sabato 8 settembre 2018

I Giganti di Mont'e Prama

Nel marzo del 1974 in località Mont'e Prama – Sinis/Cabras (Or), (Monte e Prama, il luogo del ritrovamento, significa monte per l’altezza di 50 metri e Prama per la palma nana diffusa in questa zona) un contadino durante una semplice aratura del suo terreno, toccò inavvertitamente con la lama qualcosa di anomalo che si rivelò una testa gigantesca di una statua.

Spaventato dal ritrovamento chiese aiuto alle autorità che fecero intervenire due dei più famosi archeologi sardi dell’epoca, Giovanni Lilliu e Enrico Atzeni che diedero il via alla più grande ed enigmatica scoperta in territorio sardo.

Gli scavi da loro organizzati diedero alla luce trenta gigantesche statue di pietra, alte due metri circa, di almeno 2700 anni fa. 

Trattasi di 30 guerrieri, tra arcieri e pugilatori, forse a custodia di una tomba proprio come i famosi guerrieri cinesi, l’unica differenza è che questi personaggi non sono la copia esatta di esseri umani, bensì riportano fattezze anomale: hanno occhi come due cerchi sovrapposti e la bocca è una semplice fessura. Hanno una pettinatura in stile celtico fatta a trecce e abiti orientalizzanti. Ma ciò che li rende unici è la loro titanica altezza, che va tra i 2 e i 2,60 metri, oltre al fatto che portano il 52 di piede!



Sono statue in pietra arenaria, diritte in piedi e con braccia piegate a tenere scudi o armi.

Le statue furono ritrovate all’interno di una area sacra sopra delle basi che delimitavano alcune tombe a nuraghe e diversi betili. Giovanni Lilliu, l’archeologo che lavorò agli scavi, raccontò che al momento della scoperta il sole limpido e caldo che caratterizzava la giornata fu improvvisamente oscurato da una tempesta tremenda che si era abbattuta mentre si portavano le statue alla luce. Sembrava che gli antichi dei si fossero risvegliati insieme alle statue, una sensazione impossibile da descrivere ricorda con paura lo stesso Lilliu.

L’occultamento

Oltre a questo, ciò che è incredibile e che ci lascia attoniti è il fatto che di loro e dell’eccezionale ritrovamento non se ne è mai saputo nulla, se non da pochi anni.
Infatti furono “abbandonati” per ben 32 anni nel museo di Cagliari, ma non in una sala di visita, bensì negli scantinati umidi e bui… perché?

Solo nel 2003, quando furono quasi del tutto dimenticati, venne deciso finalmente di trasportarli, in maniera anche poco pubblica, in un centro di restauro, a Li Punti, in provincia di Sassari.

Questo gesto fu compiuto probabilmente anche in seguito alle innumerevoli pressioni da parte di studiosi ed appassionati che trovarono assurdo che uno dei ritrovamenti più incredibili del nostro paese si stava lentamente sgretolando in un sotterraneo di un museo! Perché? Per quale motivo statue così eccezionali furono da sempre celate? Perché non gli è stato dato uno spazio degno al museo che per primo dovrebbe raccogliere l’intera storia della Sardegna?

La giustificazione del museo di Cagliari fu che “non sembrava un ritrovamento così importante” e che “mancavano gli spazi … oltre che i soldi, dato che in Sardegna si finanziano le spiagge e non l’archeologia”.

Per saperne doi più leggi il comunicato ufficiale di iRS:
http://www.teleindipendentzia.net/giganti.htm


Il restauro

Mille interrogativi e nessuna risposta, l’unica certezza è stata che i Giganti invece che iniziare a vedere la luce del sole, dal giorno della loro scoperta ritornarono nel buio profondo della terra.

Possibile che in 32 anni nessun sopraintendente del museo di Cagliari non abbia avuto il desiderio di esporre questa scoperta, incidendo magari il proprio nome nella storia dell’archeologia sarda? Oggi si trovano a Li Punti sotto il lavoro di attenti restauratori che stanno assemblando tra di loro quasi 4000 frantumi, che la “conservazione” nello scantinato non ha certo contribuito a migliorarne la situazione.

La storia

Osservandoli più da vicino veniamo invasi da 1000 domande. 

