Visualizzazione post con etichetta colture transgeniche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colture transgeniche. Mostra tutti i post

giovedì 13 agosto 2020

Terraforming: creare un pianeta sintetico. Ipotizziamo o è realtà?

Quello che vi propongo ora è un articolo datato 2010, quello che mi impressiona è il fatto che più passa il tempo e più queste ipotesi o studi prendono forma reale e lo vediamo con i nostri occhi ogni giorno, almeno che non ci mettiamo davanti due fette di salame.

Una domanda mi pongo sempre quando guardo il cielo e vedo queste scie chimiche che lo sporcano... PERCHE' TUTTO QUESTO?

In questo articolo mi prospettano una visione che non mi piace ma possibile... leggete e tirate le vostre conclusioni.
Per un singolare sincronismo, i curatori dell'eccellente blog Freeskies hanno deciso di approfondire negli stessi giorni il tema oggetto di questo articolo in un testo che inseriamo, per ora, tra le fonti, riservandoci di dargli lo spazio che merita, appena possibile.

Che cos'è il Terraforming? 

"Terraforming è un vocabolo usato per indicare un processo di ingegneria planetaria, consistente nel modificare le condizioni ambientali di un corpo celeste per renderlo abitabile dall'uomo. Il termine fu introdotto nel 1942 all'interno del romanzo di fantascienza Seetee ship ("L'astronave di antimateria") da Jack Willliamson (nato nel 1908) che lo usò nuovamente a più di mezzo secolo di distanza in "Terraforming Earth". La nozione di Terraforming è stata comunque adottata anche da astronomi/esobiologi, come Carl Sagan che, appassionato di fantascienza, lesse presumibilmente il romanzo di Williamson. Al "terraforming" Sagan dedicò la sua tesi di dottorato e riprese poi il concetto in varie opere".

La spiegazione del Terraforming tratta dall'"Enciclopedia dell'astronomia e della cosmologia" ci offre un appiglio per investigare l'annosa questione "scie chimiche" da un'angolazione sui generis. Osservazioni, ricerche, studi... ci hanno condotto ad ipotizzare che, dietro l'infame operazione, si nascondano molto più che semplici obiettivi di controllo climatico e di predominio economico.

venerdì 13 febbraio 2015

Codex Alimentarius

di Rosamaria Freda

Quanti di voi hanno sentito parlare del Codex Alimentarius? Di sicuro pochissimi. 
Eppure si tratta di un argomento che ci tocca da vicino visto che riguarda la nostra alimentazione e quindi la nostra salute.

Il Codex Alimentarius è un sistema normativo che fissa 3.200 limiti massimi sui residui di pesticidi e farmaci veterinari ed è formato da 200 codici in materia di alimenti e 40 sull'igiene. Quest'opera titanica è frutto del lavoro di una commissione intergovernativa, chiamata appuntocommissione del Codex Alimentarius,attualmente finanziata e condotta dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall'Organizzazione per gli alimenti e l'agricoltura(FAO). Si tratta dunque di un insieme di norme che determinano gli standard di sicurezza alimentare per 181 Paesi del mondo, circa il 97% dell'intera popolazione del globo.

In ogni Stato queste norme sono però in vigore in maniera parziale, visto che ogni Nazione ha le proprie regole per quanto riguarda la varietà di additivi e la concentrazione massima permessa negli alimenti sia destinati all'essere umano che agli animali. In poche parole il Codex mette a punto gli standard per tutti gli alimenti possibili, siano essi preparati, semi-preparati o crudi, e per la distribuzione verso il consumatore. 

Riguarda inoltre tutto ciò che concerne l'igiene alimentare, gli additivi alimentari, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l'etichettatura e la presentazione, i metodi di analisi e di prelievo ...