Chi aggredisce chi? La storia è una falsa scienza.
Dalle guerre persiane al sublime sacrificio dei 300 spartani alle Termopili fino a oggi con il conflitto fra Russia e Ucraina: quanto è arduo fidarsi della narrazione ufficiale
di Francesco Lamendola
Tutti noi, probabilmente, abbiamo il nitido ricordo di quando, sui banchi di scuola, abbiamo affrontato il tema delle guerre persiane. Sia dalle parole del professore, sia dal tenore del libro di testo, traspariva chiaramente una sorta di entusiasmo nazionalistico retrospettivo: come se l’Europa e la sua civiltà, per mezzo della piccola ma valorosa Grecia, si fosse presa la soddisfazione morale e materiale di umiliare la tracotanza di un grande impero asiatico, vale a dire “barbaro”, fondato sul principio della monarchia assoluta di diritto divino (e chi sa poi di quali barbare divinità), negatore di ogni spirito di libertà.
E con quanta partecipazione, con quale entusiasmo quasi da tifo sportivo, avevamo seguito le alterne vicende di quel titanico scontro: il dispiegamento dell’immensa flotta persiana, l’avanzata del colossale esercito, il sublime sacrificio dei Trecento spartani alle Termopili, e così via, sino alla clamorosa, imprevedibile vittoria finale dei greci, che capovolgeva tutti i pronostici e gettava le basi per la futura impresa di Alessandro Magno, vista già allora come la risposta greca a quel tentativo di conquista ...
