La rivista (Edicolaweb) ha intervistato David S. McKay, responsabile del dipartimento di astrobiologia della NASA, il quale ha affermato di "non poter provare rigorosamente l'esistenza di vita marziana" e tuttavia appare convinto che il suo gruppo di lavoro sia "molto, molto vicino a dimostrare che su Marte ci sia stata vita".
Lo stesso, riferisce che altri campioni di vita fossile, uguali a quelli citati, dunque batteri, sarebbero ugualmente reperibili nel pezzo più grande in cui si ruppe il meteorite Nakhla", caduto nel 1911 vicino alla città di Nakhla in Egitto, conservato presso il Museo di Storia Naturale di Londra.
Si calcola che tali campioni potrebbero essere datati a 1,4 miliardi di anni fa, epoca in cui Marte si ritiene fosse dotato di un'atmosfera più densa e umida di oggi.
Si ipotizza che il pianeta rosso sarebbe stato ricoperto da una rete di micro-organismi, collocati nell'immediato sottosuolo.
La questione della provenienza "marziana" dei meteoriti, si basa inoltre su una comparazione della composizione chimica compatibile con i reperti analizzati dalle sonde Viking, negli anni '70.
Da parte sua, un collaboratore di McKey, il biologo Everett K. Gibson, ritiene che esistano altri campioni biologici del tutto comparabili a quelli riscontrati nei meteoriti caduti in antartico.
Tali ipotesi sono confermate anche dal ricercatore Michael Meyer, responsabile scientifico della NASA per l'esplorazione di Marte. Questi, in occasione del convegno dell'Unione Americana di Geofisica a San Francisco, ha dichiarato che gli scienziati NASA ipotizzano che la vita, sotto forma di microrganismi, sia stata presente su Marte circa 3,6 miliardi di anni fa. Lo stesso ha dichiarato che Marte potrebbe essere stato "popolato" (da batteri, s'intende) nel primo miliardo d'anni successivo alla sua formazione...