Il modello consumistico basava (e basa ancora) la sua forza sul presupposto di migliorare la società: beni di consumo come lavatrici, frigoriferi e televisori arrivavano a fasce di popolazione sempre più ampie, allontanandole dalla povertà e dall’emarginazione sociale.
I “comfort” arrivavano a tutti, nessuno escluso, in varie misure, ma arrivavano a tutti.
Lavatrici, frigoriferi e televisori rispondevano a necessità e bisogni materiali.
Oggi c’è internet, le televisioni sono ultra-tecnologiche come pure i telefoni cellulari e i tablet; tutte queste cose hanno generato una realtà virtuale e alternativa alla realtà vera e propria, usando parole di Baudrillard, hanno creato un’iperrealtà.
Oggi c’è internet, le televisioni sono ultra-tecnologiche come pure i telefoni cellulari e i tablet; tutte queste cose hanno generato una realtà virtuale e alternativa alla realtà vera e propria, usando parole di Baudrillard, hanno creato un’iperrealtà.
I media hanno creato una vera e propria “videosfera” in cui tutti “viviamo” ogni giorno.
È la “società dell’immagine”, della multimedialità, che riempie ogni istante della nostra vita ...
