di Piero Cammerinesi
Perché questo titolo?
Semplice, perché di fronte a situazioni come quella che stiamo vivendo la prima impressione che proviamo nel nostro animo è quella della dello sbigottimento e della solitudine.
Ci sentiamo esposti, nudi, indifesi, soli.
Abbiamo paura di una stretta di mano, di un abbraccio.
Un amico, finanche il nostro partner, può essere colui che ci fa ammalare, che ci può – se prestiamo fede alla narrazione dei media – addirittura condannare a morte.
E questo è già un tema importante da esplorare.
Se in genere il compito del giornalista è quello di descrivere una situazione con distacco, con obiettività, espungendo i connotati personali, in questo caso le cose stanno diversamente.
Infatti questi pensieri nascono dalla relazione personalissima del soggetto – me stesso – con questo evento che mi si pone dinanzi come ‘altro da me’, come mondo esterno ma anche come destino.
E che mi chiede di essere illuminato dalla luce della coscienza.
EVENTO INASPETTATO?
La prima domanda che mi sono posto appena iniziata questa vicenda è: sono sorpreso da questi avvenimenti?
La risposta è stata: NO, non lo sono affatto ...
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sabato 2 maggio 2020
domenica 29 marzo 2020
Covid-19 e Paura
di Carmen di Muro
È l’era dell’ombra e degli spettri. Il cuore sobbalza, il fiato si spezza. È l’era del monito della paura, della pandemia, del contagio, della morte, di perdere tutto. Un momento difficile. Una crisi epocale. Vi è chi la sfiora e chi la rifiuta, chi la guarda e non la vede e chi la vede senza capire, chi trema e si chiude.
Un fenomeno calamitante, che cresce fobicamente, ora dopo ora, dove diviene sempre più difficile guardare la situazione da una visuale positiva e priva di timori. Eppure, tutti parlano della necessità di una collaborazione globale per la salvaguardia da un virus che si sta velocemente diffondendo in maniera preoccupante.
Pochi però sembrano considerare il dilagante allarmismo che genera un altissimo grado di PAURA: un vero e proprio campo apocalittico che ci stiamo creando da soli.
A questo riguardo, facciamo un po’ di chiarezza.
Pensiamo, che sotto il profilo biologico la paura è un’emozione che ha una valenza positiva indispensabile per la sopravvivenza e l’evoluzione.
Questo è quanto succede quando essa è “adeguata” al pericolo, svolgendo la sua funzione entro i limiti che la rendono efficace.
Diverso invece è nel caso attuale, in cui non soltanto non è utile, ma è decisamente dannosa poiché perde la sua originaria funzione biologica e diventa d’ostacolo all’adattamento, sconfinando nel patologico, tanto da inficiare le normali attività quotidiane e allontanare ancor di più dal mondo ...
È l’era dell’ombra e degli spettri. Il cuore sobbalza, il fiato si spezza. È l’era del monito della paura, della pandemia, del contagio, della morte, di perdere tutto. Un momento difficile. Una crisi epocale. Vi è chi la sfiora e chi la rifiuta, chi la guarda e non la vede e chi la vede senza capire, chi trema e si chiude.
Un fenomeno calamitante, che cresce fobicamente, ora dopo ora, dove diviene sempre più difficile guardare la situazione da una visuale positiva e priva di timori. Eppure, tutti parlano della necessità di una collaborazione globale per la salvaguardia da un virus che si sta velocemente diffondendo in maniera preoccupante.
Pochi però sembrano considerare il dilagante allarmismo che genera un altissimo grado di PAURA: un vero e proprio campo apocalittico che ci stiamo creando da soli.
A questo riguardo, facciamo un po’ di chiarezza.
Pensiamo, che sotto il profilo biologico la paura è un’emozione che ha una valenza positiva indispensabile per la sopravvivenza e l’evoluzione.
Questo è quanto succede quando essa è “adeguata” al pericolo, svolgendo la sua funzione entro i limiti che la rendono efficace.
Diverso invece è nel caso attuale, in cui non soltanto non è utile, ma è decisamente dannosa poiché perde la sua originaria funzione biologica e diventa d’ostacolo all’adattamento, sconfinando nel patologico, tanto da inficiare le normali attività quotidiane e allontanare ancor di più dal mondo ...
martedì 17 marzo 2020
Covid-19: punto di catastrofe tra globalismo e società cellulare.
Il mondo dopo il Covid-19 sarà globalista o cellulare, l’epidemia si è verificata in una situazione ‘metastabile’.
Per quasi due secoli siamo stati abituati a pensare che il motore dell’evoluzione e della stessa biologia fossero la competizione e la selezione naturale, allo stesso modo si è ritenuto che funzionassero la società e l’economia.
In osservanza a questo principio ogni barriera alla libera circolazione di persone, merci e capitali è stata trattata come un ostacolo alle leggi di natura, ogni intervento dello Stato condannato in quanto perturbatore della selezione naturale, quel meccanismo individuato come la via per il migliore dei mondi possibili.
Negare l’assistenza sanitaria ai poveri, predicava il pastore Malthus, mercificare ogni cosa e mettere tutto in competizione senza barriere artificiali di qualsiasi tipo, questo ha imposto il sistema liberista globalizzato conquistando sempre più terreno nell’Occidente e diffondendosi da lì nel mondo intero.
Ma… nelle storie c’è quasi sempre un ma.
E questo ‘ma’, che ha le dimensioni ultramicroscopiche di circa un centinaio di nanometri (miliardesimi di metro), è in grado di porre in stato di crisi quel sistema operante su dimensioni di 40.000 Km di circonferenza che va sotto il nome di globalizzazione...
Per quasi due secoli siamo stati abituati a pensare che il motore dell’evoluzione e della stessa biologia fossero la competizione e la selezione naturale, allo stesso modo si è ritenuto che funzionassero la società e l’economia.
In osservanza a questo principio ogni barriera alla libera circolazione di persone, merci e capitali è stata trattata come un ostacolo alle leggi di natura, ogni intervento dello Stato condannato in quanto perturbatore della selezione naturale, quel meccanismo individuato come la via per il migliore dei mondi possibili.
Negare l’assistenza sanitaria ai poveri, predicava il pastore Malthus, mercificare ogni cosa e mettere tutto in competizione senza barriere artificiali di qualsiasi tipo, questo ha imposto il sistema liberista globalizzato conquistando sempre più terreno nell’Occidente e diffondendosi da lì nel mondo intero.
Ma… nelle storie c’è quasi sempre un ma.
E questo ‘ma’, che ha le dimensioni ultramicroscopiche di circa un centinaio di nanometri (miliardesimi di metro), è in grado di porre in stato di crisi quel sistema operante su dimensioni di 40.000 Km di circonferenza che va sotto il nome di globalizzazione...
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