Chi doveva difendere questo esercito? Un re o un popolo? Dagli stranieri o dalle forze del male? Da chi sono stati scolpiti?

Le pettinature sono celtiche, gli elmi hanno delle corna, gli scudi sono elaborati.
Sono molto simili ai bronzetti dei ritrovamenti di “Abini/Serri” (dal nome dei luoghi di ritrovamento: Abini/Teti e Santa/Serri) per volti, vestiari e armi e per questo vengono datati tra il VII e l’VIII secolo a.C., periodo in cui gli Shardana (il popolo del mare sardo) avrebbero già girato il mondo allora conosciuto, acquisendo innumerevoli conoscenze nel vestiario (orientale), nei capelli (celtici) e nelle armi. L’autentica datazione non è mai stata accertata, ma vi sono altre ipotesi che vanno anche dal 2700 a.C. al 1° millennio a.C. fino al VII secolo a.C.

Le prime forme d’arte degli Shardana sono i bronzetti di UTA, ma poi in seguito ad una catastrofe (che ricorda molto le vicende di Atlantide) furono costretti a lasciare l’isola nel 1200 a.C. e girarono il mondo. Vi ritornarono e realizzarono le Grandi Statue per qualche ragione a noi ignota.
In seguito nel II secolo a.C. la Sardegna era diventata molto potente avendo come capitale la fenice Tharros, che nessun esercito riusciva a sottomettere. Nel 540 a.C. il generale cartaginese Malko dopo aver conquistato quasi tutta la Sicilia con 80.000 uomini cercò invano di invadere la Sardegna, finendo decimato.

Ma non si spiegano gli occhi.. 

Perché vennero realizzati con due cerchi concentrici come fossero due occhiali? Forse un tentativo di rappresentare la pupilla o si desiderava richiamare qualcosa d’altro?

Nella storia dell’umanità gli occhi non sono mai stati disegnati in questo modo.

E’ stato detto che derivavano dalle statue greche più antiche, le Kore e i Kuroi (statua femminile e maschile), molto stilizzate che si avvicinano a questo stile di scultura.

Peccato che, se si osserva la datazione, i Giganti del Mont'e Prama sono assolutamente antecedenti.
Dire che è avvenuto il contrario, che le statue greche si siano ispirate ai Giganti, forse è un’affermazione troppo forte, certo è che non si esclude nulla.

Le statue

Le statue sono molto stilizzate e con il naso molto accentuato. I cerchi degli occhi sono perfetti. Anche l’arcata sopraccigliare è marcata forse a voler sottolineare le sopracciglia folte, classiche dei sardi. I piedi taglia 52 sono molto presenti, poggiano sicuri su ampie basi. Sono tutti arcieri e pugili e solo uno è un guerriero. Sono state rinvenute tracce di colore rosso e nero. Non è stato ancora possibile ricostruire una statua per intero. Sono state per certo identificate 25 statue di cui 17 pugilatori e 8 arcieri.

I pugilatori

Hanno tutti:
- il petto nudo
- un gonnellino cinto da lacci che lo tenevano legato
- un elmo liscio (forse a rappresentarne uno di cuoio o di stoffa)
- delle lunghe trecce pettinate alla “celtica”
- Il braccio destro ha una protezione di cuoio fino alla mano e tiene la parte corta dello scudo
- Il braccio sinistro tiene lo scudo che copre il capo come a “difesa”

La caratteristica dei pugilatori è il braccio sinistro in alto che tiene uno scudo a proteggere la testa, mentre il braccio destro tiene la parte corta dello scudo. Questa azione veniva spesso seguita in fase di battaglia proprio per difendersi dalla pioggia di frecce di nemici arcieri.
I pugilatori in questo caso sarebbero dunque in fase di difesa e non di attacco. Hanno similitudini con i bronzetti di DORGALI

Gli arcieri

Hanno:
- Una placca pettorale
- Una corta tunica
- Un elmo con le corna
- delle lunghe trecce pettinate alla “celtica”
- Hanno sui polpacci a protezione degli schinieri
- Il braccio sinistro tiene l’arco
- Il braccio destro in posizione di offerta oppure uno scudo
- Non sono né a difesa e né ad attacco, ma sono a riposo.

