di Luciano Gianazza
Verso la fine della terza media, il professore di italiano, un giorno di giugno in cui si respirava già aria di vacanze, durante la lezione che ormai era quasi ricreazione, ci introdusse un argomento fino ad allora a me sconosciuto.
Ci parlò dei mass media.
Da buon professore pre ’68, tradusse subito i termini in italiano e cioè Mezzi di Comunicazione di Massa, perché non facessimo indigestione di inglesismi.
Ci spiegò che la massa eravamo noi, la comunicazione erano le notizie, e i mezzi erano i giornali, la radio e la televisione.
Precisò che le notizie erano i fatti noti e che i giornali, la radio e la televisione erano i mezzi per farceli conoscere anche se avvenuti molto lontano da noi, per esempio oltreoceano.
Senza i mass media non avremmo mai potuto conoscerli, a meno che non avessimo avuto una vecchia zia da quelle parti che si prendesse la briga di scriverci per informarci, e in ogni caso lo avremmo saputo un mese dopo, quando la lettera sarebbe arrivata ...
