Se il 2022 è stato l'anno della "donna", si è trattato di una storia con due capitoli finali diversi: uno di speranza, l'altro meno. Il primo è ambientato in un Paese lontano, dove un regime arcaico e teocratico minaccia di essere rovesciato dalle donne che gettano il loro hijab e chiedono la loro emancipazione. Il secondo si svolge in un ambiente più familiare ma in una lingua sconosciuta: un Occidente in cui la stessa parola "donna" non ha più alcun significato, la sua definizione è stata riscritta per includere "un'adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita potrebbe essere stata definita di sesso diverso".
Questo è il paradosso degli ultimi 12 mesi: l'esistenza delle donne viene messa in discussione proprio nel luogo in cui l'emancipazione femminile è arrivata più lontano, mentre nei luoghi in cui le donne rimangono incatenate a nozioni medievali di onore e castità, il vero femminismo è più forte.
Perché dovremmo preoccuparci delle definizioni dei dizionari, quando tutti sanno cos'è una donna? Questa può sembrare una domanda giusta ...
