La scoperta di un "terzo stato" biologico tra vita e morte suggerisce che le nostre cellule potrebbero possedere una forma di coscienza. La scienza si divide.
“Penso, quindi sono”. Cartesio probabilmente si rivolterebbe nella tomba se sapesse che oggi alcuni scienziati applicano questo concetto non solo agli esseri umani, ma anche alle singole cellule che ci compongono. La ricerca sulla coscienza cellulare sta infatti dividendo la comunità scientifica, sollevando interrogativi fondamentali sulla natura stessa della vita.
Immaginate il vostro corpo come una galassia di 30 trilioni di cellule, ognuna potenzialmente dotata di una sua forma primitiva di coscienza. Questi minuscoli agenti biologici non si limiterebbero a seguire pedissequamente istruzioni genetiche, ma prenderebbero decisioni, risolverebbero problemi, collaborerebbero. Un universo microscopico di intelligenze che si estende ben oltre i confini della vostra percezione. E il dato più sconvolgente?
Quando morite, alcune di queste cellule potrebbero continuare a “vivere” in modo diverso ...
