Della puttana
Sono secoli che batte sui marciapiedi dell'inganno, ad ogni angolo di Stato, pulcra e nobile puttana. Ma, ahimè, ormai oggi solo meretrice. Ciò che mi ripugna non è affatto la sua arte, ma il meschino fine della sua prostituzione!
Ancor più abbietti sono i suoi lenoni, di cui n'è schiava e subdolo strumento; per non dir dei sui clienti: tanti, troppi, interi popoli di depravati e masochisti, d'ogni sesso ed etnia, disposti a pagare a caro prezzo quel ch'è mera falsità. Però, lei è affascinante, sinuosa, accattivante e convincente.
Dietro orpelli di uguaglianza; sotto l'intimo di pizzo ricamato di diritti e libertà, cela tutto il proprio intento, la più putrida realtà. Le sue non son parrucche ma scalpi di popolazioni; i suoi effluvi inebrianti di giustizia ed equità, istupidiscono le masse, attirandole da lei come il miele fa con le mosche, ma è l'amaro di cui queste ne ricorderanno il gusto!
Abile trasformista, maestra dissimulatrice, occulta ad arte i suoi difetti: ogni macchia, ogni bruttura, lei la compre coi rossetti, con gli ombretti e buona cipria.. usa bene i propri trucchi; lei è donna di mestiere, imbonitrice d'altri tempi! C'è chi per lei è morto, anzi.. quanti ne ha assassinati: messia, principi e filosofi, padroni e contadini; tra forche, roghi e ghigliottine, sorsate di cicuta, messi al muro o crocifissi! Eppure, per lei c'è chi continua a dar la vita in cambio della sua dolce menzogna così calda e gonfia di promesse...
