Grazie al bando globale dei vecchi gas CFC, prodotti per decenni dai colossi della chimica, utilizzati in massa dalle grandi industrie della refrigerazione (come DuPont, l'inventrice del Freon, l'europea Hoechst o la giapponese Asahi Glass), e onnipresenti nei giganteschi magazzini di stoccaggio alimentare, i macelli, la grande distribuzione e nei sistemi di refrigerazione navale e dei trasporti commerciali... senza dimenticare le famose bombolette spray, lo scudo protettivo del nostro pianeta si sta riprendendo e, secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, potrebbe tornare completamente integro entro il 2066.
Una vittoria storica per l'ambiente, che rischia però di essere frenata da un insospettabile nuovo nemico: la corsa allo spazio.
Il boom dei lanci commerciali e delle mega-costellazioni di satelliti sta letteralmente cambiando la chimica della nostra atmosfera...
Da un lato, i motori dei razzi iniettano tonnellate di fuliggine direttamente nella stratosfera, surriscaldandola. Dall'altro, il pericolo maggiore arriva dai satelliti a fine vita.
Quando rientrano a terra bruciando per l'attrito, questi oggetti rilasciano tonnellate di metalli vaporizzati, soprattutto alluminio.
Scienziati ed enti di ricerca indipendenti hanno lanciato l'allarme.
Scienziati ed enti di ricerca indipendenti hanno lanciato l'allarme.
Uno studio peer-reviewed pubblicato sulla prestigiosa rivista Geophysical Research Letters ha dimostrato che queste polveri metalliche galleggiano ad alta quota per decenni, agendo come un acceleratore per la distruzione dell'ozono.
Contemporaneamente, analisi della NOAA ((l'agenzia scientifica statunitense) condotte con aerei ad alta quota hanno fisicamente trovato tracce di metalli spaziali nella stratosfera e hanno quindi confermato la presenza di detriti metallici derivanti dalla combustione dei satelliti nella stratosfera (alluminio, rame, litio e finanche metalli rari come niobio e afnio), evidenziando nuovi rischi chimici.
Contemporaneamente, analisi della NOAA ((l'agenzia scientifica statunitense) condotte con aerei ad alta quota hanno fisicamente trovato tracce di metalli spaziali nella stratosfera e hanno quindi confermato la presenza di detriti metallici derivanti dalla combustione dei satelliti nella stratosfera (alluminio, rame, litio e finanche metalli rari come niobio e afnio), evidenziando nuovi rischi chimici.
Insomma, abbiamo smesso di inquinare la Terra con le bombolette spray, ma rischiamo di danneggiare il cielo bruciandoci dentro i nostri stessi satelliti..
Catherine
Catherine



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