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martedì 11 luglio 2023

Il Codice Sassoon, la più antica Bibbia ebraica

Il Codice Sassoon, un manoscritto su pergamena dell’inizio del X secolo d.C. di circa 400 pagine stimato tra i 35 e i 50 milioni di dollari e venduto lo scorso 17 maggio 2023 da Sotheby’s New York per 38.126.000 dollari, è la Bibbia ebraica più antica e più completa che si conosca [Figura, nota 1].

Infatti, gli altri due Codici noti sono quello di Leningrado che è completo, ma datato all’inizio del XI secolo d.C. (nota 2) e quello di Aleppo, databile al 930 circa d.C., ma gravemente incompleto (nota 3).

Come è noto, non si tratta di testi originali, bensì della trascrizione di testi precedenti.
Tutti e tre i Codici sono detti testi masoretici perché sono stati scritti secondo i principi della masorah (tradizione). 

Il testo masoretico è quello attuale della Bibbia ebraica (nota 4).
I Codici in questione rappresentano una tappa fondamentale per comprendere come il testo biblico sia stato fissato e poi trasmesso nella forma che conosciamo oggi ...

venerdì 19 ottobre 2018

La Torah e la vita extraterrestre

Uno degli aspetti unici del Giudaismo è la sua universalità di vasta portata. Non solo il Giudaismo fornisce una lezione per ogni essere umano, ma i suoi insegnamenti si estendono ai confini stessi dell’Universo.

Si tratta di un assioma del Giudaismo il quale afferma che l’intero Universo è stato creato per il bene dell’uomo. In un punto, il Talmud calcola che ci sono alcune (dieci elevato alla diciottesima potenza) stelle dell’Universo osservabile, e afferma esplicitamente che sono state tutte create per il bene dell’uomo. Inoltre va ad affermare che tutti gli angeli e mondi spirituali esistono anche solo per questo scopo.

Naturalmente, questo pone immediatamente una domanda che molti trovano molto difficile. Come è possibile che l’uomo, che vive su un granello di polvere chiamato pianeta Terra, potesse essere il centro dell’Universo? I nostri Saggi hanno realizzato il vasto numero di stelle nell’Universo, e anche reso conto che molte di esse erano di ordine di grandezza maggiori della Terra (Maimonide – Fondamenti della Torah 3:8).

… Dovrebbe essere abbastanza semplice capire che la dimensione e la quantità da sole sono prive di significato a un Dio infinito. Non c’è assolutamente alcun dubbio che il cervello umano sia di gran lunga più complesso di quanto lo sia la più grande galassia, e che contiene inoltre più informazioni di tutto l’Universo osservabile inanimato. Oltre a ciò, l’uomo è dotato di un’anima divina che sovrasta persino le più alte gerarchie di angeli ...

martedì 10 febbraio 2015

Numerologia biblica (1,4,40,400)

Tratto da: "Numerologia biblica - Considerazioni sulla matematica sacra"
(Nereo Villa)

E' possibile "quantificare" l'amore, o il dolore, o il piacere o qualcos'altro che non si possa pesare materialmente? Se così fosse la quantità e la qualità delle cose potrebbero stare sul medesimo piano di misurazione, comparazione, osservazione.
Se esistesse per esempio un linguaggio che avesse numeri anziché lettere, ogni parola e quindi ogni significato in essa contenuto potrebbe essere "contato". Il pensiero potrebbe essere "pesato". In tal caso le parole "pensare" e "pesare" sarebbero parenti.
Ed è così.

Qualsiasi vocabolario etimologico lo può mostrare. Per questo motivo il soppesare e il pensare sono simili.

Ciò significa che deve esistere da qualche parte anche un linguaggio numerico.

Questo linguaggio numerico è più vicino a noi di quanto possa sembrare. Si tratta del linguaggio biblico. Si parla infatti di valori numerici delle lettere ebraiche, di "resoconto biblico" o di altre espressioni come il "rendersi conto", di "Numeri", di gematria (arte della decifrazione dei numeri), di parentela fra le parole gematria e grammatica ecc...

Sia nella lingua ebraica che nella lingua greca ad ogni lettera dell'alfabeto corrisponde un numero ...

martedì 4 giugno 2013

Il più antico rotolo ebraico scoperto a Bologna: ha otto secoli

Era custodito nella Biblioteca universitaria, si credeva risalisse solo al XVII secolo ma un docente dei Beni culturali dell'Alma Mater ne ha individuato la corretta datazione: "E' la copia intera del Pentateuco più vecchia esistente al mondo"

Il più antico rotolo esistente del Pentateuco ebraico è stato scoperto alla Biblioteca universitaria di Bologna. Il documento era conservato negli archivi, ritenuto di scarso valore perché si credeva fosse risalente al secolo XVII.

Quasi per caso, nello scorso febbraio, è finito nelle mani del professor Mauro Perani, docente di Ebraico del dipartimento di Beni culturali dell’Alma Mater, incaricato di redigere il nuovo catalogo dei manoscritti ebraici della biblioteca. Di qui la scoperta: il rotolo della Torah è stato in realtà vergato in un periodo compreso tra il 1155 e il 1225 e risulta essere, dunque, il più antico rotolo ebraico completo dei primi cinque libri della Bibbia, dalla Genesi al Deuteronomio. 

Perani non ha dubbi: “Esistono codici o frammenti di rotoli più antichi, questo è il rotolo più antico intero, un esemplare di immenso valore, la cui importanza per gli studiosi è evidente anche a un pubblico non specializzato”...