Visualizzazione post con etichetta disuguaglianza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disuguaglianza. Mostra tutti i post

giovedì 18 settembre 2025

Civiltà futura: il piano che spaventa (e affascina) i futurologi

di Gianluca Riccio*

La civiltà futura perfetta esiste già. 

Nei modelli delle Nazioni Unite (la famosa “Agenda 2030” diventata un totem per favorevoli e contrari), negli studi del MIT, nelle simulazioni al computer dei climatologi. Tutto calcolato, tutto pianificato: energia rinnovabile, cooperazione globale, fine delle disuguaglianze.

Funziona sempre, nei test. Fallisce sempre, nella realtà. Non per problemi tecnici: per problemi umani. Perché l’ingrediente che manca in ogni utopia perché non diventi una distopia non si può sintetizzare in laboratorio.

I nove pilastri della civiltà futura “perfetta”

Immaginate una civiltà che affronta prima i problemi globali: cibo, acqua, alloggi, energia e istruzione per tutti prima di lanciarsi nell’esplorazione spaziale. Un mondo con migrazione libera, dove le persone possono vivere e contribuire dove preferiscono. Un linguaggio comune per facilitare la collaborazione. Innovazione aperta e tecnologia al servizio della società e della natura. 
Una pianificazione coordinata su scala mondiale...

venerdì 7 dicembre 2018

Se le diseguaglianze erano meno profonde nel Medioevo

E’ curioso trovarsi a fare i conti con la dimostrazione dell’insuccesso delle più nobili tra le idee moderne
E lo è ancor di più perché, accadendo in un’epoca in cui siamo passivamente bombardati da un'infinità indigeribile di input – dai social network ai media convenzionali-, non ha sortito uno stupore pari alla portata della sua testimonianza. 

Ripresa da ogni latore d’informazione, la notizia che, in Italia, i dieci più ricchi posseggano un patrimonio equivalente a circa 500 mila famiglie, paradossalmente non ha fatto notizia.

I dati forniti dal Censis appaiono sconcertanti, se non addirittura drammatici: i dieci italiani più ricchi possono disporre di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500 mila famiglie di operai messe insieme (nel mondo le disuguaglianze raggiungono persino picchi imbarazzanti!).

I duemila italiani più facoltosi posseggono un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza computare il valore degli immobili) ovvero, spiega l’istituto di rilevazione: lo 0,003% dei cittadini italiani dispone di una ricchezza pari a quella del 4,5% della popolazione totale.

L’impietosa istantanea sull’andamento socio-economico, oltre a sancire il completo fallimento delle moderne idee democratico-liberiste, segnala una crescente, e forse insanabile, diseguaglianza sociale.

L’allargamento del diaframma tra ricchi e poveri non aveva mai raggiunto una tale, svisata, differenza, anche se con tutta probabilità, almeno in epoche remote, premoderne, tale difformità era maggiormente percepita e pubblicizzata (ma già all’epoca non si doveva propagandare il trionfo della democrazia!) ...