro del Regno Unito Winston Churchill aveva già dato istruzioni ai propri militari per pianificare un attacco ai sovietici, che avrebbe avuto luogo nell'estate di quello stesso anno...

sabato 17 dicembre 2022

Incubo guerra nucleare: ecco chi sono e quante testate hanno i paesi con l'atomica

Aprile 2017Secondo il Bulletin of the Atomic Scientists l’umanità si trova a un'allarmante distanza di 2 minuti e 30 secondi dalla catastrofe nucleare

di Michael Pontrelli

Era dai tempi della Guerra fredda che il mondo non si trovava così vicino al baratro di un conflitto nucleare come in queste ore. I rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord sono ormai al limite come confermano le ultime dichiarazioni ufficiali arrivate dai due paesi. "E' finita l'ora della pazienza strategica, cercheremo di garantire la sicurezza nella zona della Corea del Sud con mezzi pacifici, ma tutte le opzioni sono sul tavolo" ha detto il vicepresidente americano Mike Pence. "Una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all'altro nella penisola coreana" gli ha fatto eco l'ambasciatore nordcoreano all'Onu, Kim In Ryong.

Orologio dell'apocalisse spostato in secondi in avanti

E una conferma che la situazione sia davvero seria e preoccupante arriva dal Bulletin of the Atomic Scientists che ha spostato in avanti di 30 secondi le lancette del suo simbolico Orologio dell’apocalisse, secondo cui l’umanità si trova a un’allarmante distanza di 2 minuti e 30 secondi dalla catastrofe nucleare. L’andamento dell’orologio è determinato da un consiglio di eminenti esperti di sicurezza globale, tra cui figurano ben 15 premi Nobel. Ogni spostamento tiene conto delle principali minacce alla civiltà, compresa ovviamente la minaccia di una guerra nucleare. Anche perché la storia insegna che ogni guerra si sa come incomincia ma mai come si sviluppa. Tutto può succedere. Non si scherza con il fuoco...

giovedì 9 giugno 2022

I 73 anni di ‘1984’, il romanzo sulle degenerazioni perpetue del Potere

Uno strano destino quello di ‘1984’, il romanzo di George Orwell, pubblicato l’8 giugno 1949 e che oggi festeggia i suoi 73 anni.

Si inseriva inizialmente in un clima di guerra fredda e Orwell metteva sulla carta tutte le paure che il mondo occidentale sentiva nei confronti di una potenza, quella sovietica, all’apice dello stalinismo.

Dalle pagine di 1984 il lettore degli anni Cinquanta apprendeva dei pericoli insiti nel totalitarismo burocratico, dove gli esseri umani sono semplicemente un numero, un dettaglio, ingranaggi necessari del sistema. 

Non erano estranei al romanzo elementi autobiografici: Orwell aveva combattuto nella guerra civile spagnola, vicino al Partito operaio unificato marxista di orientamento socialista e antistalinista ...

venerdì 4 marzo 2022

Chi ha ucciso la palma svedese?


di Lorenzo Piazza

La sera del 28 febbraio 1986, il Primo Ministro svedese Olof Palme veniva ucciso nel centro di Stoccolma. Palme era l'uomo che si stava adoperando per sostenere, in piena Guerra Fredda, un terza via tra le due Superpotenze, oltre che tra socialismo e capitalismo.

Un’intera nazione subì un trauma paragonabile a quello provocato da eventi come l’omicidio Kennedy o l’11 settembre.

Non altrettanto scalpore suscitò invece da noi, tant’è che, non solo la vicenda, ma già il nome di Palme, sono quasi completamente sconosciuti in Italia.

Con questa ricerca, l’autore (Lorenzo Piazza) intende restituire dignità e notorietà ad una storia, “ufficialmente” chiusa nel giugno 2020 con una soluzione di comodo, mostrandone la complessità e le trame nascoste.

Un viaggio alla scoperta dell’indagine più grande e costosa del mondo, che mostra meccanismi di manipolazione che sono, purtroppo, validi ancora oggi ...

Su questo argomento Lorenzo Piazza ha fatto una ricerca che è diventata praticamente un libro. Questa è l'introduzione:

venerdì 2 maggio 2014

La fine del Nuovo Ordine Mondiale?


Paul Joseph Watson

Christopher R. Hill, diplomatico americano, ha affermato che la risposta della Russia alla crisi ucraina significa che Mosca ha tradito il “nuovo ordine mondiale” , di cui la stessa Russia ha fatto parte per gli ultimi 25 anni.

In un pezzo per l’influente Project Syndicate, Hill, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Iraq e Corea, scrive che l’annessione della Crimea da parte della Russia e la campagna di “intimidazioni” contro Kiev, ha messo fine ad un periodo storico di 25 anni, accusando inoltre Mosca di ”regressione, recidività e revanscismo“.

