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domenica 12 aprile 2020

Homo sapiens ascorbicus, un robusto mutante umano corretto biochimicamente

Irwin Stone, ingegnere chimico per formazione, biochimico per vocazione e paleopatologo per passatempo, cominciò a lavorare sull’acido ascorbico nel 1934 e conseguì il primo brevetto USA per il suo uso come anti-ossidante alimentare. 
L’uso mondiale di questo processo è stato un fattore nella eliminazione virtuale dello scorbuto clinico conclamato nei paesi sviluppati. 
Nel 1965-67 pubblicò una serie di articoli che descrivevano la malattia genetica, epato-enzimatica, Ipoascorbemia ed il suo significato in Medicina. 
Questo nuovo approccio genetico fornisce il razionale per l’uso di dosi massicce di acido ascorbico nella Terapia Ortomolecolare. E’ stato Stone a coinvolgere Linus Pauling nell’interesse dello studio della vitamina “C”. E' stato direttore della Megascorbic Research, Inc.

1.1.1.1 SOMMARIO

L’insieme genetico dell’Homo Sapiens contiene un gene difettoso per la sintesi della proteina enzimatica attiva, L-gulonolactone oxidase (GLO). L’assenza di GLO nel fegato umano blocca nei mammiferi la normale conversione dello zucchero del sangue in ascorbato, conducendo al potenzialmente fatale “errore innato del metabolismo dei carboidrati”, la malattia genetica, Ipoascorbemia (nella più vecchia nomenclatura-scorbuto).
Per sopravvivere gli umani hanno bisogno di sorgenti esogene di ascorbato giornaliero.
La maggior parte dei mammiferi hanno intatto il gene per la sintesi GLO e producono generose quantità giornaliere del metabolita del fegato, l’ascorbato; per esempio, una capra di 70 kg non stressata è capace di produrre oltre 13 grammi di ascorbato giornaliero e molto di più se sotto stress ...

mercoledì 3 ottobre 2018

Vitamina C. Non ha ancora svelato tutti i suoi segreti

Sono passati circa 85 anni da quando fu isolata per la prima volta, e 75 da quando 'prese' il Nobel, ma la vitamina C non ha ancora finito di svelare i suoi segreti, anzi. 

Ogni anno 60 studi e 400 articoli ne scoprono nuovi effetti benefici, che ormai spaziano dalla classica prevenzione delle malattie da raffreddamento alla terapia delle malattie cardiovascolari alle proprietà contro l'anemia e il diabete.

"Della vitamina C conosciamo bene le caratteristiche chimiche, sappiamo come viene assorbita e come si comporta nell'organismo - spiega Michela Barichella, responsabile del Servizio Dietetico degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano - ma sulla conoscenza di molte delle sue proprietà terapeutiche i primi studi sono appena apparsi in letteratura, e c'é ancora molto da fare".

Il primo successo di questa piccola molecola fu contro lo scorbuto (da cui il nome scientifico di acido ascorbico dato alla vitamina), una malattia che colpiva soprattutto i marinai che non mangiavano per lunghi periodi frutta e verdura. Il primo test clinico fu condotto nel 1747 da un chirurgo della marina reale inglese, James Lind, su 12 membri dell'equipaggio affetti da scorbuto a cui fece assumere un composto particolare: sidro, acido solforico, aceto, spezie ed erbe, acqua di mare, arance e limoni, individuando nelle ultime due quelle terapeutiche...