Sono prevalentemente arcieri a riposo perché con la mano destra a volte tengono uno scudo, altre la tendono in segno di offerta. Tra loro differiscono parecchio, cosa che non succede nel gruppo dei pugilatori molto più simili tra di loro. Hanno similitudini con i bronzetti di TETI ABINI.

Il guerriero

L’unico guerriero non può essere descritto nei particolari perché quasi totalmente distrutto.

I modelli di nuraghe e betili

Insieme a loro sono stati ritrovati dei modelli di Nuraghe.

Le tombe del ritrovamento

Le tombe a pozzetto, dove furono ritrovati, si chiamano così perché contenevano i corpi in posizione fetale. In tutto sono 33, quasi uno per ogni statua-guerriero.
Le tombe sono prive di corredo funerario. Solo una tomba aveva uno scarabeo del VII secolo a.C., in stile egizio tipo Hyksos, unica prova sulla quale è possibile datare le statue, anche se è probabile un riutilizzo delle tombe in epoche successive.

La Sardegna è piena di ritrovamenti di bronzetti (considerando anche i migliaia di reperti trafugati dai tombaroli e venduti a privati) ma statue di questo tipo che richiamano i bronzetti sono state ritrovate solo qui. Non è cosa di poco conto. L’arduo lavoro, oltre al restauro, è anche quello di comprenderle e capire il messaggio che da millenni portano con sé: chi e perché le ha costruite? L’area funeraria in cui sono state ritrovate, piena di corredi o di indicazioni, era dedicata a una famiglia o a un clan, che non era di particolare importanza. Però loro erano lì, a guardia di questo luogo.
Lo studioso TRONCHETTI, afferma che i pugilatori non siano “veri guerrieri”, ma che siano “Guerrieri del culto”, magari a rappresentare una sorta di rituale funerario a difendere l’anima a ad accompagnarla nell’aldilà dove nessuna arma di bronzo poteva servire contro le forze delle tenebre.

L’enigma degli occhi

Tra gli strumenti di lavorazione si presuppone ci fosse il compasso o qualcosa di simile senza il quale sarebbe stato impossibile realizzare i cerchi degli occhi così perfetti.

Sicuramente sono stati usati strumenti di metallo o di bronzo per la scultura, scalpelli, raschietti, punte. Alcuni passaggi dell’opera presuppongono l’utilizzo di una “Gradina” una sorta di scalpello con bordo dentellato di cui se ne ha notizia certa per la prima volta però secoli più avanti, solo nel VI secolo a.C. in Grecia.

Gli occhi fatti da due cerchi concentrici sanno quasi magnetizzare lo sguardo di chi li osserva, uno sguardo fisso e ipnotico accentuato dalle soppraciglie e dal naso profondamente accentuati che danno tridimensionalità agli occhi che scompaiano nell’ombra del volto innaturale. Gli occhi così protetti e caratterizzati sembrano parlare laddove la bocca è assente, perché appena accentuata. Essendo statue, non potendo emettere alcun suono, non gli resta che dialogare con gli occhi, la vera voce dell’anima, esse sembrano parlare ma noi ancora non le sappiamo ascoltare e le fissiamo per ore senza neppure sapere il perché.

Da visionare anche i seguenti video molto interessanti pubblicati da
http://www.youtube.com/user/teleindipendentzia



Fonte (con altre foto e video): www.luoghimisteriosi.it

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Ci sono altri venti Giganti nascosti 
a Riola Sardo

Presto la ricerca potrebbe spostarsi a qualche chilometro di distanza da Cabras. Anche la Nasa pensa di partecipare alla caccia ai reperti con un super satellite ...

Queste misteriose statue hanno affascinato anche gli scienziati della Nasa, l’ente spaziale americano. Dei Giganti ha parlato a Mountain View, Silicon Valley, il professor Ranieri, che una settimana fa è rientrato dagli Stati Uniti, dove proprio con la Nasa conduce un importante progetto scentifico. Gli scienziati si sono mostrati molto interessati ai Giganti, di cui erano a conoscenza. La Nasa dispone di un satellite in grado di vedere il sottosuolo con un margine di errore di 3, 4 metri. Troppo, per questa ricerca; ma il satellite potrebbe anche essere ritarato, e la sua precisione aumentata. E chissà che in questa storia, ancora in gran parte da scrivere, non possa aggiungersi anche il contributo degli scienziati americani. Sarebbe, questa, una internazionalizzazione di una ricerca che riguarderà pure la Sardegna, ma la cui portata sarebbe folle restringere dentro i confini dell’isola.

