domenica 29 maggio 2016

Ego e personalità

Cos'è l'ego?

L'ego è la conoscenza mentale che abbiamo di noi stessi. Si basa sulle nostre esperienze, si basa sostanzialmente sul passato. Quando siamo identificati con la mente, quando crediamo di essere quella voce che parla dentro la testa, ci identifichiamo con ciò che dice quella voce e i pensieri che passano sono l'ego e la sofferenza delle esperienze passate sono il nutrimento dell'ego. 
L'ego vive di quella sofferenza ed è costretto a crearne di nuova per nutrirsi. L'ego è quello che nell'uso comune definiamo come io, un senso illusorio di identità, la sua sopravvivenza è legata al fatto che la confondiamo con la realtà. Il pensiero privo di consapevolezza è il problema principale dell'essere umano, l'ego non è sbagliato è solo inconsapevole. 

L'ego, che potremmo anche definire personalità frontale, è la somma di tutto quello che ci hanno insegnato ad essere e di ciò che mettiamo in atto per interfacciarci col mondo esterno. E’ formato da ciò che abbiamo appreso per imitazione dalle persone che ci circondano oppure che abbiamo assunto come modelli dai mass media. Se qualcuno ci chiede chi siamo, immediatamente risponderemo dicendo il nostro nome seguito da ciò che meglio ci identifica: la professione, le cose che ci piacciono, il nostro ruolo nella società, i traguardi che abbiamo raggiunto. 
L’ego diviene quindi la maschera che usi per interfacciarti con la realtà.
Una maschera indispensabile, ma che spesso dimentichi di aver indossato e con la quale arrivi ad identificarti completamente ...


L'ego è fondamentale alla tua crescita interiore

Nel processo di conoscenza di te stesso, quando inizi a riconoscere le tue maschere e tenti di toglierle, ti senti come spogliato, nudo davanti agli altri e a te stesso. La reazione più comune sarà quella di volerti subito ricoprire, oppure fuggire per nasconderti agli occhi degli altri, per paura di perdere la stima e la considerazione delle persone che ti stanno accanto. Guarda te stesso per scoprire quella preziosa unicità che la maschera ha così a lungo celato. 

Comincia a sentire che, oltre la maschera, ci sei TU, con la tua sensibilità e la tua forza interiore.

Gli ingredienti principali dell'Ego:

- Sono ciò che possiedo
- Sono ciò che faccio
- Sono ciò che gli altri pensano di me
- Sono separato da tutti
- Sono separato da tutto quello che mi manca nella vita
- Sono separato da Dio

L'emozione che sta dietro l'ego e che governa ogni sua attività è la paura. 

Paura di non essere nessuno, paura di non esistere, paura della morte. E ogni sua azione è in fondo progettata per eliminare questa paura, ma il massimo che l'ego può fare è di coprirla temporaneamente con una nuova relazione intima, con un nuovo acquisto o con il vincere su questo o quello. L'illusione non vi soddisferà mai. Solamente la verità di chi siete, se realizzata, vi libererà. 
Perché la paura? 
Perché l'ego si manifesta nell'identificazione con la forma, ma sa che, in fondo, nessuna forma è permanente, che sono tutte illusorie. 
Per questo vi è sempre un senso di insicurezza intorno all'ego anche quando all'esterno appare fiducioso. Quando vi rendete conto e accettate che tutte le strutture (forme) sono instabili, anche quelle che appaiono materia solida, allora in voi si manifesta la pace. Questo perché il riconoscere l'impermanenza di tutte le forme, risveglia in voi la dimensione della non-forma, che è oltre la morte.
Gesù l'ha chiamata "vita eterna".  
Eckhart Tolle

Il lavoro hard di un guerriero in divenire consiste nella "destrutturazione". La prima realizzazione di un guerriero è sapere di non sapere.
Ciò consente di guardare se stessi oltre le maschere e i veli dell'ego, mente di superficie, sistema di convinzioni e di credenze. Il lavoro è attivo e si basa sulla presenza, osservazione consapevole ed espressione libera di sé nel processo creativo.

Il guerriero consapevole parte dalla sua debolezza, dalla sua vulnerabilità e osserva:
* Immaginazione fine a sé stessa: sequenza di io che costruisce su sé stessa senza uno scopo.
* Mentire: parlare o pensare cose che non si conoscono come se si conoscessero.
* Repressione delle emozioni (soprattutto di quelle negative): creazione di blocchi emozionali.
Nella resistenza consumiamo una grande quantità di energia e non curiamo le ferite che ci sono all'interno.
* Identificazione con cose, persone, personaggi che si legano a dipendenze emozionali.
L'identificazione è un tipo di attaccamento dell'ego.
* Controllo: la spinta dell’ego sostanzialmente trae forza dal voler controllare sé stessi, gli altri e l’ambiente.
Il controllo nasce dalla paura di perdere, di fallire e consiste nell'uniformare noi stessi o gli altri a modelli, idee, concetti, convinzioni.
* Considerazione: appagamento, identificazione in relazione alle persone, a quanto gli altri ci considerano o non ci considerano, se ci valutano o sottovalutano ecc.
* Il Parlare inutile: dire quello che pensiamo su come le cose dovrebbero essere e perché,
spesso parliamo per riempire gli spazi vuoti, di cose inutili e senza scopo.

