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lunedì 16 novembre 2020

La falsa neutralità della tecnologia

Quando si parla di tecnica/tecnologia, il pensiero comune è che questa non è, di per sé, né buona né cattiva, ma che dipende dall’uso che se ne fa. 

Storicamente, la tecnica/tecnologia, ha sempre diviso. Apologeti osannanti da un lato, detrattori/denigratori feroci dall’altro. 

Io faccio parte della seconda categoria (perché a mio modo di vedere per un apparente vantaggio che essa porta seguono inevitabilmente dieci svantaggi), ma rispetto e addirittura comprendo il pensiero di chi la difende e ne è pure entusiasta, perché questo pensiero, ancorché erratissimo a mio modo di vedere, segue comunque un suo filo logico, una sua visione del mondo e della Vita che in qualche modo fanno intendere, vedere, percepire la tecnologia come “positiva”. Lo ripeto, non sono d’accordo, ma ci sta.

Ciò che invece non tollero è quello pseudo-pensiero di massa (e il fatto che sia di massa ci dice che bisogna diffidarne in partenza perché per definizione il pensiero delle masse non è un pensiero libero), secondo il quale “la tecnologia non è in sé né buona né cattiva ma dipende dall’uso che se ne fa”. Questo concetto è relativamente recente, essendo stato formulato dal filosofo tedesco Karl Jaspers (1883-1969). 

In buona sostanza, afferma Jaspers, la tecnica/tecnologia è essenzialmente un fenomeno di per sé neutrale, un fenomeno le cui conseguenze dipendono, appunto, esclusivamente dall’uso che se ne fa...