Alcune considerazioni, a ruota libera, riguardanti una mia personale interpretazione/sensazione del famoso concetto di salvezza, e dell'importanza di conoscere se stesso.
Comunicazioni talvolta molto belle e lucide a dire il vero, e per giunta molto ottimistiche, anche se le "predizioni" degli stessi si protraggono nel tempo e tutt'ora non si sono verificate. E mi viene da pensare che potrebbe trattarsi di un grande abbaglio, seppur diffuso e condiviso in buona fede (anche se su questo ci sarebbe da approfondire).
La salvezza non può essere globale perché, anche se siamo collegati, ognuno di noi è un essere diverso dall'altro in tutte le sue componenti, e le eventuali influenze energetiche cosiddette "esterne" (cambiamento dimensionale, allineamenti galattici e simili), sommandosi, fondendosi con il nostro bagaglio energetico, non possono agire in modo identico su tutti gli individui.
In poche parole, possiamo anche essere toccati da un fulmine celeste ma non ci dispensa da una cosa fondamentale: tocca a noi agire su noi stessi, e per noi stessi ..
E' pur sempre vero che i "signori/potenti" non hanno il controllo totale, se l'avessero i loro piani non subirebbero mai contrattempi invece è provato che spesso non "va" esattamente come loro vorrebbero. C'è un margine nel quale si può intervenire.
L'ipnosi new-age della salvezza che viene dal cosmo (o da Dio o chi per lui, come vi pare) è sicuramente strumentalizzata .. e la speranza che il piatto della bilancia si rovesci a favore della massa ci può pure stare.
Ma come? Basta forse un superficiale auto-convincimento? ...