Fonte: umaniindivenire.grou.ps


Uccidere l'Ego?

A. Nappi
Traduzione di Anticorpi.info

Da qualche anno si sente molto parlare dell'uccisione dell'ego, come se la stessa intelligenza che ha creato il sole e fa girare la Terra avesse commesso un errore nel dare all'uomo un senso di se individualizzato, e se tale prerogativa impedisse in qualche modo la nostra capacità di comprendere l'interconnessione tra tutte le cose. E' impossibile uccidere il proprio ego, e qualsiasi tentativo in questo senso è, ironicamente, un trucco dell'ego.

Contrariamente a quanto affermano alcune dottrine di propaganda spirituale, il tuo ego non è affatto un errore commesso dalla natura, da annullare mediante lo spirito. Se il tuo ego - la mente cosciente, la personalità - sta nuocendo in qualche modo alla tua felicita, è perché non è sano. L'ego può ammalarsi. Riempirsi la mente degli insegnamenti di un qualche guru della new age non lo guarirà. Il tuo ego esprime il proprio malessere tramite uno stato di disarmonia (l'unico sistema con cui gli è concesso di chiedere aiuto), ma farsi prendere dal panico è controproducente.

Il tuo cervello è un capolavoro evolutivo. Intendiamoci, seppur limitato, esso è tutt'altro che inutile, innatamente malvagio o perfino ostruttivo. Il tuo subconscio è una biblioteca vivente che ricorda tutte le storie dell'universo, in particolare quelle che fanno parte di te.Se smetti di trattare il tuo ego come un nemico e inizi a rapportarti alle negatività della tua mente con compassione e senza resistenza, con ragionevolezza, logica e profondo, costante amore, l'ego inizierà a guarire. E man mano che lentamente e delicatamente lo riporterai in uno stato di salute e benessere, inizierai a capire che è sempre stato tuo alleato. La sua è una forma di auto-tutela dalla delusione, dal rifiuto e dai danni causati da altri ego malati. Stava solo cercando di arginare le forze che feriscono la mente.

Di conseguenza è stato ferito, ha contratto la malattia. La tendenza a smarcarti da esso e l'odio covato verso l'interno - tuttavia - ti impedirebbero di andare avanti. Senza di esso non saresti mai stato capace di manovrare la tua vita fisica in allineamento con la vita che fa cantare il tuo cuore. Il tuo ego non si ferma. Esso cerca di servirti nel modo migliore di cui è capace nel suo specifico stato di salute. Dedicarsi alla sua cura è un impegno a lungo termine. Non importa se vivi in una cultura usa e getta; a tale compito non si può sfuggire. L'ego non è qualcosa che possa usarsi e gettarsi.

Hai due scelte: vivere con la tua sofferenza o curare la malattia. Il processo di guarigione comporta duro lavoro, ma è un lavoro che condurrà a qualcosa di nuovo. Anche proseguire a vivere con un ego malato comporta duro lavoro, ma non condurrà a qualcosa di nuovo. Il cuore proseguirà a stare in uno stato di desiderio perché gli sarà impossibile allinearsi con i suoi sogni.

Piuttosto che cercare di alimentare felicità ed amore basandoti su insostenibili parametri relazionati all'ordine, potresti invece accogliere il caos, applicare la cura, abbracciare l'ego mentre piange ed inizia a ritornare vero. Lascia che esprima il dolore, la rabbia, il terrore riguardo l'esilio, la tortura, l'abuso, l'invisibilità e la mancanza di apprezzamento che ti hanno indotto a considerarlo un nemico, quando in realtà tutto ciò che voleva fare è servire il tuo cuore, la tua vita e la tua missione. Tienilo stretto come fosse un bambino in lacrime.

Quando resusciterà nelle tue braccia, e la sua vera natura riemergerà, ti renderai conto di cosa sia ciò che intendevi uccidere, e ti sentirai afflitto a causa della tua cecità. Allo stesso tempo, la pratica della compassione ti ricorderà che gran parte di questa distorsione fosse inevitabile, e il momento sacro in cui inizierai ad amare il tuo ego, ti trasformerà. Man mano che il tuo ego tornerà in buona salute, ti sentirai sempre più te stesso.

Non è l'ego in se il problema. Il problema è la malattia che lo attanaglia; una malattia che proviene dalla deliberata ignoranza che ci impedisce di vedere con i nostri veri occhi. Non occorre uccidere il tuo ego. Fai in modo che ritorni sano, e potrai sperimentare il suo reale scopo. Ricorderai che sei stato creato perfettamente. Non c'è stato alcun errore. Sì, anche il tuo Ego serve il Creatore, ma se è malato, semplicemente non può farlo.

Fonte: www.anticorpi.info

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