Nel 2013, John Cook, un mediocre fisico australiano che ha trovato nella climatologia catastrofica l’unico modo di emergere, pubblicò una sua balzana ricerca nella quale sosteneva che il 97% di 11.944 articoli scientifici sottoposti a revisione paritaria approvavano esplicitamente l’opinione secondo cui gli esseri umani avevano causato la maggior parte del riscaldamento negli ultimi 150 anni.
E’ stata questa la base che ha creato il mito del massiccio consenso sul riscaldamento antropico e catastrofico per cui quindi questa idea fondata su mere ipotesi e su “modelli” privi di qualsiasi consistenza e del tutto priva di basi fisiche sarebbe la voce “voce della scienza”.
Già questo di per sé potrebbe non significare nulla, il consenso non è una prova: nel 1500 tale voce diceva che il sole girava attorno alla terra o più tardi che la luce obbediva alla relatività galileiana, ma in realtà il consenso climatico è stato raggiunto con un volgarissimo trucco: al “pasionario” John Cook è bastato escludere i 7.930 articoli che non avevano preso posizione sul cambiamento antropogenico: quindi non si trattava affatto del 97 per cento, ma al massimo del 30 per cento dentro il quale figuravano almeno la metà di ricerche che attribuivano all’attività antropica solo una parte marginale del riscaldamento e dunque non erano affatto allineate con l’incipiente narrazione della Co2, dell’azoto e dunque della necessità di impoverimento generale e di ulteriore arricchimento dei poteri grigi ...