Tratto da: lanuovasardegna.gelocal.it

9 commenti:

  1. Per quello che può valere, l'estate scorsa un giovane sardo appassionato di archeologia sarda ha regalato ad una mia amica pluri laureata un dente di gigante che ha trovato scavando, lei dopo averlo esaminato lo ha restituito perla sua preziosità.
    Questa è solo una delle tantissime testimonianze che un tempo qualcosa di diverso

    Gianni

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  2. Il ritrovamento frequente di resti di esseri giganteschi ci fa*intuire che le storie di Golia o di Polifemo,tanto per citarne due,non sono frutto di invenzione letteraria ma forse pura realtà e comunque anche ai nostri giorni esistono casi di gigantismo e di nanismo provati e documentati dalla Scienza.

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  3. Un mese fa mi trovavo in sardegna con un amico archeologo. Ho visitato le tombe dei giganti di Arzachena e S'ena e Thomes che sono quelle conservate meglio. Si presentano a forma di testa di toro (il Dio toro per le civiltà nuragiche era importantissimo ... la forza virile maschile unita a quella femminile la luna le corna del toro, unione degli opposti) con una stele alta 3,4 metri sul davanti. In basso c'é un piccolo foro che rappresenta la porta delle anime dei defunti che vi si trovavano all'interno. Le ossa trovate dentro indicano che la tomba ospitava tanti defunti,forse le famiglie più importanti del villaggio o erano proprio come fosse comuni. Questo è il motivo della loro grandezza. Su questo penso non ci siano dubbi.

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  4. Si da il caso che io viva in Sardegna da qualche anno e conosca la storia intorno a queste statue, lasciate per anni "marcire" nei magazzini del museo di Cagliari, e poi finalmente riportate al loro splendore.
    La cosa buffa è che non sono ancora andata a vedere le statue dal vivo, conto di farlo presto ma tra mille impegni e problemi rimando in continuazione, vediamo se riesco entro l'anno.
    Tante storie e leggende vengono narrate sulla Sardegna e i suoi molteplici misteri, qualcuno dice che la Sardegna sia ciò che resta di Atlantide, chissà se è vero.
    Ho visitato parecchi nuraghi in questi anni e molti di loro hanno un'energia tale, non sempre benevola, che in alcuni casi sono dovuta scappare dalla zona a causa di forti giramenti di testa, nausea e un senso di chiusura allo stomaco, idem il mio compagno.
    Si dice sia per via della grande presenza di rame nelle zone limitrofe ed altri metalli, può sicuramente essere, ho conosciuto persone che affermavano di star guarendo da malattie della pelle e altre stando ore seduti in quelle zone a meditare, una parte di costoro ci vengono da fuori Sardegna apposta.
    Qui abbondano vasche naturali di acqua sulfurea e stazioni termali, e il paesaggio in alcune zone sembra proprio lunare, un altro pianeta davvero come l'Islanda.
    Tante scoperte di ossa gigantesche sono state fatte qui e nascoste per via del non poter dare spiegazioni all'opinione pubblica, poi la sola conformazione delle montagne qui è quantomeno strana. Sulla strada per Sassari e quella per Olbia ci sono montagne dalla cima piatta come se fossero state segate con un laser, sono davvero strane e prima non le avevo mai viste in Italia, insomma la Sardegna è una regione davvero misteriosa in cui c'è ancora tantissimo da scoprire e soprattutto capire.
    Io l'amo proprio per questo suo fascino misterioso e i suoi paesaggi aspri e bellissimi.


