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martedì 13 gennaio 2026

Chi sono io?

  
Chi sono io? Per conoscere chi sei devi capire cosa non sei.

“Come faccio a conoscere me stesso per sapere chi sono io?” .. è questa una delle domande che ricevo spesso da alcuni lettori, lettori di tutte le età, che si interrogano seriamente sulla loro reale natura. Ma io, che non sono né un guru e né un maestro illuminato, da semplice viandante ignorante quale sono, rispondo sempre: per conoscere chi sei devi capire cosa non sei. È tutto quello che so. A volte, per qualcuno, risulta essere una risposta insoddisfacente, troppo semplice, per alcuni addirittura è un nonsense, ma per me si tratta della pura verità.

Dietro a quella risposta c’è tutta la mia breve e tragicomica esperienza di vita, ma che passo dopo passo mi ha portato a conoscermi sempre di più, sempre meglio, partendo da un lavoro di osservazione, per poi passare ad una fase di sperimentazione e infine di realizzazione. Ho realizzato chi sono e per arrivarci ho seguito la strada del cosa NON sono.

Ma partiamo dalla domanda: “chi sono io?”. Bisogna constatare che viviamo in una società moderna, talmente moderna, nella quale la maggior parte delle persone non cambia mai, non evolve, e che col passare degli anni cade in uno sconforto sempre più grande proprio perché non si pone mai questa domanda fondamentale. Sono arrivato alla conclusione che le persone hanno paura di mettere in discussione ciò che pensano di sapere, quelle che sono le loro convinzioni. E così, spesso, con l’età che avanza e la morte che si avvicina, si accorgono di avere vissuto inconsapevolmente. Tutti i credo e le idee mai indagate iniziano a vacillare, insieme alla falsa immagine di loro stessi che si sono portati dietro per anni.

Questo succede perché la morte ci mostra quanto poco sappiamo su questa domanda così fondamentale, e lo fa privandoci del corpo, annientando relazioni, denaro, potere, praticamente tutte quelle cose per cui la maggior parte delle persone vive ...

venerdì 6 marzo 2020

Identificazione

di Ambra Guerrucci

Un degli ostacoli che si pone tra le persone e la consapevolezza è l’identificazione, un fenomeno che vede l’individuo immedesimarsi con un oggetto, idea, convinzione, pensiero, o emozione.

Ogni persona è identificata con qualcosa: la propria professione, religione, partito politico, nazionalità, con un gruppo etnico, una città, una squadra sportiva, o, più comunemente con il proprio nome e il proprio corpo.

Un altro aspetto dell’identificazione è il sentirsi “tutt’uno” con un’altra persona, ma non energicamente, bensì proiettando su di essa la propria identità desiderata o le esperienze passate. 

Può accadere anche che ci si identifichi con la macchina che possediamo, con una marca d’abbigliamento, e se proviamo a riflettere sul modo in cui funziona l’identificazione, scopriremo, che anche noi siamo identificati con qualcosa. 

Ad esempio, vi siete mai sentiti offesi nel sentir criticare la vostra nazione o città? Come vi sentite se viene criticata la macchina che guidi, il lavoro che svolgi, il tuo corpo, o lati del tuo carattere? Forse le critiche sono appropriate, magari sono le stesse che in alcuni momenti pensiamo anche noi, ma sentirselo dire da altri ci fa sentire offesi, perché ci siamo identificati con quanto criticato. 

Quando ciò accade è impossibile vedere le cose obiettivamente, l’argomento diventa “personale”, in quanto percepiamo l’oggetto della critica come parte di noi ...

domenica 5 maggio 2019

Siete pazzi a mangiarlo

«Che il tuo cibo sia la tua medicina e la tua medicina il cibo» diceva il grande Ippocrate. 

In tempi più recenti il doppio Premio Nobel Linus Pauling ripeteva instancabilmente che «un’alimentazione ottimale è la medicina del futuro». 

Siamo sicuri: alimenti come medicine?

di Marcello Pamio

Se fosse vivo Ippocrate non potrebbe mai e poi mai fare il medico, perché mai come oggi la medicina è stata così lontana dagli insegnamenti dietetici del grande greco.

Attualmente nel pianeta siamo circa 7 miliardi di persone, che probabilmente saliranno a 10 entro metà di questo secolo. La fame e la malnutrizione potrebbero tranquillamente essere debellate una volta per tutte se ci fosse la reale volontà politica ed economica di fare ciò. La distribuzione ottimale delle risorse alimentari disponibili nel mondo non si può fare perché il Sistema non lo vuole fare. Semplice.

Quello che vediamo e leggiamo è una presa in giro, pura propaganda ...