“Ma cosa vedono i nostri occhi? Via via che la macchina si perfeziona e annienta il lavoro dell’uomo, con una rapidità e precisione che crescono senza posa, l’operaio invece di prolungare altrettanto il proprio riposo, raddoppia l’ardore, come se volesse rivaleggiare con la macchina”. (Paul Lafargue)
Il diritto alla pigrizia. Uno scritto che, letto a distanza di oltre cento anni dalla sua prima pubblicazione e contestualizzato in un’epoca come la nostra, fondata sulla precarietà delle classi medio-basse, e in particolare dei giovani, sulle continue vessazioni che queste sono ancora costrette a subire e sull’ancora imperante religione del lavoro come unica ragione di vita, si rivela drammaticamente attuale e indispensabile affinché qualcuno possa aprire gli occhi sulle catene invisibili che ci imprigionano nella nostra “modernissima” società.
Il “diritto al lavoro” si trasforma così in “diritto alla miseria” finendo per annientare, in un terribile circolo vizioso, tutte quelle che dovrebbero essere le caratteristiche peculiari dell’essere umano.
(tratto da: www.lindiependente.it) ...
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