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lunedì 12 gennaio 2026

“Non finirà bene”

Improvvisamente, ci sono tonnellate di articoli che mettono in guardia contro la geoingegneria. Cosa significa? 

Ne abbiamo già avuto un esempio. Eccone un  altro. Ne seguiranno altri, ognuno con un focus diverso.

“Non finirà bene”: Gli scienziati smascherano i piani di geoingegneria che potrebbero distruggere i monsoni e costare centinaia di miliardi

In uno studio di riferimento, eminenti scienziati del clima hanno espresso seri dubbi sulla fattibilità delle soluzioni di geoingegneria, avvertendo che questi interventi speculativi potrebbero comportare significativi rischi ambientali e non riuscire a risolvere le cause profonde del cambiamento climatico.

di Noah Bennett

Con l’intensificarsi della crisi climatica, la ricerca di soluzioni ha portato alcuni a proporre la geoingegneria come possibile rimedio. Queste idee spaziano dall’iniezione di particelle nell’atmosfera per riflettere la luce solare alla costruzione di enormi barriere marine per proteggere il ghiaccio polare. Tuttavia, una recente ricerca che coinvolge i migliori scienziati del ghiaccio e del clima ha messo in dubbio la validità di queste proposte... 

mercoledì 20 novembre 2013

La Fabbrica della Morte

di GJTirelli

Da una parte c'è l'industria chimica in forte espansione - dall'altra la natura, in forte estinzione.
Questa equazione fa rabbrividire ...

L’industria della chimica è la peggiore fra le moderne calamità, e i suoi effetti sull’ambiente tutto e sulla salute dell’uomo sono a tal punto devastanti, da essersi resa necessaria una chiusura forzata di tutte le fabbriche e il loro sistematico smantellamento.

La contaminazione del territorio, delle acque e dell’aria, hanno raggiunto livelli apocalittici che sono causa delle più svariate forme di patologie tumorali, neurologiche, e di una lunga serie di altrettante malattie, disfunzioni organiche, allergie, e disturbi di varia natura, che la moderna scienza non è in grado di codificare, di comprendere, ne tanto meno curare. 

Tutto questo “moderno dolore”, è di fatto il prodotto della ricerca e dell’innovazione scientifica, le cui controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali, superano di gran lunga i benefici promessi, propagandati e garantiti come miracolosi, innovativi, ed esclusivi. 

Un imbroglio galattico, un’impostura infernale che ci perseguita da decenni, architettato e pianificato in nome della logica del profitto ad ogni costo e con ogni mezzo, e che non tiene in nessun conto il diritto alla salute dei cittadini, ma si accanisce con sadico piacere sulle loro speranze ...

martedì 25 giugno 2013

La Catena alimentare Italiana D.O.C oramai inesistente

Renato Ventura
Bioterapeuta Contattologo Iridologo Ottico

Abbiamo incominciato verso l’inizio degli anni ’80: fase di avvio del regime delle quote latte all’interno di uno scenario caratterizzato da una Politica Agricola Comunitaria orientata alla smobilitazione parziale e graduale della garanzia dei prezzi, nata dall’esigenza di contenere e controllare la spesa agricola attraverso la riduzione della produzione. Pur credendo e pensando di fare cosa giusta, questa tipologia di politica ha rovinato completamente il mercato alimentare Italiano soprattutto a livello qualitativo, per combattere la concorrenza i produttori (loro malgrado) si vedono costretti a effettuare la lavorazione della materia prima in qualità-prezzo, ovviamente questo comporta di conseguenza una scarsissima qualità degli alimenti. Ormai dall’estero arriva di tutto, questo incide anche sulla salute del consumatore (nel tempo) con un continuo aumento di patologie di ogni genere, comprese quelle che si pensavano oramai debellate da tempo (Esempio TBC).

Prodotti come latte, affettati, precotti conservati in aceto e salamoia (importati spesso e volentieri dall’estero), il bestiame destinato al consumo umano viene spesso allevato in questi paesi e poi importati in Italia per essere macellati e lavorati con la conseguenza di avere (la legge lo consente) il marchio finale made in Italy.

l’80% di latte e di provenienza ESTERA e comporta ad avere patologie dimenticate, patologie come morbo di Crohn, problemi gastrici, neoplasie gastriche, e per ultima, che tentano in tutti i modi di nascondere: LA TUBERCOLOSI...

giovedì 21 luglio 2011

Fukushima, AIPRI: "morte genetica e radiologica lenta e inesorabile"


La catastrofe di Fukushima sta entrando nella catena alimentare, nella paradossale serenità giapponese che sfiora il "masochismo". Intanto arrivano nuovi dati sulla contaminazione radioattiva dalle organizzazioni indipendenti, e fanno pensare al peggio.


La situazione a Fukushima (e dintorni) è tragica, anche se i mass media globali (e globalizzati), per ragioni legate ad interessi immaginabili ed inimmaginabili, non ne parlano più. Il fatto che questa "apocalisse nucleare" come l'ha chiamata Gunther Oettinger, commissario europeo per l'energia, sia totalmente sottovalutata, mette in luce come anche internet, i social network e tutto l'armamentario "democratico" e tecnologico del mondo occidentale non possano di fatto informare le masse sulla pericolosità di una catastrofe nucleare.
Il web non riesce nemmeno a convincere i "collegatissimi" giapponesi che non mostrano "reazioni" sull'avvelenamento radioattivo. Scrive Naoko Okada da Kyoto: "Spesso penso che siamo persino masochisti. Ci vengono nascoste le verità, riempiti di menzogne, misure che devono essere adottate che non arrivano o arrivano troppo tardi" (http://is.gd/lk53Yt). E non c'è progresso tecnologico che tenga se l'umanità viene umiliata, né progresso civile e democratico se dai politici e dalle autorità viene ancora applicato l'antico adagio latino "vulgus vult decipi, ergo decipiatur" (Il popolino vuole essere imbrogliato, dunque imbrogliamolo)....