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martedì 19 luglio 2022

«Un solo frammento di Roswell svelerebbe tutta la verità sugli UFO»

 
L’ anniversario è passato un po’ in sordina: qualche articolo commemorativo, un documentario, un festival con concerti, conferenze, souvenir e folklore ... 

di Sabrina Pieragostini

Così il mondo ha celebrato il 75esimo anniversario dell’incidente UFO forse più famoso in assoluto- di certo il più citato anche a livello cinematografico: il caso Roswell. Un episodio a lungo dimenticato, riemerso negli Anni Settanta grazie alle indagini di alcuni ricercatori indipendenti e divenuto da quel momento in poi quasi un simbolo del cover-up di Stato. 

Cosa è precipitato realmente in questo remoto angolo degli Stati Uniti nel luglio 1947? Un velivolo proveniente da altri mondi o un pallone sonda top secret? Un mistero forse destinato a non essere mai risolto.

Giornali e tv, nel ripercorrere questo celebre incidente, hanno sposato la tesi ufficiale, quella del programma militare segreto. A precipitare in un ranch del New Mexico sarebbe stato un pallone sonda di alta quota dotato di microfono utilizzato tra il 1947 e il 1949 nel corso del Progetto Mogul per rilevare le onde sonore generate da eventuali test atomici compiuti dall’Unione Sovietica ...

sabato 26 ottobre 2013

L’oceano Pacifico è morto

Il resoconto di una traversata fa il giro del mondo


L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita. Ci sono solo rifiuti e barche per la pesca industriale intente a saccheggiare accuratamente quel poco che è ancora rimasto.

Sta facendo il giro del mondo, sui media di lingua inglese, il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen (foto), che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami.

Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini. Solo il rumore del vento, delle onde e dei grossi detriti che sbattono contro la chiglia.

Il racconto di Ivan Macfadyen, vecchio marinaio col cuore spezzato dopo 28 giorni di desolata navigazione nel Pacifico, è stato raccolto dall’australiano The Newcastle Herald ed è stato variamente ripreso da decine e decine di testate, tutte in inglese.

Macfadyen ha navigato con il suo equipaggio a bordo del Funnel Web sulla rotta Melbourne -Osaka – San Francisco. Dice di aver percorso in lungo e in largo gli oceani per moltissimi anni, dice di aver sempre visto uccelli marini che pescavano o che si posavano sulla nave per riposarsi e farsi trasportare. E poi delfini, squali, pesci, tartarughe… Stavolta nulla di tutto ciò: nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche.

Unica apparizione, poco a Nord della Nuova Guinea, quella di una flotta per la pesca industriale accanto ad una barriera corallina. Volevano solo il tonno, tiravano e ributtavano in mare – morta – ogni altra creatura marina.

E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima. ...