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sabato 31 ottobre 2015

Dalle carni cancerogene alle bistecche di vermi…

Il mostro sacro dell’ufficialità in ambito sanitario ha emesso il suo verdetto.

L’oracolo di Ginevra, cioè l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO) ha decretato che la carne rossa lavorata è cancerogena come il fumo di sigaretta e l’amianto.

Leggermente meno tossica per l’organismo umano sarebbe la carne rossa non processata, che è stata classificata per questo motivo come un “probabile cancerogeno”.

A sconvolgere le notti di molti allevatori e di moltissime persone dedite a mangiare abitualmente questo tipo di carne è stato l’ufficialissimo ente Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione.
Lo Iarc ha analizzato 800 studi pubblicati e il risultato è stato ufficializzato su The Lancet Oncology, una delle più rinomate riviste in ambito oncologico.

In pratica la carne lavorata è stata inserita nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene per le quali “esiste una evidenza sufficiente che causino il cancro nell’uomo” in particolare allo stomaco e all’intestino crasso. Quella non processata è stata inserita invece nel Gruppo 2.

Incredibilmente nello stesso articolo in cui la carne rossa viene paragonata all’amianto, si ricorda anche che la stessa carne “contiene proteine di alto valore biologico e nutrienti importanti come vitamina B, ferro e zinco”. Della serie: se mangi la carne ti viene il cancro, ma non puoi non mangiarla perché sono proteine nobili! Un ossimoro di livello psichiatrico.

Quindi è meglio un uomo col cancro ma con la vitamina B, il ferro e lo zinco in regola o un uomo sanissimo senza cancro ma con un po’ di ferro in meno? Mistero della scienza…