    Anna

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  5. Anna ti invidio. Sono stato in sardegna solamente tre settimane ma mi sono innamorato si del mare ma soprattutto dell'entroterra. Ti parto dal presupposto che io non ho mai sentito nessun tipo di energia di cui parlate voi credo però che qualcuno sia più recettIvo di altri e che l'atmosfera di queste terre ti aiuti a farlo. Forse è la natura così estrema forse la magia dei luoghi. Pensa che le tombe nuragiche a camera scavate nei muri vengono dette Domus de Janas ossia case delle fate... Di luoghi magici c'è ne sono tantissimi: il pozzo sacro di Santa cristina dove ho scoperto quanto era importante per queste civiltà il culto dell'acqua... Tiscali, una salita al monte e poi l'entrata in grotta tra ginepri e rocce secolari (un viaggio mistico!)... per non parlare delle maschere sarde,ciò che rimane di riti ancestrali legati alla terra,alla fertilità, alla rinascita ed ai misteri di Bacco. Il carnevale sembra più halloween che altro... potrei continuare per ore.

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    1. Ciao Atunis, ma no, invidiarmi no che la Sardegna ha una marea di problemi, l'occupazione in primis e fatichiamo molto a sbarcare il lunario, per fortuna abbiamo un pezzetto di terra e una casetta con pannelli solari e un pozzo per l'acqua altrimenti avremmo dovuto (e in verità ci abbiamo anche provato, ma ormai sopravvivere è un casino ovunque) emigrare.
      Però hai ragione, è un luogo particolare, piagato a mio avviso da una mentalità cattolica che ha rovinato il fascino pagano ancora ben radicato nelle feste sul territorio. Boes e merdules, i buoi e padroni dei buoi, sono le maschere tipiche di diversi paesi della regione, io abito in uno di quei paesi, che non offre assolutamente nulla perché non c'è nulla a parte il classico supermercato, la farmacia e poco altro, ma a me piace vivere immersa nella Natura con gli animali, e quindi, data anche la mia età, mi pesa meno di qualche anno fa, quando fu uno schock abituarmi ad un modo di vivere, pensare e passare il tempo diverso dal mio.
      Ho ancora tanto da scoprire di questa terra e poco a poco spero di riuscirci, come spero che questa ragione riesca a liberarsi di tradizioni orrende e degne veramente dei Neanderthal.

      Anna

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  6. Il lato oscuro della Sardegna e della vita in generale... ma non bisogna mai smettere di sognare e appassionarsi...

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  7. Forse i benefici di alcuni luoghi hanno una spiegazione razionale, si tratta di un misto di elettricità e ioni negativi.
    A Carnac in Francia chi sono un enormità di pietroni eretti chissà quando e disposti non a caso.
    Tradizionalmente le donne alla ricerca di figli che non arrivano di notte si mettono nude con la schiena a contatto con il pietrone e stando alle testimonianze funziona.

    Ci sono ricercatori che molto ammalati si mettevano nudi di notte a contatto con i pietroni e dopo un po' di volte sono guariti. Di testimonianze sul potere dei pietroni e delle acque sotterranee ce ne sono una enormità.

    Va detto e anche provato che i pietroni contenendo quarzo emettono petro elettricità che può anche ionizzare l'aria, oppure è l'elettricità dei pietroni ad essere efficace.

    Le acque sotterranee urtando contro le pareti contenenti quarzo generano cariche elettriche che salendo in superficie ionizzano in modo negativo l'aria e sono proprio gli ioni negativi il segreto delle acque.
    La grande piramide d'Egitto all'esterno è un fantastico generatore ionico.

    Gianni

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  8. Anna la tua esperienza nuragica forse ha una spiegazione.
    Gli antichi, vista la fatica che costava costruivano le loro cose in posti scelti con molta cura dai loro sciamani, e per fare tutta quella fatica in apparenza assurda un motivo molto importante dovevano pur averlo.

    E' ben noto che ci sono correnti sotterranee di energia,che avvolgono in una rete l'intero pianeta. Queste correnti in alcuni posti molto speciali risalgono in superficie, questi posti sono meta di pellegrinaggi perchè se l'energia è alta i veli tra i mondi si sollevano con molta facilità.

    E' anche ben noto che tali energie benchè di per se non negative possono essere molto dissonati con la nostra, di conseguenza si hanno effetti fisici/mentali negativi, alcuni posti sono noti anche per essere sede di molti incidenti.

    I costruttori dei nuraghi sicuramente erano a conoscenza della tematica suppongo che i nuraghi in posti negativi era per una protezione naturale. E' solo una mia ipotesi.

    Gianni

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