La sinistra del nulla, dopo avere sostenuto ed attuato la prima vera e propria Apartheid occidentale dopo la fine della seconda guerra mondiale, avendo ora grattato le unghie fino ai polpastrelli e non potendole più usare neppure per arrampicarsi sui vetri, in assenza di una qualsiasi buona idea per far uscire gli italiani dal disastro economico nel quale li ha catapultati tenta di rifarsi una verginità facendo “opposizioneh durah e purah”. Durissima e “senzah scontih” (rigorosamente con l’acca finale).
Ci sarebbe da ridere a crepapelle, da sganasciarsi fino a rotolare per terra e restare senza fiato, con le lacrime agli occhi… Di solito questa frase termina con “se non fosse tragico”. Invece no, qui non si toccano neppure le alte vette della tragedia, perlomeno quella greca.
Qui si ride e basta. Come ai gloriosi tempi di Stanlio e Ollio. Come nei film con Don Camillo e l’onorevole Peppone. Questo è Zelig. Neppure Crozza arriva a queste vette di comicità assoluta ...