La definizione di Hill di “nuovo ordine mondiale” è il coinvolgimento della Russia post-Glasnost nelle “istituzioni occidentali, nell’economia di mercato e in una democrazia parlamentare multipartitica”.

“Questo nuovo ordine mondiale è resistito per quasi 25 anni. Fatta eccezione per la breve guerra della Russia con la Georgia nell’agosto 2008 (un conflitto generalmente visto come istigato dalla spericolata leadership georgiana), l’acquiescenza e l’impegno della Russia per un “nuovo ordine mondiale”, tuttavia problematico, è stato uno dei grandi successi dell’ epoca post-guerra fredda“, scrive ancora Hill ...

sabato 5 aprile 2014

Lo strano caso delle armi atomiche in Italia

 Nella produzione di energia non siamo un paese nucleare e appena qualche qualche giorno fa, in occasione del vertice mondiale dell’Aja per la prevenzione del terrorismo nucleare, abbiamo ribadito il nostro impegno contro la proliferazione delle armi atomiche. 
Ciò nonostante, nei sotterranei delle nostre basi militari custodiamo decine e decine di testate nucleari americane, che di fronte a un’urgenza saremmo autorizzati a utilizzare. E nel nostro futuro prossimo non figura alcuna volontà di rimozione o smaltimento, anzi: queste bombe sono in fase di ammodernamento per diventare ancora più precise e potenti.

Ma dove sono, come sono fatti e che pericolo rappresentano questi ordigni? Ne abbiamo discusso con Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, che si occupa dei problemi legati al controllo degli armamenti, di pace e di sicurezza internazionale ...

domenica 9 febbraio 2014

UFO Rivelazione Ufficiale: né dai Governi né dall’ONU

Maurizio Baiata

È dalla prima metà degli anni Cinquanta, quelli della guerra fredda, che schiere di persone ripongono nell’Amministrazione di Washington la speranza di un annuncio ufficiale sulla realtà del fenomeno UFO, inteso come il manifestarsi di forme di vita extraterrestre in interazione con il pianeta Terra. Una tale dichiarazione non si è mai avuta.

Ovvio, ma per l’esatto contrario di ciò che la pubblica opinione imbonita dal sistema possa pensare. Sarebbe infatti un controsenso se gli Stati Uniti, potenza che in molti credono in possesso di prove fisiche su UFO e loro occupanti e la cui politica ufficiale è stata la negazione sistematica del fenomeno e dei segreti ad esso correlati e legati alla sicurezza nazionale, dovessero scegliere di suicidarsi agli occhi del mondo intero dichiarando di aver mentito spudoratamente e di aver occultato la verità per quasi 70 anni. Questo riguarda anche le nazioni satellite degli USA, Italia inclusa.

Ad alimentare speranze di “UFO disclosure” è da poco arrivata la nomina di John Podesta a consigliere del presidente Obama, un ruolo politico di rilevanza internazionale, alla Kissinger, per intenderci. Del democratico italoamericano sono noti l’interesse e l’impegno in campo ufologico. Podesta ha ripetutamente sollecitato il governo USA a declassificare alcuni dei casi più importanti degli ultimi 25 anni, ai fini di ottenerne dati utili per lo studio scientifico del fenomeno e, in seconda istanza, per mostrare un’altra faccia dell’amministrazione di Washington rispetto al cover-up sulla questione ...

venerdì 12 aprile 2013

Arsenali nucleari: dove si trovano e quanto sono rischiosi

La Guerra Fredda e' finita da un pezzo, ma esistono ancora più di 7.000 arsenali atomici nel mondo. Per timore che finiscano nelle mani di gruppi terroristi internazionali, le grandi potenze del pianeta sono da tempo impegnate a disinnescare gli armamenti ancora esistenti, nell'ambito di una grande battaglia contro la proliferazione nucleare.

La notizia dei testi missilistici di Pyongyang ha alimentato queste paure. Per affrontare il problema bisognerebbe capire prima di tutto bene come e' distribuito l'arsenale atomico sulla Terra e quali e quanti sono gli armamenti veramente a rischio.

Dati affidabili sono difficili da trovare - anche perché gli impegni per le operazioni di smantellamento e di disarmo sono strettamente legate al numero di armamenti che ogni singolo stato sostiene di avere.

Tra le poche fonti attendibili dal punto di vista statistico c'è il bollettino degli scienziati nucleari, citato in un' infografica suggestiva del Guardian

Fondato nel 1945 da un gruppo di esperti di bomba atomica, nell'ambito del progetto Manhattan, il suo obiettivo e' sempre stato quello di avvisare la gente comune dei pericoli costituiti dal nucleare. Ora pubblica a scadenza regolare report sullo status dell'industria nucleare mondiale.

Le cifre riguardanti Cina, Corea del Nord, Israele, India e Pakistan non sono attendibili. Quello che si sa per certo, tuttavia, e' che quasi 2.000 dei circa 4.400 arsenali sono in uno stato di massima allerta operativa. ..