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domenica 26 luglio 2020

Il Femminino sacro, al di là degli opposti – Intervista a Selene Calloni Williams

Si può affermare l’esistenza di un legame tra la perdita del sacro e il dominio della simbologia patricentrica nella cultura attuale?

«In effetti, esiste un legame. Nelle culture dominate dalla simbologia patricentrica – come la nostra – il sacro è cancellato dal bisogno di controllo, di analisi, di gestione. La perdita del sacro è lo smarrimento della comunione con la natura.

L’individuo della nostra cultura è eco-incompatibile. 

Per lui la natura è una risorsa da sfruttare. E quand’anche egli si sforzi di fare ecologia, per lui ecologia significa sistematizzare e organizzare lo sfruttamento del pianeta in modo tale da poter continuare a sfruttarlo.

L’ecologia, in un paradigma patricentrico del reale, è sempre antropocentrica; mette la sopravvivenza dell’uomo e i suoi bisogni al centro.

Invece, il sacro esiste nella bellezza che è lo stato della medesimezza e dell’istantaneità. Quando il sacro non è nella medesimezza si fa aberrante.

La medesimezza è perfetto equilibrio tra gli opposti: tra madre e padre, o femminile e maschile, che sono i simboli che riassumono tutti gli opposti».

In questa fase però siamo ancora molto condizionati dagli opposti e la società è permeata da profonde fratture…