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lunedì 20 aprile 2026

Una formazione rocciosa vecchia di 1,9 miliardi di anni ospiterà il primo sito permanente al mondo per lo smaltimento di scorie nucleari



È impressionante vedere come, nel giro di pochi anni, il nucleare sia stato riciclato in narrazione come tecnologia verde o “di transizione”, nonostante restino irrisolti i problemi strutturali di scorie, rischi e costi reali. 

Tutto sommato, ormai si gioca con disinvoltura con la possibilità di una guerra nucleare. 

Ma restiamo nel campo “civile”.

La logica di “soluzione tecnica pacifica” viene esportata fuori dalla Terra: NASA e Dipartimento dell’Energia USA stanno lavorando a reattori nucleari per la superficie lunare entro il 2030. 

 Poco prima del lancio di Artemis II, l’amministratore della NASA Jared Isaacman ha annunciato una visione rinnovata per il programma Artemis che include un calendario di lanci più ambizioso e l’intenzione di avviare la costruzione di una base al polo sud lunare alla fine del 2028. VEDI QUI https://www.nationalgeographic.it/dopo-artemis-nasa-base-lunare-propulsione-nucleare ...

giovedì 24 settembre 2020

Cosa ci sarà tra centomila anni

Invece di sviluppare tecnologie per ottenere energie non inquinanti si cerca di nascondere le scorie di quelle ad alto rischio. 
Che strategia strana ..
Catherine


Devono immaginarlo i progettisti di un deposito di scorie radioattive in Finlandia: come sarà il mondo? Come spieghiamo agli umani del futuro cosa c'è lì dentro?

In finlandese “onkalo” significa “cavità, posto in cui nascondere le cose” ed è il del primo deposito permanente di scorie nucleari pensato per durare centomila anni.

Lo stanno costruendo sull’isola di Olkiluoto, nell’ovest della Finlandia, in linea d’aria a poco più di 200 chilometri da Helsinki e quasi 300 da Stoccolma, in Svezia: sarà completamente sottoterra, le scorie saranno isolate a più di 450 metri sotto il livello del suolo e il costo stimato del progetto è 3,5 miliardi di euro.

Gli aspetti più complicati del progetto, tuttavia, non sono quelli tecnici ma quelli culturali, per così dire: come facciamo a spiegare cosa c’è lì dentro agli umani che vivranno tra centomila anni? E come saranno gli umani di quell’epoca? Che lingua parleranno? Saranno più evoluti di noi o vivranno in una nuova età del bronzo?...