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giovedì 29 giugno 2023

Albert Robida, un maestro dell'anticipazione

 
Da "Vingtième Siècle" (1883) o "i miracoli della scienza benefica" a "La Vie Électrique" (1892) o "le disavventure dell'apprendista stregone".

Albert Robida (1848-1926) è stato il primo a saper illustrare un futuro in cui tutte le innovazioni tecniche, per quanto folli possano essere apparse ai suoi contemporanei, sono perfettamente integrate e utilizzate da tutti, naturali in una parola, in una civiltà futura.
Senza avere le conoscenze e i supporti scientifici di Verne, affidandosi alla sua fantasia e al suo intuito, è l'unico tra tutti gli anticipatori dell'Ottocento e dell'inizio del Novecento ad aver presentato in anticipo un quadro del nostro presente non troppo distante dalla realtà in cui viviamo oggi...
"
Pierre Versin.  Encyclopédie de l'utopie des voyages extraordinaires et de la science fiction. Lausanne, l'âge d'homme, 1972, articolo “Albert Robida”.

Robida scrisse il suo trittico (Le Vingtième Siècle, La Guerre au XXe siècle, La Vie Electrique) nel decennio 1880/1890, cioè in un contesto fortemente segnato dalla "elettromania", preceduto da un'intensa produzione di divulgazione scientifica e tecnica di cui Louis Figuier era uno dei protagonisti. Pubblicherà anche nella sua rivista La Science Illustrée: La Vie Electrique (dal novembre 1891) e Le Vingtième Siècle ...

sabato 16 gennaio 2021

Parliamo digitando, leggiamo chattando

 

  

“Ho 422 amici, eppure sono solo.
Parlo con loro ogni giorno ma nessuno mi conosce. 

Il mio problema è la differenza tra il guardare nei loro occhi o un nome sullo schermo. Quei media che chiamiamo ‘social’ sono tutto fuorché social. 
Tutta questa tecnologia è solo un’ illusione. Comunità, solidarietà, spirito di gruppo…ma quando ti allontani da questa delusione ti svegli e vedi un mondo di confusione. 

Un mondo in cui siamo schiavi della tecnologia che abbiamo creato. In cui tutti condividiamo le nostre parti migliori, lasciando fuori l’emozione. Quando siete in pubblico e vi sentite soli, mani dietro la testa e lontani dal telefono, imparate a coesistere. 

Stiamo diventando asociali, siamo circondati da bambini che fin dalla nascita ci vedono vivere come robot e pensano sia normale. 
Ora i parchi sono vuoti. Non ci sono bambini, le altalene non dondolano ...