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mercoledì 22 maggio 2019

Il mito della dieta del gruppo zero

Un articolo sicuramente di parte, ma che ha il merito di gettare un po' di luce su alcune perplessità che ho da tempo sulla discussa "dieta del gruppo sanguigno" ideata nel 1957 dal medico omeopata James D'Adamo e diffusa in Italia dal dottor Piero Mozzi. 
Una in particolare: come può una dieta conciliare le proteine animali e il gruppo O, presunto gruppo originario dell'umanità?
Non mi pare che gli esseri umani si siano nutriti di animali prima di nutrirsi di vegetali, bensì il contrario. 
Raccogliere piante, radici e frutti spontanei era certamente più logico che correre dietro una preda, soprattutto su due zampe, senza artigli, senza zanne ... e senza fuoco per ammorbidire e consumare le carni. 

Qualunque gruppo sia stato il primo a venire alla luce, la logica mi suggerisce che l'introduzione di carne nell'alimentazione fu accessoria, resasi necessaria forse a causa di una massiccia penuria di vegetali, o dovuta un periodo di estrema siccità ad esempio. Successivamente l'organismo si sarebbe più (o meno?) adattato al nuovo alimento..
Catherine

di Aida Vittoria Eltànin

La dieta dei gruppi sanguigni di P. J. D'Adamo viene spesso paragonata ad una sorta di "astrologia delle diete".
Ci fa sentire diversi dagli altri e un po' speciali.

Ma soprattutto, ci dice che è buona cosa mangiare certa carne, se siamo del gruppo zero.
Coincidenza vuole che la maggior parte della popolazione mondiale - italiani e caucasici in special modo -appartenga proprio a questo gruppo.
E a quale onnivoro non piace sentirsi dire che fa bene mangiare la carne?

Non a caso, questa è una delle diete che più spopolano in Occidente...