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domenica 12 novembre 2023

Il mestiere fra i più antichi del mondo e la bugia del diritto al “piacere” sessuale

Si dice comunemente che “il mestiere della prostituta è fra i più antichi del mondo”: affermazione priva di fondamento, dato che dipende da quando iniziamo a contare l’inizio del mondo.

Se ci riferiamo a questo mondo, intenso come ordine culturale e di valori, è possibile che tale affermazione sia vera, dato che in effetti ad un certo punto della storia qualcosa ha iniziato a prendere una direzione imprevista, almeno dal punto di vista degli attori dell’epoca ovvero i nostri veri e più antichi antenati. Mi riferisco all’ipotesi Kurgan di cui ho già scritto in precedenza.

La mercificazione della donna, in quanto strumento per il soddisfacimento del piacere sessuale tout court, interviene proprio nel momento in cui viene introdotto un certo strumento evoluto di controllo, ovvero: il mercato.

Un mercato le cui finalità sono ottenere un “profitto”, un qualche tipo di vantaggio, ovvero un qualche tipo di piacere. La “mercificazione” deve essere visto proprio come un moderno strumento di sottomissione. 
E’ il mercato in questo senso a renderci schiavi, sofisticato e per questo considerato moderno: non c’è più un imposizione vera, ma sei tu che vedendoti costretto dalle necessità primarie ti prostituisci. Non ti obbligo più a fare lo schiavo, ma ti metto nella condizione di prostituirti. Puttane in questo senso lo sono tutti e non lo è nessuno, potenzialmente possiamo contare su 7 miliardi di persone pronte a vendersi pur di soddisfare qualsiasi genere di desiderio indotto dal sistema stesso...

domenica 1 gennaio 2023

2022, L'anno in cui l'Occidente ha cancellato le donne


Se il 2022 è stato l'anno della "donna", si è trattato di una storia con due capitoli finali diversi: uno di speranza, l'altro meno. Il primo è ambientato in un Paese lontano, dove un regime arcaico e teocratico minaccia di essere rovesciato dalle donne che gettano il loro hijab e chiedono la loro emancipazione. Il secondo si svolge in un ambiente più familiare ma in una lingua sconosciuta: un Occidente in cui la stessa parola "donna" non ha più alcun significato, la sua definizione è stata riscritta per includere "un'adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita potrebbe essere stata definita di sesso diverso".

Questo è il paradosso degli ultimi 12 mesi: l'esistenza delle donne viene messa in discussione proprio nel luogo in cui l'emancipazione femminile è arrivata più lontano, mentre nei luoghi in cui le donne rimangono incatenate a nozioni medievali di onore e castità, il vero femminismo è più forte.

Perché dovremmo preoccuparci delle definizioni dei dizionari, quando tutti sanno cos'è una donna? Questa può sembrare una domanda giusta ...

sabato 26 novembre 2022

La Via della Luce Femminile

 di Loretta Martello 

Dai confini del Tempo … 

Se il maschile può essere rappresentato con una linea diritta, il femminile è sicuramente una linea concava. Questa concavità è tutto ciò che il femminile racconta: è il nido, la culla, le braccia materne, la luna. 

E’ il seno, l’utero, il grembo, la mano. E’ il bacino dei mari, dei laghi, dei fiumi, l’incavo del cuore e la volta del cielo. E’ il vaso, la coppa, il contenitore universale, il calderone della Dea. Ed è molto, molto altro ancora. 

In questa concavità si genera e si custodisce la vita. Dalla vita di un seme alla vita dell’universo, tutto avviene nell’umido e caldo interno di questa concavità. Non vediamo mai cos’accade laggiù. Lo sappiamo soltanto più tardi, quando ciò che era nascosto, appare ai nostri occhi. Ci hanno detto che dentro è buio. E noi sappiamo che i misteri avvengono sempre nel buio. Tuttavia, così abbiamo creduto che il femminile sia oscurità. Ma se proviamo a “guardare laggiù”, laggiù, nel punto più basso dell’incavo, nel punto dove s’annida l’oscurità più oscura, laggiù, nell’oscuro grembo femminile, quello che troviamo non è che il volto stesso della Luce ...

giovedì 8 febbraio 2018

The Red Pill: Femminismo e Verità Negate

Il Film su di Noi che Vogliono Censurare
di P. Cavallari

Immaginate una giovane regista femminista decisa a fare un film sulla cultura dello stupro. Dove documentarsi? Ma su Avoiceformen ovviamente! Il blog che le femministe considerano la tana del lupo misogino-patriarcale, una sentina di odio e violenza.

Ma Cassie Jaye, la regista in questione, è una donna intelligente e per fare il film ha voluto sentire tutte le voci, sia quelle delle femministe che quelle degli attivisti dei diritti degli uomini, tra cui i fondatori del nostro blog.

E così è nato The Red Pill, il documentario su di noi che le femministe vogliono vietare.

Perché tanta rabbia contro un documentario che viene descritto – da chi lo ha visto – come obiettivo e imparziale? 

La risposta è semplice. L’inchiesta di Cassie mostra come le ragioni del movimento per i diritti degli uomini siano sensate e fondate su considerazioni di buon senso, e come, viceversa, le contro-ragioni delle femministe siano poco convincenti e superficiali.
Alla fine del film Cassie dice di non sentirsi più femminista, dopo aver a lungo riflettuto su queste tematiche in un viaggio che paragona a quello di Alice nella tana del Bianconiglio.

Sembra un happy ending in stile Hollywood, ma non finisce qui...

domenica 12 febbraio 2017

Thérèse Hargot: la nuova schiavitù della rivoluzione sessuale

La cosa incantevole di questa giovane scrittrice, blogger, terapeuta e insegnante, è che le domande che pone sono sempre di più delle risposte che dà. 

Eppure queste sono molte, spesso spiazzanti, quasi sempre controtendenza: il “segreto”, per così dire, sta forse nella formazione filosofica della Hargot, che non approccia il sesso quale quintessenza e fine della vita umana, bensì come orizzonte privilegiato in cui si manifesta il mistero della persona umana.

Thérèse Hargot è una giovane sessuologa belga (nata nel 1984) con una laurea in filosofia e un master in scienze sociali alla Sorbona. Sposata, con tre figli, Thérèse ama sfidare la vulgata corrente. 

È fermamente convinta che la rivoluzione sessuale abbia apportato una liberazione senza libertà sicché, in luogo di renderci più liberi, ci ha fatti transitare da una obbedienza all’altra. In particolare la cosiddetta «liberazione sessuale» ha asservito il corpo della donna...